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Trento
20 settembre | 21:46

"Forzature inaccettabili per coprire l’errore iniziale e la carenza di personale del Consorzio”, il Pd sulla gara di assistenza domiciliare "persa" dal Trentino

I consiglieri provinciali del Partito Democratico, Paolo Zanella e Francesca Parolari: "La clausola sociale nasce a tutela della stabilità lavorativa, non come strumento di garanzie di reperire manodopera per chi vince un appalto senza avere il personale sufficiente. Si verificherebbe una gestione frazionata dei nuovi ingressi nei servizi domiciliari: qualcosa che non avrebbe precedente. E' conforme alla legge e alle norme di gara?"

Forzature inaccettabili per coprire l’errore iniziale e la carenza di personale del Consorzio”

TRENTO. "Siamo davanti a una serie di forzature e di espedienti amministrativi volti esclusivamente a nascondere l’errore politico e gestionale di partenza: la mancata integrazione tra il Sad socio-assistenziale e quello socio-sanitario". Questo l’allarme lanciato da Paolo Zanella e Francesca Parolari, consiglieri provinciali del Partito Democratico del Trentino. "Fin da subito sono emerse criticità profonde nella gara e oggi ci troviamo con il Consorzio subentrante che sembra in difficoltà nel reperire il personale per garantire l'avvio del servizio".

 

La vicenda riguarda l’aggiudicazione dei tre lotti dell’appalto pubblico dell’Asuit per i servizi di assistenza domiciliare integrata, una gara vinta dal Consorzio Blu (Qui articolo). Un appalto da circa 24 milioni di euro per sei anni, assegnato a una cooperativa proveniente da Faenza (Qui articolo). Un cambiamento dell'ente gestore che ha alimentato preoccupazioni (Qui articolo) e che continua a sollevare interrogativi sul futuro del servizio (Qui articolo).

 

"Non si è voluto percorrere la strada dell’integrazione dei due servizi per garantire una regia territoriale unica, la continuità assistenziale per l’utenza e la sostenibilità economica per i gestori", spiegano Zanella e Parolari. "Ora il Consorzio subentrante sembra in grave difficoltà nel reperire il personale, tanto che sarebbe arrivato perfino a pretendere gli elenchi dei dipendenti delle cooperative uscenti, invocando una clausola sociale fuori contesto".

 

I consiglieri provinciali del Partito Democratico evidenziano come i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative locali "operano sul versante sanitario e su quello socio-assistenziale: non corrono alcun rischio occupazionale perché hanno scelto di rimanere legati alle realtà territoriali. La clausola sociale nasce a tutela della stabilità lavorativa, non come strumento di garanzie di reperire manodopera per chi vince un appalto senza avere il personale sufficiente".

 

A preoccupare maggiormente Zanella e Parolari sono le ricadute dirette sui pazienti e sula gestione quotidiana del servizio. "Si verificherebbe una gestione frazionata dei nuovi ingressi nei servizi domiciliari (Adi), con l'intervento futuro di Consorzio Blu limitato al solo accesso mattutino e gli altri accessi lasciati in carico al Sad socio-assistenziale delle cooperative. Qualcosa che sembra non avere precedente. In questo modo i pazienti rischiano di trovarsi con due équipe di riferimento diverse, alla faccia della stabilità del rapporto di fiducia tra operatore e paziente prevista dallo stesso capitolato di gara. Senza contare i dubbi sui costi residui che andranno a gravare sulle Comunità di Valle e il sospetto che lo slittamento scaglionato delle partenze dell'appalto sia solo un escamotage per concedere più tempo al Consorzio per cercare personale sul mercato".

 

Da qui l'interrogazione depositata in piazza Dante. "Tutto questo è conforme alla legge e alle norme di gara? Siamo davanti al primo 'banco di prova' del nuovo assetto dei Distretti e dell'integrazione socio-sanitaria che a breve con il ddl 92/XVII: se questo è il modo in cui Asuit e la Provincia intendono governare i servizi territoriali, marginalizzando il sociale e sacrificando la continuità assistenziale per i pazienti, il quadro che si prospetta è davvero preoccupante", concludono Zanella e Parolari.

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