Crollo del Tribunale, seimila domande bloccate per la mancanza della dichiarazione d'appartenenza linguistica
Appuntamenti esauriti fino a fine anno e uffici sommersi da oltre cento nuove richieste al giorno

BOLZANO. In Alto Adige la corsa ai contributi per la casa rischia di trasformarsi in un vero e proprio calvario burocratico per migliaia di residenti. Il problema ruota attorno a un documento tanto fondamentale quanto difficile da ottenere al momento: la dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico, un requisito imprescindibile non solo per i concorsi pubblici e l’edilizia sociale, ma soprattutto per sbloccare le domande di agevolazione edilizia.
Negli uffici si contano ormai circa seimila richieste completamente ferme proprio perché all’appello manca quel singolo foglio di carta.
All’origine di questo pesante rallentamento c’è una catena di eventi legata al parziale crollo che ha interessato l’edificio del Tribunale di Bolzano. Con i locali resi inagibili e gli sportelli chiusi, l’ufficio competente ha dovuto fermare le attività, lasciando i cittadini nell’impossibilità di regolarizzare la propria posizione o ritirare il certificato.
Per i dipendenti si profila una montagna di lavoro: oltre alle seimila pratiche arretrate, agli sportelli continuano a riversarsi ogni giorno più di cento nuove richieste, e i posti per la prenotazione degli appuntamenti sono già tutti esauriti fino alla fine dell’anno.
La situazione preoccupa non poco gli esperti del settore, come Olaf Lutz, che ai microfoni di “Rai Südtirol” ha evidenziato la gravità di una morsa che rischia di tagliare fuori moltissime persone. Il sussidio provinciale per la casa rappresenta infatti il presupposto essenziale per poter ottenere un mutuo bancario: senza il via libera alla domanda di agevolazione, salta l’intera copertura finanziaria per l’acquisto o la ristrutturazione degli immobili. A rendere lo scenario ancora più critico ha contribuito la revoca dell’ordinanza d’urgenza firmata dal Presidente della Provincia, che in passato faceva da salvagente permettendo di presentare la certificazione linguistica in un secondo momento, a patto di aver avviato la richiesta per tempo.
Adesso la flessibilità è terminata e senza il documento in mano le pratiche non vengono neppure prese in considerazione, con il concreto pericolo di veder sfumare i termini e slittare l’apertura dei cantieri. Per evitare il collasso del sistema, dal settore si leva la richiesta di un potenziamento straordinario del personale, sia nella sede centrale sia negli uffici periferici.
Un’emergenza nell’emergenza, destinata a protrarsi fino alla transizione digitale fissata per il 2028, che promette di semplificare le procedure future ma che nell’immediato richiederà un ulteriore e massiccio sforzo organizzativo.


















