“Sulla fronte del ghiacciaio neve scomparsa con quasi un mese d'anticipo: peggio solo nel 2022. Le ragioni? Caldo eccezionale a maggio e poche precipitazioni in primavera”
Il punto degli esperti della Società meteorologica italiana: sulla fronte del ghiacciaio Ciardoney (Gran Paradiso) martedì 9 giugno è stato l'ultimo giorno di copertura nevosa continua della stagione 2025-26. “Solo nel 2022, annata memorabile per la combinazione estrema tra siccità e caldo, la neve si esaurì ancora prima (ultimo giorno con la neve al suolo: 23 maggio”

TORINO. Caldo eccezionale a fine maggio e poche precipitazioni in primavera: la fronte del ghiacciaio Ciardoney – a 2850 metri di quota nel Gran Paradiso – si 'spoglia' della copertura nevosa con quasi un mese d'anticipo. A riportarlo sono gli esperti della Società meteorologica italiana, che confermano come l'unico dato peggiore sia stato registrato nel corso dell'annus horribilis 2022.
“Martedì 9 giugno – scrivono da Smi – è stato l'ultimo giorno di copertura nevosa continua della stagione 2025-26 intorno all'asta nivometrica sul pianoro antistante la fronte del ghiacciaio Ciardoney, sito in cui, dall'inverno 2012-2013, seguiamo in diretta tramite webcam l'evoluzione dell'innevamento”.
Malgrado un inverno di frequenti nevicate – tra metà dicembre e metà marzo – come anticipato “la successiva scarsità di precipitazioni primaverili e l'eccezionale ondata di caldo della terza decade di maggio hanno penalizzato il manto nevoso determinandone una precoce scomparsa, con ben 28 giorni di anticipo rispetto alla data mediana del periodo 2013-2025 (7 luglio). Solo nel 2022, annata memorabile per la combinazione estrema tra siccità e caldo, la neve si esaurì ancora prima (ultimo giorno con neve al suolo: 23 maggio)”. Per rendere la statistica più robusta, per l'identificazione del giorno di fine stagione nevosa (Snow end day) si prende in considerazione l'ultimo giorno di una sequenza di almeno cinque giorni consecutivi con suolo innevato, in modo da escludere eventuali e successivi episodi nevosi effimeri, irrilevanti per l'obiettivo di queste analisi.
Il trend rilevato, in ogni caso, trova conferma anche nei risultati condivisi negli scorsi giorni dagli esperti del Servizio glaciologico lombardo nell'effettuare i rilievi sui ghiacciai della Provincia di Brescia, dove i dati avevano confermato una pessima stagione di accumulo nevoso – con scarti dalla media tra il -34 e il -43% in termini di equivalente in acqua della neve accumulata dal settembre dello scorso anno.
Per quanto riguarda il Ciardoney, dicono da Smi, nonostante il periodo di osservazione sia ancora molto breve per la climatologia (14 stagioni invernali): “Ci pare già rilevante la tendenza all'anticipo dell'esaurimento del manto nevoso di 19 giorni al decennio, in linea con la ben nota accelerazione del riscaldamento atmosferico che, a parità di precipitazioni nevose, si traduce in una più rapida e precoce fusione nivale”.
A differenza della piana proglaciale che inizia a 'scoprirsi', concludono gli esperti: “Il ghiacciaio Ciardoney resta per ora completamente coperto di neve, ma è probabile che le prime porzioni di ghiaccio 'vivo' inizino ad affiorare già entro fine giugno, anche considerati i segnali di un nuovo e netto aumento delle temperature da questo fine settimana. Le condizioni meteorologiche dei prossimi tre mesi (soprattutto radiazione solare e temperatura) saranno determinanti per il bilancio di massa glaciale, ma fin da ora la situazione non promette bene, e predispone a una stagione di nuove e marcate perdite di massa. Ne riparleremo a settembre”.
L'identificazione del giorno di fine della stagione nevosa (SED, Snow End Day) segue il metodo adottato da Qunqun et al. (2025) nell'articolo "Increased sensitivity of snow phenology to temperature in unstable snow regions since 1990", sul Journal of Hydrology: per rendere la statistica più robusta si prende in considerazione l'ultimo giorno di una sequenza di almeno cinque giorni consecutivi con suolo innevato, in modo da escludere eventuali e successivi episodi nevosi effimeri, irrilevanti per l'obiettivo di queste analisi.












