Caos sanità, il Pd attacca: "Fugatti e Tonina professionisti dello scaricabarile e difendono i vertici Asuit. Un modello di governo fallimentare"
Dopo il vertice tra sindacati e Provincia, interviene il Partito Democratico: "Sono ormai nove mesi che Asuit versa in un caos informatico a cui nessuna azienda sanitaria italiana ha mai assistito e ha mai dovuto sopportare, con tutte le ripercussioni sulla sicurezza clinica dei pazienti e sul lavoro dei professionisti. Quanto si potrà reggere ancora in queste condizioni?"

TRENTO. "L'esito del confronto mostra, per l'ennesima volta, l'assoluta incapacità politica del presidente Fugatti e dell'assessore Tonina di affrontare la crisi strutturale del nostro sistema sanitario". Questo il commento di Paolo Zanella e Francesca Parolari (Partito Democratico). "Spiace che anche i sindacati abbiano dovuto provare di persona l'inconsistenza dell’esecutivo trentino, ma, purtroppo, non ci si poteva aspettare nulla di diverso".
Un incontro molto atteso (sollecitato) dalle organizzazioni sindacati a fronte dei continui blocchi informatici e rallentamenti vari (Qui articolo). Situazioni che si inseriscono in un contesto molto delicato e altre difficoltà, come la carenza degli organici in primis. Per questo a inizio del mese di settembre c'è stata una maxi organizzazione di tutte le sigle, una protesta unitaria e targata Anaao Assomed, Fp Cgil, Cimo-Fesmed, Cisl Fp, Fenalt, Nursing up e Uil Fp (Qui articolo).
Il vertice, però, è stato bollato come inconcludente dai sindacati: "Nessuna risposta, la sanità resta in bilico. Un incontro surreale: ci dicono che abbiamo ragione ma non si fa niente" (Qui articolo).
A prendere posizione il Partito Democratico. "Una messinscena davvero surreale: Fugatti ammette le criticità e chiede ai vertici di Asuit di 'assumersi le proprie responsabilità', ma difende a spada tratta la governance aziendale e scarica sui problemi informatici le conseguenze di un malfunzionamento sistemico. il presidente e Tonina continuano a fare i professionisti dello scaricabarile e rifiutano di esercitare il proprio ruolo di guida e di regia politica sul sistema".
Difficoltà dei sistemi dell'Azienda sanitaria che proseguono ormai da tempo. "Sono ormai nove mesi che Asuit versa in un caos informatico a cui nessuna azienda sanitaria italiana ha mai assistito e ha mai dovuto sopportare, con tutte le ripercussioni sulla sicurezza clinica dei pazienti e sul lavoro dei professionisti", continuano Zanella e Parolari. "Da anni, inoltre, sulla sicurezza di lavoratori e lavoratrici si continuano a fare promesse, ma poco si concretizza. Per non parlare poi delle difficoltà enormi di accesso dei cittadini e della cittadine alle cure. Se la sanità trentina resta ancora in piedi è solo ed esclusivamente per l'impegno e la straordinaria abnegazione di medici, infermieri e del personale sanitario e tecnico. Ma la domanda da porsi è semplice e drammatica: quanto potranno reggere ancora in queste condizioni? Il rischio clinico è ormai dietro l'angolo, come denunciano a gran voce gli stessi operatori in prima linea".
E i consiglieri provinciali del Pd parlano delle vaghe e vane promesse della Provincia. "Solidarietà quindi ai lavoratori e alle lavoratrici di Asuit e alle loro rappresentanze sindacali che capiamo essere stufe di vedersi prese in giro da chi si descrive come vicino al popolo, ma che in realtà non è mai stato così distante dai problemi reali delle persone", aggiungono Zanella e Parolari. "E' sotto gli occhi di tutti che il problema risiede al vertice e nel modello di governo inadeguato costruito in questi anni. Non si tratta solo di singoli bug informatici, ma di una totale carenza di visione, di organizzazione, di programmazione e di ascolto delle esigenze reali dei lavoratori e dei pazienti. Chiedere ai vertici dell'Azienda di risponderne non basta se poi la Giunta rinuncia ad applicare la propria governance e prendere decisioni drastiche".
Si aspettano provvedimenti e interventi per rilanciare il settore. "Serve subito un cambio di passo radicale. In primis l'assunzione di responsabilità per quanto accade da parte dei vertici politici e dirigenziali che non può che concretizzarsi rimettendo il mandato. E poi un piano serio per rimettere in carreggiata una barca che rischia di affondare e che sta sempre più portando a disaffezione la risorsa più preziosa su cui si fonda la nostra sanità: operatori e operatrici, professionisti e professioniste della salute. Persi quelli si rischia davvero il tracollo. Ieri è suonato l'ultimo campanello per salvare il diritto alla salute. Nessuno si può più permettere di ignorarlo se ha a cuore la tutela del più prezioso diritto costituzionale", concludono Zanella e Parolari.


















