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Trento
12 agosto | 06:00

Da inizio anno 4 piloti hanno lasciato il Nucleo elicotteri, che succede? "C'è preoccupazione ma confidiamo in interventi rapidi. Alcune questioni non più rinviabili"

Due piloti del Nucleo elicottero dei vigili del fuoco permanenti di Trento hanno rassegnato le dimissioni nelle scorse settimane, altri due professionisti nei mesi passati. Non ci sono, per ora, ripercussioni sull'operatività di un sistema d'eccellenza ma si respirerebbe tensione all'interno di un servizio che in 20 anni ha raddoppiato ore volo e missioni. Per la Cisl è tempo di affrontare due nodi: l'armonizzazione previdenziale dei pompieri e il Fondo Volo

Da inizio anno 4 piloti hanno lasciato il Nucleo elicotteri, che succede?

TRENTO. Due piloti del Nucleo elicotteri hanno rassegnato le dimissioni nelle scorse settimane. Una scelta già presa nei mesi passati da altri due professionisti. Non ci sono ripercussioni sull'operatività per ora e per gli sforzi del personale ancora in organico ma la situazione può creare qualche tensione e nervosismo nel servizio e qualche domanda nel mondo del soccorso del Trentino.

 

Un modello d'eccellenza del territorio che svolge un ruolo cruciale nel sistema soccorso sanitario, anche notturno per la dotazione di visori e l'attrezzatura tecnologica necessarie per questa tipologia di volo, ma è sempre più strategico nella lotta agli incendi boschivi, antivalanga e tutte quelle attività riconducibili alle attività di Protezione civile

 

Se dopo l'incidente sul Nambino a causa del white out nel 2017, quello a Pietramurata e qualche problema di troppo a un elicottero dovuto all'anzianità di servizio, la Provincia negli anni scorsi ha portato a termine il lungo iter per rinnovare la flotta (attualmente composta da 3 elicotteri per il soccorso e 2 da lavoro), così come a fronte di diverse criticità ci si è mossi per trovare qualche soluzione sui mezzi, la questione personale diventa più delicata

 

E' stato perso qualche pezzo, anche di un certo calibro. Si scorre la graduatorie per coprire i ruoli lasciati vacanti certo ma serpeggerebbe più di qualche malumore di carattere organizzativo all'interno di un servizio che è giocoforza piuttosto dispendioso fisicamente e psicologicamente, oltre che altamente complesso negli scenari di intervento.

 

Stress che può essere solo in parte riassunto nei numeri, fino al 2024 sono quelli disponibili e certificati dall'Ispat. E in più di 20 anni il Nucleo elicotteri è diventato sempre più centrale e l'attività è raddoppiata

 

Nel 2003 sono state registrare 1.466 missioni (1.170 quelle di soccorso per incidenti) con 669 ore volo e una media di 4 interventi. Nel 2024 si è passati a 2.708 missioni (sono saliti a 2.133 i soccorsi per incidenti) e una media di 7,4 attivazioni quotidiani.

A regime nel nucleo elicottero dei vigili del fuoco permanenti provinciale operano 16 piloti, 13 tecnici della manutenzione e del volo, 6 coadiutori di volo, 4 operatori dell’ufficio tecnico e 6 operatori del servizio di supporto, oltre a sanitari e personale del soccorso alpino. La partenza di un quarto degli operatori non è un fattore trascurabile con le recenti dimissioni che incidono quindi in questo momento più sulla operatività interna (più ore volo per gli operatori ancora effettivi) che su quella esterna che viene, seppur con qualche fatica in più, fortunatamente garantita.

 

C'è la graduatoria. Ma si parla di figure specializzate con esperienze, competenze e formazione specifica, in alcuni casi istruttori di volo certificati. Aspetti questi che si ricollegano a un altro fattore: la concorrenza. Qualcuno è, infatti, passato all'Avincis, il principale operatore mondiale nei servizi aerei di emergenza, che gestisce anche il servizio di soccorso aereo nella provincia di Bolzano. I piloti trentini sono tra i più preparati e insomma possono far gola a qualche colosso. Ma queste dimissioni sono solo una legittima scelta personale e di carriera? Si può fare qualcosa in più per trattenere queste figure? Una situazione che preoccuperebbe il mondo dei soccorsi per le ripercussioni sugli standard operativi di risposta alle emergenze.

 

Se sono casi isolati oppure se c'è un processo di abbandoni sarà il tempo a stabilirlo ma la situazione è più che attenzionata, anche a livello sindacale. La Cisl è stata interpellata sulle possibili soluzioni.

 

"Le scelte dei piloti devono essere rispettate e le motivazioni delle decisioni possono essere diverse. Confidiamo naturalmente nell'intervento in tempi rapidi di Provincia e Protezione civile nel completare l'organico", dice Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Tuttavia riteniamo necessario affrontare con urgenza il tema dell’armonizzazione previdenziale dei vigili del fuoco. Ci siamo occupati a più riprese negli ultimi mesi e la questione non è più rinviabile".

 

In questo ambito resta aperta anche l’annosa vicenda del Fondo Volo: "Il riconoscimento delle somme versate dai piloti rappresenterebbe un atto di giustizia dovuto, ma costituirebbe anche un elemento di attrattività per altri piloti interessati a entrare nel nucleo. Ci siamo occupati direttamente della questione, qui a Trento ma anche a Roma. In questo senso abbiamo trovato il sostegno del senatore Pietro Patton, il quale ha seguito con attenzione questa esigenza. Nonostante gli sforzi però la proposta non ha ancora trovato traduzione in strumenti normativi concreti. Continuiamo a lavorare per raggiunge questo obiettivo", conclude Pallanch.

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