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Trento
02 ottobre | 18:00

"Giunta chiusa e permalosa, a cominciare dal sindaco". Moranduzzo attacca Ianeselli: "Ogni critica viene definita strumentale. L'amministrazione è sorda"

Un'amministrazione sorda e divisa non può continuare a far finta di nulla trincerandosi dietro slogan o etichettando come "strumentale" ogni voce critica. I nodi stanno venendo al pettine: la Giunta prenda atto della propria spaccatura interna e inizi a confrontarsi seriamente con la città, prima di arrecare ulteriori danni al nostro tessuto urbano e sociale" tuona il capogruppo leghista a Palazzo Thun

"Giunta chiusa e permalosa, a cominciare dal sindaco"

TRENTO. Parla di una Giunta "chiusa e permalosa, a cominciare dal sindaco" e di un "profondo malcontento" riguardo la gestione della città.

 

Devid Moranduzzo attacca frontalmente il primo cittadino trentino Franco Ianeselli e il suo esecutivo che "si trincera dietro slogan o etichettando come "strumentale" ogni voce critica". Secondo l'esponente leghista "Il castello di carta sta cedendo".

 

"Continuare a liquidare le proteste, le osservazioni e le battaglie che come Lega portiamo quotidianamente in Consiglio comunale per dare voce ai cittadini - commenta il segretario cittadino del Carroccio e capogruppo a Palazzo Thun - è l'ennesima dimostrazione della chiusura e della permalosità di questa Giunta, a cominciare dal sindaco. La realtà dei fatti, che l'esecutivo fa finta di ignorare, è che il profondo malcontento sulla gestione della città - dalle criticità sulla viabilità e mobilità fino a un metodo amministrativo autoreferenziale - non è un'invenzione dell'opposizione".

 

Il consigliere leghista torna poi sulle dichiarazioni rese pubblicamente nei giorni scorsi dal collega d'aula Renato Tomasi, eletto a maggio 2025 con Campobase con 452 preferenze, risultando il secondo più votato della propria lista.

 

Già assessore durante il primo mandato di Andreatta, Tomasi decise di lasciare il partito e posizionarsi nel Gruppo misto, dopo aver avuto la certezza che non sarebbe stato nominato né assessore, né presidente del consiglio comunale.

 

"Il dato politico più dirompente - prosegue -, che mette a nudo la fragilità di questa maggioranza, è che a certificare il fallimento di questo modo di amministrare è proprio un consigliere eletto tra le loro fila, il quale ha apertamente ammesso che questa Giunta "non sa governare, ma sa solo comandare". Quando la critica più severa e tagliente arriva direttamente dall'interno (consigliere Renato Tomasi), e non da chi siede sui banchi dell'opposizione, significa che il castello di carta sta cedendo".

 

Moranduzzo parla infine di "cortocircuito all'interno della stessa maggioranza" e di "un'impostazione calata dall'alto, ideologica e sorda alle esigenze reali dei quartieri".

 

"​Come opposizione facciamo semplicemente il nostro dovere raccogliendo il grido d'allarme dei residenti che non si sentono ascoltati - conclude Moranduzzo -. Ma il vero cortocircuito politico è all'interno della stessa maggioranza: è evidente che le scelte compiute dalla Giunta non godono più di una visione condivisa e che i consiglieri che li sostengono iniziano a prendere le distanze da un'impostazione calata dall'alto, ideologica e sorda alle esigenze reali dei quartieri. ​Un'amministrazione sorda e divisa non può continuare a far finta di nulla trincerandosi dietro slogan o etichettando come "strumentale" ogni voce critica. I nodi stanno venendo al pettine: la Giunta prenda atto della propria spaccatura interna e inizi a confrontarsi seriamente con la città, prima di arrecare ulteriori danni al nostro tessuto urbano e sociale".

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