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Trento
23 settembre | 06:00

Scade la deroga del 2021 per formare i manutentori dei dispositivi antincendio ma il Trentino non si è adeguato in tempo e per i certificati si va fuori provincia

Il settore della resistenza al fuoco è in fibrillazione per una scadenza imminente. La deroga per ottenere la qualifica di manutentori dei principali dispositivi antincendio (porte tagliafuoco, estintori, evacuatori fumo e così via) è ormai dietro l'angolo e il rischio è di non poter operare. In molti si rivolgono alle aziende specializzate fuori dal Trentino Alto Adige. Il presidente dell'Associazione Artigiani: "Speriamo in proroga, intanto c'è alternativa"

Scade la deroga del 2021 per formare i manutentori dei dispositivi antincendio ma il Trentino non si è adeguato in tempo e

TRENTO. C'è un intero mondo legato alla sicurezza, quello della manutenzione e del settore della resistenza al fuoco, che è in fibrillazione e inquieto per una scadenza imminente. A giorni scade, infatti, il termine per ottenere la qualifica di manutentori dei principali dispositivi antincendio (porte tagliafuoco, estintori, evacuatori fumo e così via). Il problema? Si brancolerebbe un po' nel buio in assenza di informazioni e di indicazioni. Non ci sarebbe una piattaforma provinciale per raccogliere i dati, le adesioni ai corsi di formazione e le procedure d'esame per acquisire la qualifica. Una situazione che tocca centinaia di realtà tra imprenditori, piccole imprese e artigiani sul territorio che corrono il rischio di non poter operare. Una questione che riguarda Trento ma anche Bolzano.
 
Negli ultimi mesi davanti alle profonde incertezze e di una situazione molto vaga, molti addetti e diverse imprese si sono rivolte alle aziende specializzate tra Verona e Padova, quindi oltre il confine del Trentino Alto Adige. Anche l'associazione di categoria si è trovata costretta last minute a stipulare un accordo extra provinciale. Una decisione con riflessi sul territorio, anche di indotto per quelle realtà che si sono trovate a investire per le "trasferte" così come un mancato guadagno per quelle che potrebbero organizzare i corsi e i percorsi di formazione, senza dimenticare il rischio di perdere competenza e autorevolezza in questo settore per lungo tempo considerato un tratto distintivo a livello regionale.

 

Come si è arrivati alla stretta? Una situazione che si trascina ormai dal 2021 quando Roma pubblica il decreto controlli con le disposizioni dei "Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio". Il provvedimento fissa anche le procedure generali delle modalità e per qualificare i tecnici manutentori abilitati a svolgere queste attività.
 
Il decreto è entrato in vigore il 25 settembre 2022, cioè a un anno dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. C'è quasi subito una deroga per la qualificazione dei tecnici manutentori antincendio, figure formate per operare sulle porte tagliafuoco e più in generale per trattare i dispositivi antincendio: c'è più tempo e ci si aggiorna al 25 settembre 2026. Queste le indicazioni dalla capitale ma la materia è di competenza provinciale, disciplinata nella legge 9 del 1 luglio 2011 che dispone, tra gli altri aspetti, che "l'esercizio delle funzioni di prevenzione degli incendi spetta alla Provincia, fatta eccezione per le attività di formazione, di addestramento, d'informazione alla popolazione, di studio e di ricerca in materia di servizi antincendi, alle quali provvedono la Provincia nonché gli altri enti e i soggetti individuati dal titolo V, capo III".
 
Un concetto rafforzato nel 2023 con una modifica normativa: "La prevenzione degli incendi comprende anche lo svolgimento degli adempimenti connessi alla valutazione e alla qualificazione dei tecnici manutentori degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio, nonché il rilascio della relativa attestazione, secondo quanto previsto dalla normativa statale in materia", si sancisce la procedura. "Resta ferma la possibilità di stipulare convenzioni con il corpo nazionale dei vigili del fuoco per avvalersi del suo supporto nello svolgimento di questi adempimenti".
 
Vale l'autonomia ma per le scadenze (in particolare quella del 25 settembre di quest'anno) si confermano quelle indicate a livello nazionale. Una questione complessa perché la questione fa capo alle strutture provinciali e al corpo permanente dei vigili del fuoco che, però, per questi specifici adempimenti si lega al comando Triveneto.

Non si escludono proroghe e ci possono essere ancora accordi per rimediare a questa criticità, anche se ritardi e inerzia hanno progressivamente ridotto l'ampio margine di manovra, poco o nulla si sarebbe mosso sul fronte burocratico e di predisposizione delle procedure tra portale di raccolta domande, funzionari, formazione e definizione delle modalità di esame fino alla "sorpresa" dell'arrivo della deadline.

Se c'è un colpo all'autorevolezza del Trentino Alto Adige in questa specifica competenza, il rischio concreto è che molti addetti e diverse aziende specializzate vengano bloccate in questi lavori di responsabilità sul territorio ma anche in quei contratti di manutenzione stipulati extra provincia, costringendole a cercare riferimenti per la qualifica fuori regione.

 

Che fare? "La speranza è quella di una proroga nella deroga e non nascondiamo che c'è un certo nervosismo - dice Andrea De Zordo, presidente dell'Associazione Artigiani e presidente della Camera di commercio di Trento - perché il rispetto delle leggi e delle normative non è in discussione ma i balzelli e le complicazioni, soprattutto burocratiche, generano un costante aumento dei costi diretti e indiretti in un momento già molto complesso". 

 

L'associazione di categoria ha presente la scadenza e non è ferma. "A livello nazionale come Confartigianato siamo attivi per cercare di rivedere alcune dinamiche - evidenzia De Zordo - mentre in Trentino ci sarebbero le possibilità per avviare i percorsi di formazione che richiedono però competenze specifiche tra conoscenze e competenze specifiche che in questo momento non possono essere attivate".

 

Difficile però arrivare a una definizione della questione in 48 ore. "Intanto siamo contenti di aver trovato un'alternativa - commenta il presidente degli Artigiani - per ottenere queste certificazioni particolari".

 

Si va fuori dal Trentino. "E' la soluzione individuata per raggiungere questo obiettivo nel breve termine. Poi per il lungo periodo si punta sull'aprire un ragionamento più ampio, anche per evitare ulteriori complicazioni che si ripercuote sul lavoro degli imprenditori", conclude De Zordo.

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