"Caos mobilità: il problema è Brugnara", le opposizioni chiedono le dimissioni all'assessore: "Un fallimento. Scelte ideologiche senza ascoltare nessuno"
Le opposizioni di centrodestra e Onda mettono nel mirino Michele Brugnara: "C'è un dissenso trasversale: l'assessore si assuma le responsabilità e si dimetta. Non si cambia la mobilità attraverso l'imposizione di come muoversi. Dai cittadini alle imprese, tutti segnalano criticità: il commercio è già in difficoltà e il Comune crea così ulteriori ostacoli"

TRENTO. Una gestione definita fallimentare, ideologica più che pragmatica, un'azione amministrativa portata avanti senza ascoltare nessuno. Problemi di traffico e assenza di parcheggi. Le opposizioni comunali compatte chiedono un'assunzione di responsabilità dell'assessore competente: Michele Brugnara si deve dimettere, per il centrodestra e per Onda. La mobilità, sostengono le forze politiche che premono per un passo indietro, è peggiorata un po' ovunque in città.
"Siamo forze politiche con sensibilità diverse ma siamo qui uniti per riportare un dissenso trasversale", le parole di Ilaria Goio, consigliera comunale di Fratelli d'Italia. "Non siamo solo noi: sindacati, imprese, Aci, categorie economiche, associazioni e cittadini continuano a segnalare problemi. Le conclusioni non cambiano e la contestazione è ampia. L'amministrazione comunale tira però dritto, invece di fermarsi, ascoltare e correggere. Una decisione non viene mai messa in discussione ma questo non è pragmatismo, quanto ideologia. La mobilità deve essere al servizio della popolazione e non il contrario".
A intervenire, per esempio, nel dibattito è stata Federauto Trentino, guidata dalla presidente Camilla Girardi (anche vicepresidente dell'associazione commercianti al dettaglio) per evidenziare la necessità di affrontare il tema della congestione con una visione capace di tenere insieme accessibilità, trasporto pubblico, sosta e vitalità economica. L'ultimo allarme in ordine di tempo.
"Carreggiate ristrette, sensi unici che allungano i percorsi e traffico che viene spostato lungo altre strade, parcheggi eliminati e ciclabili che più punti congestionano la circolazione", aggiunge Goio. "Ma non è bloccando il traffico che le persone rinunciano all'uso dell'auto, anche perché serve un trasporto pubblico efficiente per arrivare a destinazione. Non si cambia la mobilità attraverso l'imposizione di come muoversi. La richiesta al Comune è di ascoltare cittadini, imprese, famiglie, lavoratori e studenti. Le valutazioni sugli effetti devono essere analizzati prima e non, forse, dopo che la misura è stata messa in campo. Si deve avere il coraggio di cambiare e non di voler imporre un modello".
Quartiere dopo quartiere, scelta dopo scelta: sono diverse, spiegano le opposizioni, le segnalazioni e le criticità.
"Il problema non sono le auto, ma l’assessore Brugnara. Tante sono le persone in difficoltà dalle scelte del Comune", dice Devid Moranduzzo, consigliere comunale della Lega. "In via Lavisotto ci si impiega mezz’ora in più di tragitto. I bus sono spesso in ritardo e i golfi di fermata non servono e anzi aumentano il traffico. A Gardolo sono stati tolti i parcheggi davanti alle attività commerciali e ci sono problemi anche per le famiglie che devono portare i bambini a scuola. Non parliamo della chicane di via 8 marzo con danni alle macchine e le tre corsie dedicate alle bici in via Sant'Anna".
Dopo la zona nord del capoluogo, si passa a quella a sud. "La misura è colma", prosegue Antonio De Leo, consigliere comunale di Forza Italia. "E' il momento di fermarsi e rimediare a questa politica troppo ideologica e imposta dall'alto. Un metodo che non ascolta gli appelli: la risposta è tirare dritti. Siamo davanti a un labirinto urbano. Nelle zone della Clarina e di Mattarello la qualità della vita è peggiorata tra ritardi e traffico. Non siamo contro la riduzione della velocità ma ora i mezzi pesanti sono obbligati a transitare, anche davanti alle scuole, nel senso unico di via Anna Frank: si utilizzano strade strette o residenziali che non sono progettate per questa tipologia di circolazione. Se passa un mezzo della raccolta dei rifiuti, la circolazione si blocca e in generale c'è un abbassamento della sicurezza. Sono stati presentati suggerimenti e correzioni, ma sono anche state esposte delle esigenze: nessun intervento e intanto la città si paralizza: l'assessore all'immobilità".
Anche il centro risulta congestionato. "Via Cervara è ormai un caso noto, poi ci sono problemi in via Grazioli e in piazza Dante, ma in parte anche in via dei Ventuno, anche le ambulanze rischiano di restare bloccate traffico", evidenzia Andrea Demarchi, consigliere comunale del Patt, La Civica e Prima Trento. "La mobilità è importante ma Trento presenta un'orografia complessa: le soluzioni richiedono tempo e non questa velocità senza riflettere. Non viene ascoltato nessuno, le proposte di correttivi vengono rigettate e questi sbagli costano ai cittadini".
Il nodo, per le minoranze comunali, non sono le zone 30 davanti a scuole e luoghi sensibili ma il percorso che porta a queste misure. Alle varie criticità si unisce più in generale l'assenza di ascolto e di contromisure alle varie criticità.
"Una visione e senza senso pratico", continua Giulia Bortolotti, consigliera comunale di Onda. "Pur di far vedere che si fa, si prendono queste decisioni che hanno impatti sulla quotidianità. Le persone devono essere messi nelle condizioni di poter lasciare la macchina a casa, ma oggi ci sono solo le difficoltà. I cittadini che abitano nelle periferie sono ancora più penalizzati tra file e difficoltà nel trovare i parcheggi. Una ragazza mi ha contattata per raccontarmi che anche svegliandosi prima impiega un'ora per arrivare a scuola da Martignano a Trento".
L'affondo, quindi, è inevitabile. Nel mirino Brugnara, invitato a compiere un passo indietro e alle dimissioni.
"Chiediamo un’assunzione responsabilità. Anche il sindaco e il resto della Giunta dovrebbero riflettere sulle decisioni che sono state avallate: ma la competenza è di Brugnara e la richiesta di dimissioni va all'assessore", ancora Bortolotti mentre Goio conclude: "Questa amministrazione impone e non ascolta, altrimenti avrebbe già corretto questi errori che hanno impatti a tutti i livelli dai cittadini alle imprese. Il commercio è già in difficoltà e il Comune crea così ulteriori ostacoli".














