"Il declassamento del lupo non è un traguardo in sé, ma crea un clima più costruttivo", Failoni al Tavolo grandi carnivori: "Puntare sulla prevenzione"
Al Tavolo grandi carnivori è stato evidenziato il ruolo cruciale della prevenzione: "L'invito agli allevatori e agli hobbisti è di utilizzare gli strumenti gratuiti che mettiamo a disposizione". Per la Provincia la rimozione degli orsi problematici ha portato a calo di situazioni critiche. La Sat installerà migliaia di piccoli cartelli lungo la sentieristica interessata dalla possibile presenza di orsi

TRENTO. Il punto di partenza del Tavolo grandi carnivori è stato il declassamento del lupo da "particolarmente protetto" a "protetto", un iter in corso perché mancano ancora alcuni passaggi ma che è stato accolto favorevolmente dalla politica anche in Trentino (Qui articolo). "Un fatto - le parole dell'assessore Roberto Failoni - che comincia a generare un cambiamento positivo nella percezione collettiva del problema".
La riunione di oggi, martedì 20 maggio, ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, tecnici e portatori di interesse, "con l'obiettivo - spiega la Provincia - di rafforzare la condivisione delle strategie di gestione e comunicazione, e di garantire un equilibrio tra tutela della biodiversità e sostenibilità delle attività economiche e sociali nei territori montani".
Nelle scorse settimane il Parlamento europeo ha dato semaforo verde sull'alleggerimento della protezione della specie per scendere da "strettamente protetta" a "protetta" (Qui articolo). Mancano ancora alcuni passaggi: la ratifica dei vari ministri delegati all'ambiente a Bruxelles e poi la palla passa a Roma per il recepimento della modifica. Ci sono da modificare due norme: il Dpr 357 e la legge nazionale 157/92. Formalità probabilmente perché fino a oggi le indicazioni e i segnali sono piuttosto chiari. Formalità che richiedono un po' di tempo. E' probabile si possa arrivare a un'ufficialità già entro la fine dell'anno.
Il Tavolo grandi carnivori è partito proprio da qui. "Il declassamento non è un traguardo in sé, ma può creare un clima più costruttivo", spiega Failoni . "E' un passo importante verso un equilibrio tra tutela e coesistenza".
Un'opportunità "di dialogo e di confronto preziosa", commenta Francesco Romito di "Io non ho paura del lupo" in rappresentanza delle associazioni ambientaliste. "Un momento assente per troppo tempo e il giudizio positivo. Sono stati affrontati molti aspetti, compresa l'importanza di aiutare i più piccoli, come gli hobbisti che non accedono ai supporti. Lavorare sulla prevenzione e sull'informazione è fondamentale".
Secondo gli ultimi dati (Qui articolo), per il terzo anno consecutivo non si registra una crescita nella popolazione del lupo, cioè 28 branchi con danni in linea con il 2024 (36 episodi a metà maggio). Per quanto riguarda invece l’orso, è in corso il nuovo monitoraggio genetico intensivo (i risultati saranno elaborati entro inizio 2026) mentre finora sono stati registrati 5 nuovi nuclei con piccoli dell'anno (la mappa delle segnalazioni è pubblicata sul sito Grandicarnivori.provincia.tn.it) e i danni (34) appaiono in flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (erano 76 a metà maggio del 2024).
"Particolarmente significativa è stata la rimozione, l'anno scorso, di tutti gli esemplari problematici: un’azione che ha prodotto un netto calo di situazioni critiche" .
L’attenzione si è spostata sul tema della prevenzione, ritenuto da tutti i partecipanti un elemento cruciale per la coesistenza tra uomo e grandi carnivori. "L’invito che rivolgiamo agli allevatori e agli hobbisti è di utilizzare gli strumenti gratuiti che mettiamo a disposizione, a partire dalle recinzioni elettrificate che riducono fortemente il rischio di predazione", evidenzia Failoni. "Abbiamo il dovere di accompagnare le comunità locali con soluzioni concrete”.
I dati presentati hanno confermato l’efficacia delle misure di prevenzione se correttamente installate e mantenute, come ribadito dai tecnici del Servizio Faunistico, che hanno anche sottolineato l'impegno sul fronte della formazione e dell’informazione sul territorio.
Nel corso del confronto, è stato sottolineato come la complessità della coesistenza con i grandi carnivori richieda strumenti tecnici e normativi, ma anche un lavoro culturale. Prosegue dunque l’attività di comunicazione, a partire dai comportamenti corretti da mettere in atto nelle aree frequentate dagli orsi anche grazie alla collaborazione con la Sat, che installerà migliaia di piccoli cartelli lungo la sentieristica.
"E' positivo il lavoro sulla cartellonistica e sul posizionamento dei cassonetti. E' ancora un po' presto per valutare le ripercussioni sul declassamento dei lupi ma la prevenzione è ancora lo strumento migliore per promuovere la coesistenza", conclude Romito.












