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Trento
25 maggio | 19:42

"La sicurezza di ciclisti e pedoni non può più attendere. In quel punto chiediamo il limite a 30 all'ora". La Federciclismo trentina piange la morte di Roberto Forzini

dopo l'ennesimo tragico incidente che ha coinvolto un ciclista, il presidente della Federciclismo Renato Beber ribadisce che è il momento di fare qualcosa di concreto: basta piangere morti sulle strade: la sicurezza deve diventare "cultura". Secondo l'Fci servono campagne di comunicazione e controllo e, nel punto in cui è avvenuto l'incidente domenica, deve essere istituito il limite del 30 chilometri all'ora

TRENTO. Un'altra tragedia della strada, un altro ciclista che ha perso la vita in un terribile incidente. E, allora, all'indomani di un'altra morte che si poteva evitare, torna prepotentemente attuale il tema della sicurezza per i cosiddetti "utenti deboli", chi viaggia in bicicletta e i pedoni.

 

Domenica pomeriggio il 64enne Roberto Forzini è morto dopo essere stato investito da un'auto mentre, in bicicletta, era impegnato in un'escursione in Valsugana, in compagnia della moglie (Qui articolo).

 

Dopo aver percorso la ciclabile da Trento, nel momento di attraversare la strada è stato travolto da una macchina lungo la Provinciale 109, all'altezza del bivio che collega Borgo Valsugana e Roncegno Terme.

 

L'impatto è stato devastante, con il 64enne che stato sbalzato violentemente sull'asfalto. Le sue sono apparse immediatamente disperate: Forzini è stato rianimato sul posto e poi elitrasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento dove, però, ha cessato di vivere nel pomeriggio.

 

Ebbene, dopo l'ennesimo tragico incidente che ha coinvolto un ciclista, il presidente della Federciclismo trentina Renato Beber ribadisce che è il momento di fare qualcosa di concreto. Basta continuare a piangere morti sulle strade: la sicurezza deve diventare "cultura".

 

"Ancora una volta - scrive il presidente della Fci trentina - siamo costretti a fare i conti con il dramma di un ciclista ucciso sulle nostre strade. Uno di noi, una persona che amava la bicicletta e viveva questa passione ogni giorni. Si tratta di una morte che sconvolge profondamente il nostro mondo e l'intera comunità. In questo momento di profonda tristezza, ci stringiamo con affetto e commozione all'angoscia e al grande dolore della sua famiglia e di tutti colori che lo hanno conosciuto. Una simile tragedia non può lasciarci indifferenti: costringe tutti noi, ancora una volta, a una maggiore responsabilità e a un impegno ancora più deciso per far maturare una reale cultura della sicurezza stradale nel nostro territorio".

 

Il Comitato, da sempre, è impegnato nelle attività d'informazione e sensibilizzazione.

 

"Come Comitato - prosegue Beber -, insieme a tutte le nostre società affiliate, siamo da tempo attivi in prima linea attraverso numerose iniziative di sensibilizzazione. Portiamo la cultura della sicurezza nelle scuole del Trentino, promuoviamo il progetto "Bicimparo" e collaboriamo attivamente con le Polizie Locale durante le manifestazioni. Tuttavia, lo sforzo dell'associazionismo e dello sport non basta se non è supportato da interventi strutturali e politici. Per questo motivo, sentiamo il dovere di ribadire con forza alla politica e alle istituzioni le proposte concrete già avanzate nei mesi scorsi attraverso l'iniziativa "Sulla Buona Strada", promossa insieme ad altre associazioni del territorio".

 

Le richieste sono ben precise e, secondo la Fci, aspettare non è più possibile. Altresì vengono chieste misure specifiche per il punto in cui è avvenuto domenica il terribile investimento.

 

"Torniamo a chiedere con urgenza - conclude il Comitato Trentino della Federciclismo -: campagne di informazione: un piano straordinario di comunicazione pubblica sulla sicurezza stradale e sul rispetto della distanza minima di sorpasso e sicurezza; più controlli: un incremento delle verifiche sui limiti di velocità da parte delle forze dell'ordine; interventi mirati sul luogo dell'incidente: quel punto di attraversamento specifico, utilizzato ogni giorno da centinaia di ciclisti e pedoni, va urgentemente messo in sicurezza. Chiediamo che venga installata una cartellonistica adeguata e altamente visibile e che in quel tratto specifico venga istituito il limite di velocità a 30 km/h. La sicurezza di chi pedala e di chi cammina non può più attendere. Non voglia più piangere vittime evitabili".

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