Bando prima casa, Biada attacca la Giunta provinciale e boccia il provvedimento firmato, però, anche dalla collega di Fratelli d'Italia Gerosa: “È disastroso”
Non solo un giudizio pesante nei confronti dell'assessore competente, Simone Marchiori, ma anche sull'intera Giunta provinciale compresa la collega di partito, l'assessora Francesca Gerosa

TRENTO. Un bando provinciale che finisce sotto accusa, ma questa volta il fuoco non arriva dalle opposizioni. Stiamo parlando del bando per la prima casa e a sparare a zero sulle modalità di contributo è Daniele Biada, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia.
La critica riguarda il fatto che il bando, così come impostato, rischia di lasciare fuori chi ha acquistato casa tra settembre e dicembre 2025. Biada in Consiglio provinciale, non ha usato mezzi termini per giudicare il nuovo bando provinciale per i contributi all'acquisto della prima casa, arrivando a definirlo “disastroso”.
Non solo un giudizio pesante nei confronti dell'assessore competente, Simone Marchiori, ma che chiama inevitabilmente in causa l'intera Giunta provinciale compresa la collega di partito, l'assessora Francesca Gerosa, che ha partecipato all'approvazione della delibera numero 1647 del 23 ottobre che aveva per oggetto “Edilizia abitativa agevolata” con l'approvazione dei criteri e delle modalità per la concessione del contributo per l'acquisto della prima casa.

Insomma il caso viene sollevato da un componente della stessa maggioranza che va a criticare anche l'operato della collega di partito che ha approvato il documento.
L'INTERVENTO DI BIADA
In Consiglio provinciale il consigliere di Fratelli d'Italia Daniele Biada è intervenuto per segnalare che il nuovo bando escluderebbe chi ha acquistato l’abitazione tra settembre e dicembre 2025 chiedendo alla Giunta se intenda introdurre una misura transitoria per includere anche questi acquirenti e rendere strutturali nel tempo gli strumenti provinciali di sostegno alla prima casa.
“Ho evidenziato come lo strumento di sostegno, che riconosce contributi anche per gli acquisti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026, lasci esclusi coloro che hanno acquistato un'abitazione tra settembre e dicembre 2025. Il problema è il sistema con cui vengono assegnati questi contributi. Da una parte vengono sostenuti acquisti già effettuati, anche da chi non aveva programmato un contributo pubblico. Dall'altra rimangono escluse famiglie che avrebbero potuto beneficiare di un sostegno concreto per affrontare l'acquisto della propria abitazione” ha spiegato in una nota il consigliere di Fratelli d'Italia che contesta un sistema che, attraverso finestre temporali e risorse limitate, rischia di creare disparità di trattamento.
L'elevato numero di domande presentate nel primo giorno di apertura del bando e l'insufficienza delle risorse disponibili dimostrano, continua Biada, inoltre la necessità di ripensare i criteri di assegnazione. “Come ho sostenuto più volte, gli interventi provinciali per la prima casa, sia per l'acquisto che per la ristrutturazione, dovrebbero diventare misure strutturali e non essere affidati esclusivamente a bandi occasionali, il cui esito è determinato da una sorta di lotteria del click day. Acquistare o ristrutturare un'abitazione è una scelta che richiede tempo, valutazioni economiche e spesso l'accensione di un mutuo che impegna una famiglia per molti anni. Non può essere condizionata dall'incertezza sull'uscita di un bando o dall'esaurimento delle risorse”.
Il consigliere di Fratelli d'Italia ritiene necessario quindi che si valuti “una soluzione anche per gli acquisti effettuati negli ultimi quattro mesi del 2025 e rivedere i criteri di accesso ai contributi, affinché le risorse pubbliche possano sostenere in maniera più efficace, attraverso criteri chiari e stabili nel tempo”.
LA REPLICA DELL'ASSESSORE MARCHIORI
Dal canto suo l’assessore Simone Marchiori ha spiegato, rispondendo all'interrogazione, che i bandi approvati dalla Giunta non possono prevedere effetti retroattivi rispetto alla loro approvazione e che l’estensione del nuovo contributo agli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2026 deriva da una specifica scelta assunta dal Consiglio provinciale con la manovra di assestamento.
Quanto alla possibilità di rendere strutturali i contributi per la prima casa, Marchiori ha precisato che l’attuale normativa consente già di promuovere bandi ricorrenti, ma la loro effettiva continuità resta legata agli equilibri di finanza pubblica e alla disponibilità preventiva delle risorse di bilancio.














