I sindacati sulla manovra di bilancio della Provincia: "Risorse su casa, welfare e industria non sembrano all’altezza dei bisogni"
I sindacati Cgil, Cisl e Uil attendono di conoscere i testi prima di esprimere un giudizio sulla manovra di bilancio presentata dalla Provincia e criticano "il poco tempo per elaborare osservazioni e richieste di modifica. Non c’è un vero sostegno per gli investimenti privati in innovazione, necessario volano della crescita economica, dei salari e della competitività"

TRENTO. "Il giudizio sulla legge di bilancio 2027 al momento è sospeso". Così Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Largher (Uil). "Attendiamo di conoscere nel dettaglio i testi per comprendere la reale portata delle misure. A un primo impatto, però, emergono alcune criticità sull’emergenza abitativa, sul welfare e sanità e sul rilancio del settore industriale".
La Provincia ha presentato una manovra da quasi 6 miliardi. "Risorse per rispondere alle sfide attuali e continuità con quanto avviato, con attenzione a opere pubbliche, territorio, famiglia e imprese", il commento del presidente Maurizio Fugatti (Qui articolo). I sindacati si mantengono, però, cauti.
Ma non manca una criticità nell'immediato. "I tempi strettissimi concessi alle parti sociali per elaborare osservazioni e richieste di modifica", spiegano Grosselli, Bezzi e Largher. "La Giunta approverà la manovra venerdì. Lunedì conosceremo i testi nel dettaglio e avremo meno di una settimana per confrontarci e per elaborare le nostre osservazioni. Anche quest’anno, dunque, si conferma una prassi negativa che comprime il confronto a poco più di una formalità".
Le tre sigle puntano l’accento su alcuni temi in particolare. A cominciare dal rafforzamento dell’industria e dall’avvio concreto del Piano Trentino 2040.
“Da quanto presentato oggi nella manovra vengono finanziati solo aspetti marginali del Piano", evidenziano Cgil, Cisl e Uil. "Non c’è un vero sostegno per gli investimenti privati in innovazione, necessario volano della crescita economica, dei salari e della competitività".
Le organizzazioni sindacali esprimono delusione anche sul capitolo casa. "Le risorse stanziate non sono adeguate per costruire risposte efficaci di fronte all’emergenza abitativa. In particolare, non si condivide la scelta di puntare solo al sostegno delle ristrutturazioni né la decisione di tenere fuori i centri maggiori, come Trento e Rovereto. L’emergenza riguarda soprattutto i grandi centri e quelli a più forte pressione turistica".
Poco, per i sindacati, anche in materia welfare e sanità: non ci sono risorse aggiuntive per l’indicizzazione dell’Icef e per potenziare la sanità pubblica.
"Unica significativa novità lo stanziamento per il prossimo rinnovo contrattuale delle Autonomie Locali, circa il 6 % nel triennio 2028/30. Positivo perché questo consente di aprire in tempi più rapidi il confronto negoziale. Sulle risorse vedremo se sono congrue. E' certo però che già l’attuale contratto prevede l’impegno a rivedere le risorse stanziate a fronte di un aumento non previsto del costo della vita. Siamo in questa situazione quindi ci attendiamo risorse anche per il triennio 2025/2027”, concludono Grosselli, Bezzi e Largher.


















