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Trento
28 febbraio | 22:20

Dietrofront di Mori sulla convenzione con Ronzo-Chienis per l'asilo, il sindaco: "C'è amarezza ". Parolari (Pd): "Attacco alle necessità delle famiglie e ai diritti dei bimbi"

L'accordo tra i due Comuni sembrava cosa fatta, ma la nuova amministrazione di Mori si è sfilata. Una partita che però potrebbe toccare due assessorati provinciali. Il sindaco di Ronzo-Chienis: "Amarezza perché non ci è stato anticipato nulla". La consigliera provinciale del Partito Democratico, Francesca Parolari: "Passi indietro sui servizi all’infanzia. Il diritto all’educazione non può essere un capitolo di spesa da tagliare"

MORI. Il Comune di Ronzo Chienis è spiazzato dal cambio di rotta improvviso di quello di Mori. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni più alte e interessare gli uffici provinciali. Intanto la certezza è che la questione è destinata a essere affrontata in Aula in piazza Dante. 

 

La scelta a Mori è quella di interrompere una convenzione già data per certa, con il placet anche dalla Provincia, della convenzione con Ronzo-Chienis sulla frequenza del nido. Una struttura nuova, quella in val di Gresta, realizzata con risorse pubbliche, in particolare attinte dal Pnrr, e un'alleanza tra le due amministrazioni per andare incontro alle esigenze delle famiglie.

 

L'idea, ormai consolidata, era quella di pubblicare un bando per affidare alla stessa cooperativa la gestione delle strutture a Mori e Ronzo-Chienis. Un modo per ottimizzare la gestione dei numeri, lavorare in economia di risorse, garantire una certa coerenza sul territorio e una gestione più serena delle famiglie, le quali in base anche alla residenza avrebbero potuto scegliere il servizio più vicino a casa.

 

Ecco però il dietrofront di Mori. "Predo atto della decisione presa in piena e legittima autonomia dal Comune", spiega Gianni Carotta, sindaco di Ronzo Chienis. "C'è però amarezza perché non ci è stato anticipato nulla rispetto a una soluzione diversa".

 

Una partita che può sembrare strettamente locale ma che potrebbe avere valenza provinciale. Intanto perché piazza Dante aveva dato luce verde all'ipotesi di stretta sinergia tra i due Comuni e perché questa scelta così come è stata presa potrebbe cambiare le carte in tavola a due assessorati in un colpo solo, quello dei servizi all'infanzia gestito da Francesca Gerosa (Fratelli d'Italia) e quello degli enti locali guidato da Giulia Zanotelli (Lega). 

 

Una decisione criticata da Francesca Parolari. "Esprimo profonda preoccupazione e ferma condanna per le recenti decisioni assunte dalla Giunta del Comune di Mori in merito ai servizi per la prima infanzia", dice la consigliera provinciale del Partito Democratico. "L'interruzione della convenzione con il Comune di Ronzo-Chienis per la frequenza al nido dei bambini delle frazioni e il contestuale taglio dei contributi per il servizio Tagesmutter rappresentano un attacco diretto alle necessità delle famiglie e ai diritti dei più piccoli".

 

Un duro colpo per Parolari alle frazioni e alla libertà di scelta. "La chiusura della convenzione con Ronzo-Chienis isola di fatto le famiglie delle frazioni di Mori, che per ragioni geografiche e logistiche trovavano in quella collaborazione una risposta naturale e funzionale. Costringere questi nuclei a spostarsi verso il centro, ignorando la realtà territoriale, significa ignorare il quotidiano delle famiglie lavoratrici. Inoltre mette in ginocchio il piccolo nido di Ronzo Chienis, il cui destino rischia di essere segnato a svantaggio di tutti coloro che vivono in valle".

 

Sembra che, con questa scelta, "alla Giunta di Mori stiano più a cuore gli interessi dell'appaltatore del suo nido che delle famiglie di un intero territorio", aggiunge Parolari. "Non interessa nemmeno la continuità educativa, nonostante le dichiarazioni recenti in consiglio provinciale sul ddl Masè della maggioranza a cui questa amministrazione comunale appartiene, visto che questi bambini delle frazioni, spostati al nido di Mori centro, poi torneranno a frequentare scuola dell'infanzia e scuola primaria nei luoghi dove vivono. Parallelamente, l’eliminazione del sostegno economico al servizio Tagesmutter priva i genitori di una risorsa fondamentale. Ricordiamo che il servizio Tagesmutter è, per natura, complementare e non sostitutivo del nido comunale. Esistono realtà familiari con esigenze di orario e flessibilità che il nido non può, per sua struttura, coprire".

 

Questi provvedimenti "appaiono in totale contraddizione con gli obiettivi dichiarati a livello nazionale e provinciale di rendere il nido un servizio universale e gratuito", continua Parolari. "Non si costruisce l’universalità del servizio eliminando le alternative o chiudendo le porte ai comuni limitrofi, ma potenziando l'offerta. Stigmatizzo profondamente queste scelte: non si può parlare di sostegno alla natalità e alla genitorialità se poi, nei fatti, si smantella la rete di protezione educativa che permette ai genitori di conciliare vita e lavoro. Del resto questa Giunta comunale si è già dimostrata nei fatti ostile nei confronti della funzione del nido nel momento in cui ha deciso di aumentare, a partire dal 2026, le rette".

 

La proposta? "Regole certe, non tagli lineari. Ritengo che la gestione delle risorse pubbliche debba essere guidata dal buon senso e non da meri calcoli ragionieristici. Priorità al nido, ma senza esclusioni: è possibile stabilire regole d’accesso chiare che diano priorità alla frequenza del nido comunale, mantenendo però il contributo per le Tagesmutter come valvola di sfogo per chi ha documentate incompatibilità orarie. Ripristino delle convenzioni: la cooperazione tra comuni è l'unica via per garantire servizi di qualità nelle zone meno centrali. Chiedo con forza alla Giunta di Mori di fare un passo indietro, di ascoltare le famiglie e di rimettere al centro dell’agenda politica il diritto dei bambini a un percorso educativo accessibile, indipendentemente dalla frazione in cui risiedono o dal tipo di modello organizzativo scelto dai genitori", conclude Parolari.

 

Il nuovo corso del Comune  di Mori sembra orientato alla forte discontinuità in quasi qualsiasi ambito. Pur tra i soci fondatori dell'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo, l'amministrazione con quest'anno si è trasferita a quella del Garda Dolomiti, e non erano mancate frizioni anche con l'associazionismo sul fronte sostegni, tanto che la scorsa edizione della Ganzega è finita in stand-by. Ora il passo indietro sulla convenzione con Ronzo-Chienis.

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