Inverno senza casa nel capoluogo altoatesino: riaprono i dormitori ma i posti non bastano. Servono documenti e quattro settimane di presenza
I ricoveri invernali sono di nuovo attivi, con ingressi scaglionati. Per iscriversi e avere un posto è necessario passare ogni mattina tra le 10 e le 12 all’Infopoint

BOLZANO. È ripartita in Alto Adige l’accoglienza notturna per le persone senza fissa dimora e sono scattati i primi ingressi nelle strutture di Bolzano, Laives, Brunico, Merano e Bressanone. Un servizio, che accompagnerà l’inverno fino al 15 aprile, non è soltanto un ricovero dove scaldarsi e mangiare qualcosa.
L’idea di fondo è che questi dormitori diventino anche un luogo dove trovare sostegno per provare a uscire dalla marginalità, ed è per questo che la priorità d’accesso viene data a chi dimostra una condizione di vulnerabilità.
A pochissime ore dall'apertura però già si guardano le criticità: i posti sono già esauriti e le liste d'attesa sono infinite.
Il punto di riferimento per tutta la rete è l’Infopoint di Bolzano, che fa da raccordo con ogni struttura dei ricoveri notturni invernali. Ogni mattina, dalle 10 alle 12, chi cerca un letto può passare di lì e mettersi in lista. E la lista, a servizio appena riaperto, è già lunga. A spiegarlo è la Croce Rossa, che gestisce alcuni dei centri: le persone in attesa sono 230, a fronte di circa duecento letti a disposizione. Sulla carta la delibera approvata dalla Giunta provinciale l’11 settembre ne prevede in tutto 235, distribuiti tra i cinque Comuni. Nel capoluogo altoatesino i posti sono 70 nei ricoveri invernali, più 20 di emergenza, a cui si aggiungono i 25 del progetto Dormizil.
A Merano i posti sono 45, di cui 25 riservati alle donne, più altri 5 di emergenza. Come già nelle scorse stagioni, la responsabilità diretta dell’accoglienza spetta ai Comuni, mentre la Provincia contribuisce al funzionamento dei servizi.
I criteri per entrare sono due. Il primo è la vulnerabilità, che apre la porta a prescindere dal resto. Il secondo, per chi non rientra in quella condizione, richiede documenti in regola e una presenza sul territorio da almeno quattro settimane. Ed è qui che la Croce Rossa individua il nodo più delicato: chi non ha ancora maturato le quattro settimane rischia di non trovare accoglienza. Va però tenuto presente che esiste già una lista d’attesa molto lunga fatta di persone che sul territorio ci sono da tempo e che la regola delle quattro settimane viene messa da parte davanti a una situazione di fragilità.
Come andranno le cose lo si capirà soltanto nelle prossime settimane. Molto dipenderà da quante persone passeranno a rinnovare la propria presenza e da quante continueranno a bussare alla porta dei dormitori. Con i numeri di oggi la disponibilità potrebbe essere già coperta. Un margine, però, c’è, ovviamente.
Provincia e Comune di Bolzano hanno già stabilito altri 20 posti d’emergenza in un’altra struttura, e poi toccherà alla politica valutare quanti ne servano davvero. Le linee guida approvate dalla Giunta indicano che i posti d’emergenza a Bolzano si sbloccano solo quando tutto il resto in provincia è esaurito.
Non è la prima volta che il capoluogo altoatesino si ritrova con più richieste che letti all’avvio dell’inverno e anzi, il Comune di Bolzano ha anche già rivisto i criteri d’accesso, ammettendo anche chi non aveva documenti purché fosse presente da tempo in città. Stime fornite lo scorso anno dalle strutture di accoglienza parlavano di circa 200 persone senza fissa dimora a Bolzano, di cui circa 140 con background migratorio. Quest’anno la lista, per ora, supera già i letti, e la vera misura del bisogno si vedrà quando il freddo morderà davvero.


















