Via libera ai sorpassi dei camion sull'A22 di notte? Kompatscher: "La situazione dei tir sull'Autostrada del Brennero è inaccettabile, ma il 'libera tutti' porterebbe al caos"
A far discutere è la petizione di un camionista trentino per sorpassare di notte sull’A22. Kompatscher rilancia studi, slot e pedaggi variabili

BOLZANO. “La situazione attuale è assolutamente inaccettabile”. Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, non usa giri di parole quando gli si chiede cosa ne pensa del traffico che schiaccia l’asse del Brennero. E lo dice proprio mentre sull’A22 si accende un nuovo dibattito, quello lanciato da una petizione dei camionisti che vorrebbero tornare a sorpassare di notte.
Una petizione pubblicata su change.org da Max Sgurelli, camionista trentino tra i più seguiti sui social, che in pochi giorni ha raccolto quasi 1.600 firme verificate. Il suo obiettivo è arrivare a 5 o 6mila adesioni e chiedere un incontro ai vertici dell’Autobrennero, dopo aver tradotto il documento in tedesco per coinvolgere i colleghi austriaci e tedeschi. La richiesta è di abolire di notte il divieto di sorpasso per i mezzi sopra le 7,5 tonnellate, introdotto nel 2017, quando prima il sorpasso era consentito. Sgurelli sostiene che tra le 22 e le 6 sull’A22 le auto siano pochissime e che il divieto serva soltanto a formare lunghe colonne di camion, penalizzando consegne e orari di lavoro.
Ha però messo da subito dei limiti precisi. La deroga non varrebbe da Bolzano Sud al confine di Stato, dove ci sono curve e gallerie, mentre sarebbe possibile da Modena a Verona e da Verona a Bolzano. E nei giorni di bollino rosso e nero il divieto tornerebbe in vigore 24 ore su 24 su tutta la tratta.
Una proposta, dunque, che parte dal basso e punta a sbloccare la marcia dei camion nelle ore di minor traffico.
“In generale, il “via libera a tutti” non potrà funzionare e avremo il caos” commenta il presidente Alto Atesino Arno Kompatscher, sottolineando come la situazione attuale sia assolutamente inaccettabile.
L’Italia ha portato l’Austria davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro i divieti di transito imposti dal Tirolo ai mezzi pesanti sulle autostrade della Valle dell’Inn e del Brennero. Il 16 luglio l’avvocato generale ha concluso che tre delle quattro misure contestate sono contrarie al diritto europeo, cioè il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale del sabato. È stato invece salvato il sistema di dosaggio degli accessi a Kufstein. Le conclusioni non sono vincolanti, ma nella maggior parte dei casi i giudici le seguono, e la sentenza è attesa entro la fine dell’anno.
“Aspettiamo la sentenza della Corte europea”, spiega Kompatscher, che però avverte subito: un'eventuale vittoria non cambierebbe il quadro: “Qualsiasi sentenza arriverà non sarà risolutiva, perché alla fine bisogna trovare delle soluzioni che da un lato proteggano anche i cittadini che vivono lungo questa terra, lungo il corridoio, e dall’altro garantiscano i flussi del traffico”. Dall’altra parte del Brennero, del resto, nessuno sembra pronto a fare un passo indietro. Il governatore tirolese Anton Mattle ha definito le conclusioni dell’avvocato generale l’opinione individuale di un giurista e ha escluso che l’Austria abbandoni la sua politica di transito.
Da qui la richiesta che Kompatscher ripete da anni: “Bisogna mettersi su un tavolo insieme, Italia, Austria e Germania, per trovare soluzioni soprattutto infrastrutturali e tecnologiche per garantire i flussi. È quello che chiediamo da tanti anni. Siamo stati propositivi, abbiamo fatto degli studi, siamo gli unici con proposte concrete”.
La prima è il sistema degli slot per i tir, cioè passaggi prenotabili in fasce orarie, un modello concordato nel 2023 tra Tirolo, Alto Adige e Baviera. Ora, aggiunge il presidente, c’è una novità: la normativa europea, che prima non lo permetteva, consente anche l’introduzione di pedaggi variabili. Ed è proprio per questo che lo slot era stato proposto a suo tempo. Oggi, spiega, un pedaggio variabile appare “addirittura più facile da implementare”, e può indirizzare il traffico se inserito in una gestione complessiva del corridoio. Non, precisa, nella logica di un singolo tratto tirolese che cerca di risolvere per sé un problema che riguarda tutti.














