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Trento
21 giugno | 20:40

Morte di Adele Cobelli, Cassani: “Le strade in Italia pericolose per tutti: ridurre le stragi deve essere una priorità. Velocità e disattenzione ammazzano le persone”

L'intervento di Davide Cassani dopo la tragica morte di Adele Cobelli: "Il tema della sicurezza sulle strade riguarda tutti gli utenti: il problema deve essere affrontato nella sua complessità e deve essere una priorità a livello politico"

Morte di Adele Cobelli, Cassani: “Le strade in Italia pericolose per tutti: ridurre le stragi deve essere una priorità

TRENTO. È grande il lutto in Trentino per la tragica morte di Adele Cobelli, la ciclista 14enne rimasta uccisa ieri in uno scontro con un'auto mentre si allenava nella zona dei Masi di Pressano, a Lavis (Qui Articolo). E dopo le tragedie costate la vita negli ultimi anni ad altri due giovanissimi sulle due ruoteMatteo Lorenzi e Sara Piffer – nello sconforto di un'intera comunità si è riaccesa, inevitabilmente, la discussione relativa alla sicurezza stradale, di fronte a una lunga serie di tragedie che potevano essere evitate.

 

“Il problema però – spiega a il Dolomiti Davide Cassani, ex professionista, cronista ed ex ct della nazionale italiana maschile di ciclismo su strada – è molto complesso e non riguarda solo i rischi per i ciclisti: sulle strade italiane si muore a piedi, in moto, in bici, in auto, con ogni mezzo. Sui giornali si legge di stragi ormai quotidiane: le strade in Italia sono pericolose, questo deve essere il punto di partenza per costruire un ragionamento politico e affrontare il problema”.

 

A livello numerico, la situazione dall'inizio dell'anno è drammatica: secondo l'osservatorio Asaps, dal 1° gennaio al 15 gennaio 2026 sono stati 191 i pedoni morti in incidenti stradali. Contando solo i primi cinque mesi dell'anno, in totale si assiste ad una crescita del 19% dei decessi a livello nazionale rispetto al 2025. Per quanto riguarda i ciclisti, il dato dell'osservatorio dedicato di Asaps è tristemente arrivato, dopo la tragedia di Adele Cobelli, a un totale di 100 vittime. Guardando ai primi cinque mesi dell'anno, i morti sono stati in tutto 84 – uno in meno rispetto al dato del 2025.

 

Per quanto riguarda le vittime in auto e in moto, specie in estate il conteggio sale purtroppo di giorno in giorno: solo nelle ultime ore si contano tre 17enni morti nel Milanese, dopo che l'auto sulla quale si trovavano è precipitata in un canale, e un motociclista di 64 anni morto in un incidente avvenuto lungo l'A26, in direzione Genova.

 

“Tutte le persone che si muovono sulle strade sono in pericolo – continua Cassani –. I genitori dei ragazzini che escono con la bici per allenarsi sono preoccupati: il rischio però riguarda anche i pedoni, o chi va in moto per esempio. Il problema deve essere affrontato nella sua complessità e deve essere una priorità a livello politico: bisogna capire come ridurre questi numeri, magari guardando ad esempi più virtuosi che possiamo trovare all'estero. Il problema, lo sappiamo, è legato principalmente alla velocità e alla disattenzione: bisogna prendere coscienza che questi due elementi sulla strada ammazzano le persone”.

 

“Più che 'spacchettato' parlando di una categoria di utenti o dell'altra – conclude Cassani – credo che il problema della sicurezza stradale vada affrontato alla base, nel suo insieme”.

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