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Trento
11 ottobre | 06:00

A 82 anni finisce in strada a dormire: "Non è un caso isolato". A Trento cresce l'allarme accoglienza, quasi 300 persone cercano un posto letto

Se in passato, una volta esaurito il periodo di permanenza previsto, era possibile ottenere un nuovo posto letto nel giro di circa due settimane presentando una nuova domanda allo sportello accoglienza, oggi l’aumento delle richieste di aiuto ha allungato i tempi di attesa, che possono superare il mese

A 82 anni finisce in strada a dormire: "Non è un caso isolato"

TRENTO. A 82 anni si ritrova di nuovo a dormire in strada, al freddo. Dopo aver esaurito i giorni a disposizione in una struttura di accoglienza della città di Trento, un anziano ha dovuto lasciare il proprio letto ad altri.

Lui, originario della Val di Fiemme, adesso si trova davanti un’attesa di almeno un mese prima che una nuova richiesta di accoglienza possa essere presa in considerazione. Un mese senza un posto sicuro in cui dormire, alla sua età, con la prospettiva di tornare a trascorrere le notti all’aperto.

 

La sua non è una storia isolata. A confermarlo a il Dolomiti sono i volontari delle associazioni impegnati ad aiutare le tante persone che si trovano in situazione di marginalità. Un impegno importante in una situazione dove i sistemi di accoglienza sono messi sotto pressione dalle decisioni assunte dalla Provincia di Trento.

La riduzione continua dei posti per l'accoglienza, lo svuotamento della residenza Fersina per fine anno, nessun piano certo per il futuro se non quello dell'apertura del Cpr, stanno facendo diventare l'accoglienza a Trento ingovernabile e gli stessi volontari si trovano ad affrontare situazioni davvero difficili.

 

In passato, chi esauriva i giorni di permanenza previsti in una struttura (60 per i residenti) poteva presentare una nuova domanda allo sportello accoglienza e ottenere un nuovo posto letto nel giro di circa due settimane. Oggi, però, la situazione è cambiata. L’elevato numero di persone che necessitano di accoglienza e che si trovano in strada perché i posti sono in continuo calo, ha infatti allungato sensibilmente i tempi di attesa, rendendo più difficile accedere nuovamente a un posto letto.

 

Il sistema, purtroppo, fatica sempre di più a dare risposte a chi non ha una casa e a chi cerca protezione. A chi chiede un pasto caldo e un posto al riparo dove dormire, il minimo indispensabile per compiere i primi passi per ricostruire la propria vita. In Trentino, invece, sempre più persone rischiano di finire nell'ombra, nella marginalità. A testimoniare la situazione sono i numeri di chi chiede un posto letto. Nei giorni scorsi i senza dimora in attesa erano almeno 170 mentre i richiedenti protezione internazionale arrivano a superare le 100 domande.

 

Numeri ben superiori a quelli dello scorso anno, che non tengono conto dei tanti che rinunciano a chiedere aiuto e che trovano posto sotto i ponti. Con l'arrivo dell'inverno la situazione rischia di esplodere. Alle associazioni non è possibile ampliare la propria capacità di accoglienza allora la conseguenza sarà quella di più persone  per strada e una rete di sostegno sempre più sotto pressione.

 

Dal canto suo la Provincia, nonostante questa situazione di richieste in aumento, non sembra intenzionata ad aumentare l'accoglienza invernale che aprirà i battenti i primi giorni di novembre con l’attivazione dei dormitori invernali e l’aumento dei posti letto nei dormitori permanenti. I numeri dello scorso anno erano di 192 posti letto per l’accoglienza maschile: 24 posti letto al Dormitorio in via Lavisotto a Trento (Fondazione Caritas diocesana), 38 posti letto al Dormitorio "Il Portico" di Rovereto (Fondazione Caritas diocesana), 50 posti letto al Dormitorio "S. Giovanni" (Cooperativa Kaleidoscopio), 24 posti letto a "Casa Baldè" (Associazione Amici dei senza tetto), 32 posti letto al Dormitorio "Bonomelli" (Fondazione Caritas diocesana), 18 posti letto a Presa (Fondazione Caritas diocesana) e sei posti per persone vulnerabili (Villa S. Ignazio e Fondazione Caritas). Per l'accoglienza notturna femminile, invece, erano previsti 70 posti letto: 30 posti letto presso la Casa tridentina della Giovane, venti posti letto a Casa Paola (Amici dei senza tetto) e venti posti letto al Dormitorio messo in disponibilità da Caritas diocesana.

 

Numeri già oggi insufficienti a coprire tutte le richieste.

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