Ipes, due cantieri non bastano a risolvere l'emergenza. "Non c'è spazio per costruire, priorità alle ristrutturazioni"
Un patrimonio netto da 13.500 immobili e liste d'attesa sempre più lunghe. Aslago e Gries non saranno sufficienti

BOLZANO. L’emergenza casa a Bolzano non si risolve solo con i cantieri, per quanto importanti.
Lo sa bene il neopresidente dell'Ipes, Christian Battisti, in carica da appena un mese, che si trova a gestire una sfida complessa fatta di risposte attese da tempo ma anche di uno scacchiere urbanistico segnato dalla mancanza cronica di spazi.
“Non c'è posto per costruire costruire”, purtroppo è un mantra che Bolzano conosce molto bene.
La dove si può, si fa, come all'ex convitto St. Josef ad Aslago, dove sono in programma ben 65 nuovi appartamenti di edilizia sociale.
A questa operazione si affianca la novità più recente nel quartiere Prati di Gries, dove è stato aperto il cantiere per la nuova torre: un'opera tanto all'avanguardia quanto economicamente impegnativa, destinata a portare in dote ulteriori 28 alloggi e 35 posti auto. Un investimento da 22,7 milioni di euro.
Per entrambi gli interventi l'obiettivo e la speranza condivisa sono di tagliare il traguardo e completare le opere entro il 2028.
Non saranno però due progetti, per quanto di importantissima portata, ad accorciare le lunghe liste d'attesa per l'Ipes nel capoluogo altoatesino, soprattutto a causa della carenza di ulteriori terreni edificabili.
Proprio per questo motivo Battisti, affiancato dagli uffici, ha avviato una ricognizione approfondita dei dati per poi aprire un tavolo di confronto istituzionale con i sindaci di Bolzano, Merano, Laives e gli altri primi cittadini del territorio, così da programmare e pianificare le strategie future.
Parallelamente alle nuove edificazioni, l'altra partita decisiva riguarda l'immenso patrimonio esistente, che in tutto l'Alto Adige conta circa 13.500 alloggi.
Su questo fronte, il presidente indica le ristrutturazioni come una priorità assoluta. Nonostante i ben noti ostacoli legati alla burocrazia, l'intenzione è quella di imprimere una forte accelerazione alle procedure, individuando nel biennio 2027-2028 il momento cruciale in cui spingere concretamente il piede sull'acceleratore della riqualificazione.
Un capitolo centrale e molto sentito resta infine quello della sicurezza e della vivibilità nei quartieri. A fronte delle numerose denunce presentate dagli inquilini, che chiedono la revoca dell'alloggio a chi delinque, l'istituto ribadisce che le normative vigenti sono chiare e che la strada intrapresa è quella della fermezza.
Al tempo stesso, viene posto l'accento sulla stragrande maggioranza degli assegnatari, composta da persone perbene, lavoratori e famiglie che vivono in quei contesti da una vita e meritano risposte concrete, allontanando le mele marce che si trovano dentro o fuori dalle case Ipes a Bolzano e altrove.


















