Soccorsi, sempre più interventi e Fugatti compra un nuovo elicottero sanitario: “Flotta sale a 4 mezzi, due nuovi basi nelle zone est e ovest del Trentino in programma”
Ad annunciarlo è stato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti: stanziati ad oggi poco più di 22 milioni di euro per l'acquisto del nuovo elicottero. Per il dirigente del Servizio Protezione civile, Stefano Fait, si guarda al 2029 per l'entrata in funzione del nuovo mezzo e delle due nuove basi – che permetteranno di raggiungere ogni area del Trentino indicativamente in meno di 10 minuti

TRENTO. Sale a quattro la flotta di elicotteri sanitari in Trentino. Ad annunciarlo è il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nel comunicare lo stanziamento di oltre 22 milioni di euro per l'acquisto di un nuovo mezzo, nell'ottica di un potenziamento dell'intero sistema con la programmazione di due nuovi basi nelle aree est e ovest della Provincia.
Ad oggi infatti i tre elicotteri sanitari del Nucleo elicotteri della Pat partono da Mattarello: i tre mezzi – due dei quali sono stati acquistati negli ultimi anni mentre il terzo, più grande, circa quindici anni fa – possono raggiungere ogni area del Trentino in un tempo stimato di 16-20 minuti, a seconda del modello disponibile per l'intervento. Con l'introduzione di un quarto elicottero, ha spiegato il dirigente del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna della Provincia Stefano Fait, sarà possibile ridurre le tempistiche di intervento indicativamente a meno di 10 minuti, arrivando a contare in tutto su circa 20 piloti – rispetto ai 15 in servizio oggi.
Un passaggio non da poco, specialmente quando si parla di situazioni di particolare gravità, che richiedono un tempestivo intervento del personale medico. L'investimento, come anticipato, rappresenta però il primo passo all'interno di un ragionamento sistemico più ampio.
Nei prossimi anni – l'orizzonte temporale riportato dalle autorità è il 2029 – all'acquisto e all'entrata in funzione del nuovo mezzo si affiancheranno infatti degli importanti interventi infrastrutturali per implementare nuovi basi dedicate agli elicotteri sanitari sia nella zona ovest che in quella est del Trentino. Proprio l'insieme delle progettualità messe in programma – per un costo totale tra mezzo, basi, piloti e personale sanitario necessario, di circa 50 milioni di euro complessivi – permetterà la riduzione dei tempi di intervento annunciata.
L'iniziativa, ha detto Fugatti, fa seguito a una prima sperimentazione sul tema realizzata nel 2023, con l'installazione di una sede provvisoria per l'atterraggio degli elicotteri in Val di Fassa.
“Questa – ha detto il presidente – è una delibera di partenza. L'obiettivo richiede naturalmente l'implementazione di piloti, di personale sanitario, di opere infrastrutturali per le due basi. L'obiettivo è riuscire ad ottenere una capacità di intervento più veloce sul territorio rispetto a quella, già veloce, che oggi abbiamo. L'obiettivo è di avere delle sedi anche nella parte orientale e in quella occidentale del Trentino: un percorso di medio periodo, al quale si dà inizio con la delibera odierna”.
“Le basi – continua – andranno a integrarsi con le strutture ospedaliere di valle presenti. Saranno quindi naturalmente pensate e costruite con un criterio di utilità. La volontà dell'amministrazione provinciale è di permettere un intervento nel contesto delle emergenze sanitarie nel minor tempo possibile. Poi sappiamo che c'è chi richiede l'intervento dell'elicottero per cose, diciamo, per le quali un elicottero potrebbe anche non intervenire. Questo è un altro aspetto che va considerato e sul quale è necessario ragionare, ma questo non ci deve esimere da investire su ciò che realmente ci interessa, che è l'affrontare l'emergenza sanitaria. L'appello che facciamo naturalmente è di chiamare l'elicottero quando serve”.
Il tema degli interventi sanitari è stato toccato anche da Fait, che ha riportato dei dati emblematici nel ricostruire un trend di netto aumento sul territorio provinciale negli ultimi anni.
“Dal 2014 – spiega il dirigente – abbiamo visto un incremento significativo dei soccorsi sul territorio provinciale, cresciuti in 11 anni da circa 2100 a circa 2750 all'anno. Un aumento che porta a struttura la flotta in maniera diversa. Abbiamo necessità da una parte di organizzarci e dall'altra di essere operativi sul territorio, in particolare in alcuni periodi dell'anno e in alcune zone. Portare la flotta a quattro elicotteri sanitari serve da una parte a favorire una maggiore dislocazione e capacità di intervento sul territorio, dall'altra a far fronte all'aumentato numero di interventi sanitari e infine alla gestione degli elicotteri stessi, che in molti momenti devono rimanere fermi per controlli e manutenzione”.
Avere quattro mezzi, in altre parole, consentirà al Nucleo elicotteri – che svolge, tra l'altro, internamente le attività sui mezzi – di 'incastrare' i lavori con più facilità durante tutto l'anno. Per quanto riguarda le dislocazioni delle sedi, che affiancheranno quella centrale di Mattarello, le location precise non sono ancora state individuate ma una parte delle risorse, aggiunge Fait, sono già state accantonate.


















