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Trento
29 settembre | 20:48

Caos mobilità a Mattarello? "Ci sono impatti e i parcheggi sono un problema ma è una sperimentazione". La maggioranza si schiera con Brugnara: "Fiducia nell'assessore"

Le minoranze comunali di Trento hanno chiesto le dimissioni di Michele Brugnara. Non solo via Cervara e via Grazioli, le opposizioni hanno presentato un elenco di criticità, tante quelle che sarebbero state rilevate a Mattarello. Il presidente della Circoscrizione, Alessandro Nicolli: "Ci sono segnalazioni ma sono favorevole a questa sperimentazione: naturalmente aspettiamo dati e analisi per una valutazione complessiva e per apportare dei miglioramenti". Dopo sindaco e Giunta, la maggioranza di centrosinistra esprime solidarietà all'assessore

Caos mobilità a Mattarello?

TRENTO. "La parola d'ordine è sperimentazione". Queste le parole di Alessandro Nicolli, presidente della circoscrizione di Mattarello. "Ci sono sicuramente alcune criticità e gli interventi possono essere un po' traumatici ma c'è ancora spazio per i correttivi".

 

Le opposizioni di centrodestra e Onda hanno apertamente e duramente criticato la gestione della mobilità dell'assessore Michele Brugnara. 

 

"Non siamo solo noi: sindacati, imprese, Aci, categorie economiche, associazioni e cittadini continuano a segnalare problemi. Le conclusioni non cambiano e la contestazione è ampia", le parole di Ilaria Goio (Fratelli d'Italia) con Devid Moranduzzo (Lega), Antonio De Leo (Forza Italia), Andrea Demarchi (Patt, La Civica e Prima Trento) e Giulia Bortolotti (Onda). "L'amministrazione comunale tira però dritto, invece di fermarsi, ascoltare e correggere. Una decisione non viene mai messa in discussione ma questo non è pragmatismo, quanto ideologia. La mobilità deve essere al servizio della popolazione e non il contrario".

 

Da Nord a Sud, centro storico e collina: un elenco di criticità e problemi alla circolazione del capoluogo. Nel mirino, per questo, l'assessore, che è stato invitato a dimettersi (Qui articolo).

 

Non solo via Cervara o via Grazioli. Difficoltà diffuse ma tra le zone più in sofferenza è stato indicato il sobborgo di Mattarello. Non tanto per la zona 30 quanto per i parcheggi tolti, l'istituzione di un paio di sensi unici, il posizionamento di una chicane e la riduzione da due a una corsia davanti alle scuole, panchine aggiunte in aree che sembrano poco utili o consone. 

 

Il presidente di circoscrizione predica calma. "Non entro nel merito delle richieste politiche ma sulle misure invece ricordo che si tratta di una sperimentazione", dice Nicolli. "Alcuni interventi sono sicuramente impattanti, c'è qualche caso di allungamento delle percorrenze e strade che sono diventate più trafficate: sono situazioni oggetto di alcune segnalazioni. Ci sono alcuni temi da affrontare ma proprio perché le decisioni non sono ancora definitive, si è ancora in tempo per tornare indietro e per trovare soluzioni alternative"

 

La circoscrizioni è attiva per presentare alcuni piani ad hoc. "La riduzione dei parcheggi è un problema e questa è una situazione oggettiva", aggiunge Nicolli. "C'è una questione di pericolosità e c'è stato un confronto dell'amministrazione comunale con il mondo della scuola e non con la circoscrizione. E' un tema comunque delicato e probabilmente va trovato un ulteriore punto di equilibrio. Ma in generale serve un ragionamento complessivo". 

 

La data è quella del 14 ottobre. "Ci sarà un'assemblea, speriamo in una partecipazione importante", evidenzia Nicolli. "Non sono per nulla contrario a questa sperimentazione e c'è la necessità di limitare la velocità per aumentare la sicurezza. Credo che ci sia qualche correzione da apportare ma aspettiamo un'analisi puntuale sulla base dei dati e dei risultati per le conclusioni. Siamo ancora quindi in una fase in cui si può tornare indietro oppure migliorare alcune scelte".

 

Il sindaco Franco Ianeselli e la Giunta nel frattempo hanno difeso l'assessore: "Si spara nel mucchio per alzare polveroni e per dare voce al partito dell'immobilismo" (Qui articolo).

 

Un supporto che si estende a tutta la maggioranza comunale di centrosinistra: "Respingiamo una contrapposizione che non aiuta la città. La conferenza stampa convocata dalle forze di minoranza sulla mobilità cittadina avrebbe potuto rappresentare l’occasione per un confronto serio su uno dei temi più complessi che Trento dovrà affrontare nei prossimi anni. Si è scelta invece un’altra strada: concentrare ogni criticità sulla figura dell’assessore Michele Brugnara, arrivando a chiederne le dimissioni e trasformando un tema che richiede analisi, confronto e proposte in un terreno di contrapposizione politica".

