Spray anti-orso, vertice tra Fugatti e Pichetto Fratin: "Vorremmo fare oggettivamente di più e ora si dovrà discutere anche con il ministro dell'interno"
La gestione degli orsi in Trentino è di nuovo tornata sui tavoli ministeriali. A Roma c’è stato un nuovo confronto tra il ministro Pichetto Fratin e il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti

ROMA. La Provincia è ritornata a chiedere la possibilità di ampliare l'uso dello spray anti-orso. Oggi questo strumento è in dotazione al corpo forestale ma la volontà sarebbe quella di allargare questa opportunità anche a tutti i corpi della Protezione Civile e delle forze dell'ordine. In prospettiva anche alla popolazione. L'ipotesi è stata ribadita al governo ma per ora è un nulla di fatto.
"Noi vorremmo oggettivamente anche fare di più, aprendo questa possibilità a tutta la cittadinanza, ma sappiamo che la legge italiana considera lo spray un'arma", le parole del presidente della Provincia Maurizio Fugatti dopo l'incontro il ministro Gilberto Pichetto Fratin. "Sarà necessario pertanto affrontare questo percorso per gradi".
Temi, in altre parole, che coinvolgono più livelli istituzionali. “Ora - conferma Fugatti - si dovrà discutere anche con il ministero dell'Interno, come abbiamo già fatto nei mesi scorsi. Non partiamo ora, insomma, ma possiamo dire di aver notato una giusta sensibilità da parte del ministro".
Un'esigenza rimarcata da piazza Dante dopo gli ultimi avvistamenti nei centri abitati trentini con particolare riferimento alla val di Sole. Il presidente Fugatti ha spiegato che "c'è un numero sicuramente maggiore di orsi rispetto a quanto preventivato, un numero ritenuto eccessivo che crea forte preoccupazione".
Intanto il Trentino posiziona i cartelli e vengono distribuite le brochure informative. Un'altra azione è quella di puntare sulla diffusione dei cassonetti anti-orso. Ma, come spiegato a il Dolomiti anche dall'assessore Roberto Failoni, la volontà è di puntare anche sullo spray.
"Gli ultimi casi di Caldes e Malè, con la presenza dell'orso in mezzo al paese hanno, comprensibilmente e giustamente, fatto ulteriormente salire il livello di paura da parte della popolazione che adesso è esasperata. Quindi le istituzioni, la Provincia in primis, devono cercare di mettere in atto le azioni che servono fare per dare sicurezza ai cittadini: è un percorso difficile, perché fuori dal Trentino la cosa non è compresa. Però passi avanti ne sono stati fatti negli ultimi mesi, con il governo in carica, e crediamo che sia un percorso con il quale riusciremo ad affrontare questa problematica", conclude Fugatti.














