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Trento
20 giugno | 20:39

La morte di Adele Cobelli, sgomento in tutta Italia. Dagnoni (Fci): "E' una carneficina, non è più accettabile" (VIDEO). Beber (Fci Trentino): "Tragedia devastante, ora basta"

"La scomparsa di Adele ci lascia sgomenti e profondamente addolorati - commenta Dagnoni -. Credo sia arrivato il momento di far sentire forte un grido d'allarme. Da presidente della Federazione Ciclistica Italiana mi rivolgo alle Istituzioni affinché si passi finalmente dalle parole ai fatti, adottando misure concrete per mettere fine a questa carneficina sulla nostre strade. Il nostro movimento continua a pagare un prezzo altissimo"

TRENTO. Prima Matteo Lorenzi, a maggio 2024, poi Sara Piffer, a gennaio 2025, adesso Adele Cobelli.

 

L'intero trentino e tutto il movimento ciclistico italiano sono sgomenti di fronte all'ennesimo tragico incidente stradale che ha spezzato una giovane vita.

 

Adele Cobolli, 14 anni appena, promessa della mountain bike trentina, stava scendendo lungo una strada che conosceva come le proprie tasche e aveva percorso centinaia di volte: era uscita da casa da pochi minuti quando, all'altezza della curva del parcheggio di Pressano, è stata travolta da un'auto che procedeva in direzione inversa.

 

La giovane ciclista, che correva per il Team Bike Movement Trentino Erbe, stava scendendo, mentre la macchina saliva: l'impatto è stato violentissimo con la 14enne che è stata sbalzata di sella è è caduta oltre il parapetto che divide la sede stradale da un campo, riportando ferite letali.

 

I sanitari, arrivati tempestivamente sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso della giovane. Il tragico avvenimento ha fatto rapidamente il giro d'Italia e ha sconvolto tutto il mondo del ciclismo di casa nostra.

 

Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni è stato raggiunto dalla notizia mentre si trova ai campionati italiani juniores, in corso di svolgimento nel Lazio.

 

"La scomparsa di Adele ci lascia sgomenti e profondamente addolorati - commenta Dagnoni -. A nome della Federazione Ciclistica Italiana esprimo il più sincero cordoglio e la più sentita vicinanza alla sua famiglia, alla Asd Bike Movement Trentino Erbe e a tutta la comunità del ciclismo. Credo sia arrivato il momento di far sentire forte un grido d'allarme. Da presidente della Federazione Ciclistica Italiana mi rivolgo alle Istituzioni affinché si passi finalmente dalle parole ai fatti, adottando misure concrete per mettere fine a questa carneficina sulla nostre strade. Il nostro movimento continua a pagare un prezzo altissimo: oltre all'immenso dolore per ogni vita spezzata, siamo sempre più penalizzati dall'aumento dei costi assicurativi e, soprattutto, dalle conseguenze sull'attività di promozione giovanile. La sicurezza di chi va in bicicletta deve diventare una priorità assoluta".

"E' una tragedia devastante - gli fa eco Renato Beber, presidente del comitato trentino della Fci -. Dopo Matteo e Sara, adesso ci ritroviamo a piangere la morte di Adele, un'altra giovanissima ciclista, la cui vita è stata spezzata sulla strada. E' un'altra batosta durissima, che ci toglie le forze ci distrugge. Adele era un'atleta della nostra rappresentativa di mountain bike, una ragazza che conoscevamo bene e avevamo avuto modo di apprezzare non solamente per i risultati che aveva conseguito. Il nostro movimento viene colpito ancora una volta: in questo momento ci stringiamo attorno alla famiglia e alla sua società".

 

E' un'altra giornata terribile per il movimento trentino, che da anni si batte per migliorare la sicurezza per i ciclisti.

 

"Noi stiamo facendo di tutto - conclude Beber - per migliorare una situazione che non è più accettabile. Servono più controlli, una maggior repressione, quando parliamo di "zone 30" non lo facciamo per complicare la vita agli automobilisti, ma per tutelare chi sulla strada rischia la vita tutti i giorni. Lo ripeteremo all'infinito: chi guida una macchina ha in mano un'arma. Se un ciclista sbaglia si fa male solamente lui, se sbagli chi è al volante di un'auto, rischia di uccidere. Oggi è una giornata terribile ed è il momento di avere risposte concrete da parte di chi è preposto a prendere le decisioni in materia. Bisogna agire su tre piani: quello della cultura, partendo dalle scuole, quello delle strutture, che sono indispensabili per la pratica sportiva in sicurezza e quello della repressione, con provvedimenti seri nei confronti di chi tiene certi comportamenti sulle strade".

 

La Federazione Ciclistica Italiana ha disposto che, prima di tutte le gare in programma domani, domenica 21 giugno, venga osservato un minuto di silenzio in memoria della giovane ciclista trentina. Tra le prove in programma vi è anche la gara maschile ai campionati italiani juniores, in corso di svolgimento a Sora. La Rappresentativa trentina gareggerà con il lutto al braccio.

 

Il Comitato trentino ha inoltre annullato lo stage tecnico del settore mountain bike che avrebbe dovuto disputarsi lunedì 22 giugno a Rovereto, al quale avrebbe dovuto partecipare anche Adele Cobelli.

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