 

Le forze di maggioranza esprimono "piena solidarietà e fiducia all’assessore Brugnara e respingiamo un’impostazione che tende a personalizzare problemi e difficoltà che riguardano invece una strategia complessiva della città. La mobilità di Trento non nasce con Michele Brugnara e non è il risultato di qualche provvedimento assunto estemporaneamente 'qua e là'. E' parte di una programmazione che viene da lontano e che punta progressivamente a rafforzare il trasporto pubblico, aumentare le possibilità di spostamento alternative all’auto privata e rendere la città più accessibile e vivibile. È naturalmente legittimo discutere dell’efficacia dei singoli interventi. È altrettanto legittimo segnalare problemi reali: autobus in ritardo, corse che saltano, cantieri che creano difficoltà, modifiche alla viabilità che possono richiedere verifiche e aggiustamenti. Su questo non ci si sottrae al confronto".

 

La maggioranza ritiene "politicamente sbagliato utilizzare queste difficoltà per dichiarare fallita un’intera politica della mobilità e trasformare la richiesta di dimissioni dell’assessore nel punto centrale della discussione. Ancora più preoccupante è la scelta delle minoranze di rinunciare alla strada del confronto e del dialogo istituzionale per preferire quella della contrapposizione pubblica. Un atteggiamento che, a nostro giudizio, non contribuisce a risolvere i problemi e rischia di rendere più difficile proprio quel confronto costruttivo che dovrebbe essere nell’interesse della città. Ricorre inoltre frequentemente nelle dichiarazioni delle opposizioni l’espressione 'i cittadini chiedono'. Ma i cittadini non sono una categoria politica omogenea e nessuna forza politica può attribuirsene la rappresentanza esclusiva. Ci sono cittadini che utilizzano quotidianamente l’automobile e chiedono maggiore fluidità, cittadini che chiedono autobus più efficienti, persone che vogliono spostarsi in bicicletta in sicurezza, famiglie che accompagnano i figli a scuola, anziani, pendolari, commercianti e persone con difficoltà motorie. Governare una città significa provare a tenere insieme esigenze differenti, non assumere una singola posizione come espressione dell’intera comunità. E quando si richiama la volontà dei cittadini non si può dimenticare che questa amministrazione e questa maggioranza hanno ricevuto nel 2025 un mandato democratico chiaro per governare Trento e realizzare il programma presentato agli elettori".

 

E' un altro il punto per la maggioranza e riguarda quale città "vogliamo costruire nei prossimi dieci o vent’anni. Pensiamo davvero che il futuro di Trento possa essere una città organizzata prevalentemente intorno all’automobile privata? Noi immaginiamo una Trento nella quale l’automobile continui naturalmente a svolgere una funzione importante, soprattutto quando non esistono alternative realistiche, ma nella quale sia sempre più facile scegliere anche altro: un autobus puntuale ed efficiente, una bicicletta, uno spostamento a piedi, un parcheggio di attestamento collegato bene con il centro, sistemi di trasporto collettivo più frequenti e competitivi. Non significa essere contro l’automobile. Significa costruire alternative che consentano di utilizzarla meno quando non è necessaria".

 

C'è un rimando alle città europee. "La direzione è recuperare spazio pubblico, rafforzare il trasporto collettivo, favorire la mobilità attiva e diminuire progressivamente la dipendenza dall’automobile nei centri urbani. Trento non può pensare che la risposta alle difficoltà del presente sia semplicemente tornare indietro. Scelte che oggi consideriamo acquisite, a partire dalla progressiva restituzione di piazze e strade del centro storico ai pedoni, furono a loro volta accompagnate da discussioni e resistenze. Nessuno oggi penserebbe seriamente di misurare l’accessibilità della città dal numero di automobili che riescono a raggiungere piazza Duomo o piazza Fiera. La sfida è diversa e molto più ambiziosa: fare in modo che Trento rimanga accessibile, viva e attrattiva offrendo alle persone più possibilità di movimento e un trasporto pubblico sempre più efficace. Su questo siamo disponibili a confrontarci con tutti, opposizioni comprese. Ma il confronto richiede disponibilità reciproca, proposte e capacità di distinguere la critica politica dalla delegittimazione personale. La mobilità merita soluzioni, non capri espiatori: Trento merita confronto, non contrapposizione permanente", conclude la maggioranza del Comune di Trento.

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