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Trento
24 settembre | 06:00

Trattori senza obbligo di revisione, il decreto c'è da 11 anni ma non è in vigore. Cuel: "Controsenso pazzesco: si pretende sicurezza ma non c'è obbligo di controllo periodico"

Il Decreto è stato varato nel 2015 dal Governo Renzi, ma è rimasto "lettera morta". Denis Cuel, esperto di sicurezza e formatore: "Gli obblighi legati alla manutenzione di trattori e macchine agricole esistono e sono quelli indicati sul libretto da parte di chi vende il mezzo. Sono controlli e verifiche che devono essere effettuati al raggiungimento di un "tot" di ore di utilizzo. L'effettuazione o meno di tali interventi, non essendoci vincoli di legge, è totalmente demandato al senso di responsabilità dei proprietari"

Trattori senza obbligo di revisione, il decreto c'è da 11 anni ma non è in vigore

TRENTO. Il Decreto è stato varato nel 2015 dal Governo Renzi, ma non è mai entrato in vigore rimanendo, di fatto, "una lettera morta".

 

Di cosa si parla? Della revisione periodica dei trattori, rimorchi e macchine agricole che, ad oggi, non è obbligatoria per i proprietari, a differenza di quanto accade per auto, camion, moto e motorini, che devono essere invece sottoposti a controlli certificati da parte di personale specializzato e autorizzato ogni due anni (salvo dopo l'immatricolazione: la prima scadenza è fissata a 4 anni, poi si prosegue a cadenza biennale), per tutta la durata della loro "esistenza".

 

Cosa prevederebbe, il condizionale è assolutamente d'obbligo, il Decreto Interministeriale partorito il 20 maggio 2015 dal Ministero delle infrastrutture dei trasporti di concerto con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali?

 

Semplice: l'articolo 1 indica che "e disposta la revisione generale, con periodicità di cinque anni, delle macchine agricole, di seguito specificate: trattori agricoli e successive modificazione ed integrazioni, macchine agricole operatrici semoventi a due o più assi, rimorchi agricoli aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 1,5 tonnellate e con massa complessiva inferiore a 1,5 tonnellate, se le dimensioni d'ingombro superano i 4 metri di lunghezza e 2 metri di larghezza".

 

Aggiungendo poi (tanto per completezza), all'articolo 2, anche le macchine operatrici, cioè "macchine impiegate per la costruzione e la manutenzione di opere civili o delle infrastrutture stradali o per il ripristino del traffico, macchine sgombraneve, spartineve o ausiliarie, quali spanditrici di sabbia e simili e carrelli, quali veicoli destinati alla movimentazione di cose".

 

Tutto questo è rimasto solamente "sulla carta", perché il Decreto non è mai entrato in vigore. Il motivo? Chiaramente di natura "politica".

 

La domanda, a questo punto, sorge più che spontanea: chi possiede un trattore, non avendo obblighi di revisione legati ad una norma statale, ha comunque qualche altro vincolo di manutenzione periodica del mezzo e e del rimorchio - visto che di questo si parla - oppure no?

 

"Gli obblighi legati alla manutenzione di trattori e macchine agricole esistono - spiega Denis Cuel, formatore e docente trentino in materia di sicurezza sul lavoro, che gira l'Italia e conosce benissimo il mondo dei trattori e dei macchinari agricoli - e sono quelli che devono essere assolutamente indicati sul libretto da parte di chi vende il mezzo. Sono controlli e verifiche che devono essere effettuati al raggiungimento di un "tot" di ore di utilizzo. Nel caso dei trattori e delle macchine agricole, infatti, non si parla di chilometri percorsi ma di ore di utilizzo. L'effettuazione o meno di tali interventi, non essendoci vincoli di legge, è totalmente demandato al senso di responsabilità dei proprietari, a differenza di quanto accade per i mezzi che circolano su strada che, obbligatoriamente, ogni due anni devono sottoporsi alla revisione anche se la macchina, il camion, la moto è in perfetto stato e non presenta problemi. Tra l'altro, aspetto tutt'altro che trascurabile, trattori e rimorchi sono sollecitati da carichi importantissimi, spesso al limite, si muovono su terreni anche impervi e, dunque, le condizioni d'utilizzo sono estreme. E, proprio per questo, andrebbero controllati... ancora di più".

 

E' vero, si parla di senso di responsabilità, ma anche di competenza. Come fa un "profano" a stabilire che il mezzo è sicuro e a posto senza sottoporlo alla verifica di un esperto?

 

"Questo è un enorme problema. Le manutenzioni che devono essere svolte ogni "tot" di ore di lavoro accumulate - prosegue - devono essere annotate su un apposito registro e vanno documentate. C'è, invece, chi pensa che con il "fai da te", un po' di manualità e l'esperienza maturata in anni e anni, i lavori possano essere svolti in autonomia. Così non è perché, nel momento in cui si effettua un intervento, questo deve essere dimostrabile, con una fattura di pagamento all'officina specializzata, ad esempio. Questo, prima di tutto, per garantire la sicurezza del mezzo ma, allo stesso tempo, anche per una questione assicurativa: se il mezzo viene coinvolto in un incidente e viene appurato che non è stato sottoposto, in maniera corretta, a tutte le manutenzioni del caso, ci possono essere enormi problemi con l'assicurazione. Durante i corsi che teniamo, lo ribadiamo di continuo: un controllo periodico può salvare la vita e mettere al riparo da innumerevoli problemi e spese enormi".

 

Il controsenso è evidente, considerato che, all'articolo 71 del Decreto Legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, noto ai più come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (TUSL), la principale norma italiana che disciplina la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, vengono esplicitati gli obblighi del datore di lavoro riguardo all'uso, alla scelta e alla manutenzione delle attrezzature impiegate dai lavoratori.

 

Gli obblighi principali sono quelli legati a: "scelta idonea" (il datore di lavoro deve fornire attrezzature sicure, a norma e adatte al lavoro specifico da svolgere, valutando i rischi dell'ambiente e le interferenze), "installazione e uso" (le attrezzature devono essere montate e usate seguendo le istruzioni del produttore), "manutenzione" (è obbligatorio eseguire controlli e interventi di manutenzione periodica per garantire che i macchinari restino sicuri nel tempo. I risultati delle verifiche vanno registrati per iscritto) e "formazione" (i lavoratori devono ricevere un'informazione, formazione e addestramento adeguati sull'uso corretto delle attrezzature).

 

"Tutto verissimo - conclude Cuel -. La domanda che mi pongo è: come può un proprietario - datore di lavoro avere la certezza che il trattore o il rimorchio, siamo perfettamente funzionanti senza che questi non vengano controllati a scadenza fissa? Volete un esempio? Come si fa a stabilire se, che so io, le gomme del rimorchio vanno cambiate perché usurate oppure possono sostenere un'altra vendemmia? Non basta dargli un occhio e dire "sono lisce", ci vuole l'intervento di un professionista e, invece, in troppi ancora sottovalutano questi aspetti. Attenzione, non faccio di tutta l'erba un fascio, perché sarebbe estremamente sbagliato: ci sono anche i proprietari responsabili, che fanno controllare periodicamente i propri mezzi, pur non avendo alcun obbligo, ma ce ne sono tanti, tantissimi, troppi che "finché il trattore si accende vuol dire che non ci sono problemi". Poi, quando i freni non tengono o avviene un cedimento strutturale, allora si parla di "tragedia", "fatalità", "imprevisto", eccetera, eccetera. E' un problema generazionale? Anche in questo caso non bisogna generalizzare, ma sicuramente è un aspetto che incide".

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