Dimissioni nel Nucleo elicotteri, Degasperi: "Tanta propaganda ma poca cura del personale. E non vorrei che ci fosse un piano per esternalizzare il servizio"
Da inizio anno 4 piloti hanno lasciato il Nucleo elicotteri, una serie di dimissioni che preoccupa il mondo dei soccorritori. Il consiglieri provinciale di Onda, Filippo Degasperi: "Tanti voli secondari non sono tempo dipendenti, questo ha ricadute sull'usura dei mezzi e del personale. La sanità trentina è in crisi ma la mobilità sanitaria è in attivo: non è che i nostri mezzi vengono usati come aerotaxi?"

TRENTO. "La Giunta provinciale dovrebbe avere cura di valorizzare il personale del Nucleo elicottero". A intervenire è Filippo Degasperi, il consigliere provinciale di Onda analizza la vicenda relativa alla serie di dimissioni registrare da inizio anno. Una situazione che preoccupa il mondo dei soccorritori. "Il servizio degli elicotteri viene usato come propaganda ma intanto i piloti si formano in Trentino, ottengono o mantengono le licenze e poi legittimamente scelgono altri percorsi di carriera. Non è solo una questione di stipendio ma anche di gratificazione e di qualità del lavoro".
In questo 2026 quattro piloti hanno lasciato il Nucleo elicotteri dei vigili del fuoco permanenti di Trento (Qui articolo). Alcuni si sono accasati al principale operatore mondiale nei servizi aerei di emergenza, che gestisce anche il servizio di soccorso aereo nella provincia di Bolzano. Sono tra i più preparati e possono interessare la concorrenza. L'organico nel tempo è stato rafforzato ma negli anni è aumentato anche l'utilizzo degli elicotteri. L'attività è raddoppiata in 20 anni.
"Tanti voli, in particolare quelli secondari, però non sono tempo dipendente", dice Degasperi. "Alcune operazioni non sono efficienti ma costano tra usura dei mezzi e affaticamento del personale. Inoltre questo è un modo per alzare il numero delle ore volo e questo naturalmente rende i piloti ancora più appetibili sul mercato. Sembra chiaro che si deve trovare una soluzione per gestire queste situazioni, altrimenti c'è sempre una rincorsa".
Ci sarebbero altre attività, per il consigliere provinciale di Onda, che andrebbero ridimensionate. "Ci sono quasi 6 milioni di rimborsi, con un saldo attivo netto di circa 5 milioni, tra elicotteri e ambulanze per pazienti non trentini", evidenzia Degasperi. "La Provincia si vanta del saldo attivo sul capitolo della mobilità sanitaria. Tuttavia non c'è la fila di persone da fuori confine per curarsi nel nostro sistema mentre le liste d'attesa e i problemi di Asuit sono evidenti, tanto che i trentini si rivolgono sempre di più ai privati. Il dato può essere dovuto ai trasferimenti di un cittadino agli ospedali delle regioni di provenienza. I nostri mezzi diventano degli aerotaxi, anche notturni? Anche questo potrebbe incidere sul clima interno".
Ci sono le graduatorie e le caselle vuote verranno riempite ma intanto le ricadute sono sul personale presente e un impegno maggiore per garantire gli standard di un servizio d'eccellenza. Ma il consigliere provinciale di Onda è preoccupato per la tenuta generale del sistema dei soccorsi.
"Ma non è che sia un altro piano? C'è infatti il rischio di esternalizzazione, come già avvenuto per tanti altri settori, penso per esempio a Trentino Trasporti. L'inizio è sempre impercettibile ma poi prende gradualmente piede fino a diventare strutturale. Gli elicotteri e l'acquisto dei mezzi sono sempre stati utilizzati anche a fini di propaganda ma il dubbio un po' viene e la guardia va tenuta sicuramente alta", conclude Degasperi.


















