"Ora si chiama Luna, l'adattamento è difficile". La vita di Jj4 in Germania e l''alleanza' con una ghiandaia: "L'avvisa dell'arrivo delle persone e lei si nasconde"
Da luglio dell'anno scorso Jj4, l'orsa responsabile della morte di Andrea Papi, si trova nel Parco alternativo del lupo e dell'orso nella Foresta Nera: "Stiamo facendo del nostro meglio, con tutta la nostra esperienza e conoscenza, per rendere l'adattamento del plantigrado il più graduale e il migliore possibile. Ma è fondamentale evidenziare che la cattività è peggio della morte per un animale selvatico. Ci auguriamo sinceramente che il triste destino di Luna possa contribuire a risparmiare tali sofferenze ai futuri orsi"

TRENTO. Ora si chiama Luna e l'inserimento nel parco faunistico è piuttosto complicato perché deve ancora adattarsi alla cattività. Mostra comportamenti talvolta stereotipato e molto elusivo nei confronti delle persone. L'orsa sembra aver trovato un alleato in una ghiandaia che avvisa il plantigrado dell'arrivo di qualche essere umano e così può nascondersi. E' la nuova vita di Jj4 nell'area del Parco alternativo del lupo e dell'orso nella Foresta Nera.
Una situazione in graduale miglioramento anche se i referenti della struttura evidenziano come "la cattività sia peggio della morte" e questa nuova realtà sia "un calvario" per l'orsa, responsabile nel 2023 della morte di Andrea Papi, che è stata prelevata dal Casteller e trasferita in Germania nel luglio dell'anno scorso dopo che si sono conclusi i lavori avviati nel 2024 per adeguare l'area e creare una zona dedicata al plantigrado.
Un progetto portato avanti dalla Fondazione tedesca che si è assunta totalmente gli oneri economici e tecnici per questa operazione da circa 1 milione di euro (500mila euro per le fondamenta; 140mila per i lavori di sbancamento; 30mila euro per una funivia per materiali; 30mila euro per le recinzioni; 30mila euro per le tecnologie di sicurezza e monitoraggio) per un ampliamento di circa un ettaro del parco con colline, alberi e boschetti. Una struttura che ospitava già altri due esemplari rimossi in Trentino: Jurka e Dj3.
Il plantigrado era arrivato fisicamente in forma, il primo impatto con la nuova realtà era stato positivo per la situazione: interagiva attivamente con l'ambiente circostante e reagiva di conseguenza. Durante il viaggio aveva mostrato il tipico stress da trasporto, ma nessuna anomalia. Da quel momento la sfida è di migliorare la situazione di Jj4 che si trova in una zona chiusa al pubblico del parco per permettere all'esemplare di restare tranquillo.
"Ora Jj4 si chiama Luna", le parole a il Dolomiti dei referenti del Parco alternativo del lupo e dell'orso della Foresta Nera. "Il periodo di ambientamento si rivela difficile, ma era prevedibile. A volte mostra forti comportamenti stereotipati poiché deve ancora adattarsi alla cattività. Fortunatamente, il recinto le offre luoghi in cui rifugiarsi e trovare pace e tranquillità, quindi la situazione migliora gradualmente, ma c'è ancora molta, molta strada da percorrere prima che si adatti completamente. E' attiva soprattutto di notte e inoltre evita le persone".
Un aneddoto? "Un uccello, una ghiandaia per la precisione, sembra vivere nel suo recinto alberato". Si è instaurata una specie di collaborazione e alleanza. "Se avvista una persona, emette dei rumori: quando Luna sente questi rumori e viene quindi avvertita che delle persone si avvicinano, anche lontanamente al suo recinto, si ritira immediatamente nel bosco".
Il parco ospita una decina di orsi, 5 lupi e 3 linci. L'attuale stazione creata ex novo - non visibile e visitabile ai visitatori per poter offrire tranquillità e rifugio - viene dedicata a Jj4 ma in futuro l'idea è di utilizzare la struttura anche per il ricovero di altri animali selvatici feriti o che necessitano di assistenza. Ma ancora una volta i referenti dell'Alternativer Wolf- und Bärenpark Schwarzwald evidenziano la crudeltà di mantenere un animale selvatico in cattività.
"Stiamo facendo del nostro meglio, con tutta la nostra esperienza e conoscenza, per rendere l'adattamento dell'orsa il più graduale e il migliore possibile. Diamo spazio e tempo a Luna in modo che possa stabilire il suo ritmo. Così, lentamente, si abitua alla cattività, che però per lei è e rimane un calvario. Se reagisce in questo modo nei nostri grandi recinti naturalistici, risulta difficile immaginare come potrebbe soffrire in uno zoo".
Tuttavia, è molto importante evidenziare "che catturarla e tenerla in cattività non ha fatto alcun favore all'animale. E' fondamentale sottolinearlo affinché una decisione del genere non venga mai più presa. La cattività è peggio della morte per un animale selvatico. Ci auguriamo sinceramente che il triste destino di Luna possa contribuire a risparmiare tali sofferenze ai futuri orsi", concludono i referenti dell'Alternativer Wolf- und Bärenpark Schwarzwald.












