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| 19 luglio | 12:39

"Oltre cento morti all'anno in campagna non sono una fatalità", l'appello di Federacma dopo gli ultimi tragici incidenti: "Rendere subito operativa la revisione dei trattori"

Dopo i tre incidenti mortali avvenuti in pochi giorni tra Trentino Alto Adige e Veneto, il presidente di Federacma Andrea Borio chiede di sbloccare una norma 'ferma' da oltre dieci anni: "Con roll-bar, cinture e controlli periodici gran parte delle vittime si potrebbe evitare"

TRENTRO. “Oltre cento morti l’anno non sono una fatalità: rendiamo operativa la revisione dei trattori” questa la presa di posizione netta di Andrea Borio, presidente della Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio che commenta i recenti tragici incidenti in campagna avvenuti tra Trentino Alto Adige e Veneto (QUI ARTICOLO).

 

“Tre morti in appena tre giorni: un agricoltore schiacciato dal proprio trattore in un vigneto nel Vicentino, un uomo travolto durante una manovra in un’azienda agricola nel Padovano e un’altra vittima in Alto Adige, dopo il ribaltamento del mezzo sul quale stava lavorando. La sequenza raccontata da Il Dolomiti – dichiara Borio non può essere archiviata come una tragica coincidenza. È la fotografia di un fenomeno che provoca ogni anno oltre cento decessi nelle campagne italiane, in gran parte causati dal ribaltamento dei trattori e dallo schiacciamento degli operatori”.

 

Ogni volta esprimiamo cordoglio, specifica il presidente di Federacma, “richiamiamo alla prudenza e sottolineiamo l’importanza della formazione”. Ma tutto questo, specifica, non basta più e dopo anni di incidenti, sottolinea, va riconosciuto che la principale soluzione strutturale esiste già: la revisione periodica obbligatoria delle macchine agricole.

 

Il richiamo è poi all'intervista realizzata dalla nostra testata al formatore Denis Cuel (QUI ARTICOLO) il quale ricorda che, con il roll-bar correttamente posizionato o con una cabina di protezione e la cintura di sicurezza allacciata, il rischio di morte per schiacciamento può ridursi fino al 99%. “Questo significa – dice Borio – che la gran parte di queste morti è evitabile”.

 

“Conosciamo i dispositivi necessari. Dobbiamo però garantire – continua – che siano effettivamente presenti, funzionanti e correttamente installati. Non possiamo affidare la sicurezza soltanto alla responsabilità individuale, all’esperienza dell’operatore o a controlli occasionali: serve un sistema che verifichi periodicamente lo stato reale delle macchine”.

 

E poi un analisi sulla revisione che “non è burocrazia né una tassa aggiuntiva per gli agricoltori”, bensì “uno strumento di prevenzione” che deve controllare l’efficienza dei principali organi del mezzo, la presenza delle cinture e delle strutture contro il ribaltamento e, più in generale, le condizioni nelle quali il trattore viene utilizzato.

 

“È ciò che avviene per automobili, camion, autobus e motocicli. Ovunque sia stato introdotto un sistema di revisioni effettivo e periodico – osserva Andrea Borio – i decessi riconducibili alle cattive condizioni dei mezzi e alla mancanza dei dispositivi di sicurezza si sono ridotti fino a diventare casi residuali, legati soprattutto a eventi imprevedibili e vere fatalità. Non esiste alcuna ragione per cui l’agricoltura debba restare un’eccezione”.

 

La revisione delle macchine agricole, specifica Federacma, è stata prevista da una norma dello Stato nel 2015 e ad essere rimarcato è come, a distanza di oltre dieci anni, per la gran parte del parco mezzi italiano il sistema non è ancora concretamente operativo. E poi l'affondo: “Una norma sulla sicurezza che resta sospesa non protegge nessuno”.

 

La richiesta di Federacma è quella di completare “senza ulteriori rinvii” il quadro attuativo, definendo modalità certe, controlli tecnici omogenei, ispettori qualificati e una rete capillare di centri autorizzati. Federazione che si dichiara pronta a collaborare, mettendo a disposizione le competenze e le strutture dei concessionari, delle officine e dei tecnici specializzati presenti su tutto il territorio nazionale.

 

“Alla revisione devono essere affiancati gli incentivi per l’ammodernamento. Il bando promosso attraverso la collaborazione tra Masaf, Inail, Ismea e Crea rappresenta un’opportunità concreta per adeguare i trattori agricoli e forestali e migliorarne la sicurezza: queste risorse devono essere pienamente utilizzate e, in prospettiva, rafforzate”.

 

Gli incentivi, sottolinea Borio, non possono sostituire la revisione ma aiutare gli agricoltori a sostenere gli interventi necessari, anche se soltanto il controllo periodico può garantire che i mezzi continuino nel tempo a rispettare le condizioni minime di sicurezza.

 

“Servono inoltre formazione continua e una cultura della prevenzione più solida: gli operatori devono essere pienamente consapevoli dell’importanza della cintura, del corretto utilizzo del roll-bar e dei rischi connessi alle manovre su terreni irregolari, bagnati o in pendenza”.

 

E poi lo sguardo vira nuovamente sui costi delle revisioni. “Ogni volta che si parla di revisione qualcuno richiama i costi: è una preoccupazione legittima – viene sottolineato – alla quale bisogna rispondere con incentivi, gradualità e procedure efficienti. Ma non possiamo ignorare il costo umano della mancata revisione: oltre cento vite spezzate ogni anno, famiglie distrutte e intere comunità colpite. Nonché costi sociali correlati”.

 

“Non potremo impedire ogni incidente – chiosa Andrea Borio – ma possiamo ridurre gli oltre cento decessi annui a poche unità riconducibili a circostanze davvero imprevedibili: gli strumenti ci sono, la norma esiste e le competenze sono disponibili. Adesso bisogna renderla operativa”.

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