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Bolzano
05 ottobre | 18:45

Sanità, in Alto Adige è fuggi fuggi di medici? La Provincia smentisce: ''Numeri record di assunzioni. Inevitabili anche i movimenti interni''

Sotto il camice, la fatica esternata dal sindacato Anaao che denuncia il peso di turni massacranti e carichi di lavoro eccessivi; nei bilanci della Provincia, i numeri record

Sanità, in Alto Adige è fuggi fuggi di medici?
di Maria Vittoria Letrari

BOLZANO. “Quando un’azienda cresce e occupa molte più persone rispetto al passato è inevitabile che aumentino anche i movimenti interni”. E' l'assessore alla salute Messner a chiarire come per la Provincia di Bolzano l’allarme sulla fuga dei camici bianchi che da qualche giorno tiene banco su alcuni media sembrerebbe essere un “falso problema”: l’aumento delle dimissioni dei medici sarebbe infatti la naturale conseguenza delle assunzioni da record degli ultimi mesi. E i dati, effettivamente, mostrano un saldo positivo tra assunzioni e dimissioni del personale medico: +51 unità nel 2023, +16 nel 2024 e +41 nel 2025.

 

Ma se l'amministrazione si mostra sicura e tranquilla, forte dei numeri, tra i reparti la percezione del sindacato Anaao resta opposta, segnata dal peso di turni massacranti e carichi di lavoro, a detta loro, insostenibili. Le notizie emerse in questi giorni riflettono il punto di vista dei lavoratori e puntano i riflettori su criticità interne e sulla qualità della vita lavorativa. Viene evidenziata un’incessante perdita di medici dovuta a dimissioni volontarie, che negli ultimi dieci anni sembrerebbero essere triplicate. Il fattore scatenante non sembrerebbe essere economico, ma legato a ritmi insostenibili e all’accumulo di straordinari. I medici, lanciano un appello, e chiedono una riduzione dell’orario di lavoro e di istituire un osservatorio sulle loro dimissioni volontarie.

 

L’amministrazione provinciale sostiene che non è corretto valutare soli i dati sulle uscite, ma che occorre considerare il rapporto tra assunzioni e uscite il quale risulta stabilmente positivo dal 2023. “Per noi non conta soltanto quante collaboratrici e quanti collaboratori lasciano un’azienda – sottolinea l’assessore alla Prevenzione sanitaria e Salute Humber Messner – ma soprattutto come evolve l’organico complessivo. A essere decisivo è il saldo tra ingrassi e uscite – e questo saldo è positivo per le professioni sanitarie dal 2023”.

 

A giustificare un elevato numero di dimissioni del personale medico sarebbe, paradossalmente, proprio il record storico degli organici. A marzo 2026, infatti, l’Azienda sanitaria contava 1602 medici e 6144 infermieri in servizio. “Quando un’azienda cresce e occupa molte più persone rispetto al passato – spiega Messner – è inevitabile che aumentino anche i movimenti interni. Questo dato, da solo, non dimostra una riduzione del personale, ma va letto in relazione alle nuove assunzioni e alla consistenza dell’organico effettivo”.

 

In risposta alle proteste del personale medico sui carichi di lavoro, l’amministrazione evidenzia anche i numeri relativi agli incentivi economici messi in campo per migliorare le condizioni d’impiego e rendere le corsie più attrattive. “Buone condizioni di lavoro – afferma Messner – sono un fattore fondamentale per riuscire ad attrarre e trattenere il personale”. Sulla carta, sembrerebbero essere stati messi a disposizione 50 milioni di euro l’anno per i contratti collettivi, all’aumento delle indennità per i medici di Pronto Soccorso e il taglio dell’orario a 36 ore settimanali per gli infermieri.

 

L’alto Adige deve fare i conti con sfide del tutto peculiari all’interno del mercato del lavoro: dal vincolo del bilinguismo alla forte attrattiva esercitata dei Paesi confinanti. È anche per contenere questa concorrenza che la Provincia punterebbe a rafforzare continuamente l’attrattiva del proprio sistema sanitario. “Non possiamo e non vogliamo sederci sugli allori dei saldi positivi – conclude l’assessore Messner –. Garantire e potenziare l’organico resta una delle sfide cruciali per il futuro della nostra sanità”.

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