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20 aprile | 12:40

"Una pagina di storia restituita", il bunker antiatomico apre alla popolazione (FOTO): "Per decenni avvolto dal segreto militare: ora memoria, didattica e formazione"

Il bunker antiatomico è parte dell’Opera di “Villa Teresa” e nacque alla fine degli Anni '60 nel clima teso della Guerra Fredda come cuore del sistema difensivo della "Soglia di Gorizia": Un momento di grande significato: il Ricovero è stato recuperato dall'oblio"

SPILIMBERGO. "Una pagina di storia restituita". A dirlo Maurmair Markus, consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, nel commentare la "restituzione" di un bunker anti-atomico a Spilimbergo. "Un momento di grande significato: il Ricovero sperimentale antiatomico è stato recuperato dall'oblio e aperto alla comunità".

La struttura, parte dell’Opera di “Villa Teresa”, nacque alla fine degli Anni '60 nel clima teso della Guerra Fredda come cuore del sistema difensivo della "Soglia di Gorizia".

Il bunker si sviluppa su due piani ipogei e poteva ospitare fino a 25 soldati, un'opera progettata per garantire protezione anche in caso di contaminazione da fallout nucleare.

"Si narra che dovessero essere oltre 200 i siti analoghi in tutto il Friuli Venezia Giulia", aggiunge Markus. "Per decenni il ricovero è rimasto avvolto nel segreto militare. Con oggi ha smesso di essere un luogo di chiusura per diventare spazio aperto alla memoria, alla didattica e alla formazione delle future generazioni. Esemplare è stata la narrazione del generale Pietro Maccagnano, che ha illustrato la struttura sperimentale attingendo ai suoi ricordi personali, regalando a tutti i presenti una testimonianza diretta e preziosa".

L'apertura del bunker è il risultato di un lungo percorso. "Un plauso del tutto speciale a Francesco Miraglia, per la tenacia e il grande lavoro di coordinamento che ha permesso di strappare questo manufatto dall’oblio", prosegue Markus. "Grande merito infine per i volontari e alle Associazioni d’Arma che hanno collaborato al progetto. E' da ringraziare in particolare l’Associazione nazionale fanti d’arresto, rappresentata dal presidente Alvidio Canevese, e i Fanti d’Arresto del 173esimo Lombardia, custodi storici di queste fortificazioni e dei valori che rappresentano".

 

La "Soglia di Gorizia" era la zona di territorio a ridosso del confine italo-jugoslavo, punto di difesa da un'eventuale invasione delle truppe provenienti dal blocco sovietico. 

 

"Siamo usciti dalla Guerra Fredda e il nostro Friuli, la nostra Regione hanno potuto guardare a prospettive di crescita e sviluppo, man mano che i timori di una Terza Guerra Mondiale sono andati scomparendo. Questo bunker è la testimonianza più concreta: non un simbolo di paura, ma di una storia che non dobbiamo dimenticare", conclude Markus. 

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