"Ci sono 4 o 5 orsi da catturare e radiocollarare perché confidenti", Failoni: "Esemplari da monitorare: sono potenzialmente pericolosi"
A fare il punto della situazione sui grandi carnivori, con particolare focus sugli orsi, è stato l'assessore Roberto Failoni in un incontro con gli amministratori della val di Sole: "Abbiamo recepito consigli e risposto a domande, anche dure. Ci mettiamo la faccia e questo incontro conferma che la strada del dialogo e della trasparenza è quella giusta"

TRENTO. Almeno quattro orsi da catturare e radiocollarare. Dall'esemplare della Paganella a quelli in val di Sole, la Provincia vuole intensificare il monitoraggio dei plantigradi considerati troppo confidenti e che si sono resi protagonisti di aver seguito un escursionista nei boschi di Molveno e di passeggiate nei centri abitati.
A fare il punto della situazione sui grandi carnivori, con particolare focus sugli orsi, è stato l'assessore Roberto Failoni in un incontro a Dimaro con gli amministratori della val di Sole. Un vertice, che segue di pochi giorni la seduta della Giunta a Malè, dopo gli ultimi episodi che hanno portato i sindaci a esprimere preoccupazione per la presenza dei plantigradi sul territorio.
“Un confronto aperto e franco durato oltre tre ore", commenta l'assessore Failoni. "Un atto dovuto agli amministratori della val di Sole ma anche a tutti coloro che giustamente sono preoccupati per la presenza degli orsi. Abbiamo spiegato, con i nostri tecnici, quanto stiamo facendo e faremo, perché di certo non saremo inerti”.
Presenti quasi 100 amministratori comunali. "Si è parlato di regole, spray protettivi, cartellonistica, cassonetti e comunicazione", prosegue Failoni. "Ma soprattutto dei fatti concreti messi in campo fino a oggi. Abbiamo recepito consigli e risposto a domande, anche dure, come è giusto tra chi ci mette la faccia ma questo secondo incontro sul territorio, e ne faremo altri, conferma che la strada del dialogo e della trasparenza è quella giusta. Non dobbiamo abbassare la guardia, a tutela delle comunità e di chi viene in Trentino. A tutti loro dobbiamo dare il nostro massimo impegno per garantire sicurezza e lo sviluppo del territorio”

Nei mesi scorsi ci sono stati alcuni scontri auto-orsi e nelle ultime settimane i casi dell'esemplare che si è avvicinato ai seggi a Bozzana, frazione di Caldes, in occasione delle elezioni europee, e del plantigrado in passeggiata nel centro abitato di Malè.
"Ci sono 4 o 5 orsi confidenti in Trentino", spiega a il Dolomiti l'assessore Roberto Failoni. "Esemplari che possono diventare potenzialmente pericolosi: devono essere catturati e radiocollarati per essere attentamente monitorati". C'è riserbo sulle aree. "Paganella e val di Sole" ma si preferisce non comunicare le altre zone che vengono presidiate.
Diversi quindi gli esemplari e ci sono anche gli strumenti, trappole a tubo e radiocollari. "C'è tutto il necessario per procedere in questo senso". Le attività sono già iniziate sulla Paganella ma, per ora, senza esito. "Il corpo forestale ha posizionato la trappola a tubo ma "per ora non è ancora entrato". Le operazioni "non sono semplici ma devono essere fatte". Attualmente si esclude di procedere con le altre due tipologie, il dardo narcotico e il laccio. "Aumentano i rischi per il personale, che deve poter lavorare con la massima tranquillità perché le attività sono complesse, e per l'esemplare. E' fondamentale garantire la sicurezza e l'incolumità tanto dei forestali quanto dell'orso".
Insomma, diverse situazioni seguite da piazza Dante che ha dislocato le squadre forestali per un presidio più intenso fino alle 22 di sera ma che ha portato la Provincia ha bacchettare i Comuni per accelerare sul fronte della prevenzione, il posizionamento dei cassonetti anti-orso in primis: l'amministrazione provinciale ha stanziato le risorse e l'obiettivo è installare 700 bidoni entro il 2028, un piano complessivo da 4 milioni, di cui 1,5 milioni già stanziati per le attività da concludere entro l'estate.
Intanto, spiega Failoni, prosegue il posizionamento della cartellonistica informativa. La segnaletica (elaborata con Trentino Marketing) è stata dislocata nella zona dei laghi di Lamar e le operazioni sono in corso in val di Sole. Attività che dovrebbero essere completate nei prossimi giorni con la copertura di tutte le destinazioni interessata dalla presenza dei plantigradi.
I 680 cartelli georeferenziati sono maggiormente visibili rispetto a quelli che vengono sostituiti. Si aggiunge l'indicazione di chiamare il Numero unico per le emergenze in caso di avvistamento o segnalazioni, oltre al Qr code che, inquadrato con lo smartphone, rimanda al sito istituzionale del Servizio faunistico della Provincia dedicato ai grandi carnivori e alle “regole di coesistenza con l’orso”.
Oltre ai 680 cartelli in fase di distribuzione in tutto il Trentino occidentale, nei parcheggi di accesso alle aree frequentate dagli escursionisti vengono posati anche circa 80 pannelli informativi con le principali regole di comportamento, ai quali si aggiungono circa 4.000 piccoli cartelli che vengono affissi accanto alla segnaletica della sentieristica. Infine, saranno distribuite 150.000 brochure.
“Per l’Amministrazione provinciale la sicurezza delle persone viene prima di tutto", dice Failoni. "L'obiettivo non è certo quello di spaventare gli escursionisti, ma di rafforzare il nostro messaggio invitando le persone a consultare le informazioni corrette per vivere i boschi in sicurezza". In distribuzione anche le brochure informative.
Un'altra azione, considerata prioritaria da piazza Dante, è quella di ampliare la possibilità di ricorrere allo spray anti-orso. Oggi questo strumento è in dotazione al corpo forestale ma la volontà sarebbe quella di allargare questa opportunità anche a tutti i corpi della Protezione Civile e delle forze dell'ordine. In prospettiva anche alla popolazione.
L'ipotesi, negli scorsi giorni, è stata ribadita al governo nazionale. Si è tenuto un incontro a Roma tra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e il ministro Gilberto Pichetto Fratin. La discussione va, però, allargata anche a Matteo Piantedosi, ministro dell'interno, perché "la legge italiana considera lo spray un'arma". Un percorso che potrebbe essere lungo e non semplice ma "la presenza dell'orso in mezzo al paese ha, comprensibilmente, fatto ulteriormente salire il livello di paura da parte della popolazione che adesso è esasperata".


















