Hub San Lorenzo, la polemica si "scalda", interviene anche Gerosa (smentita). Arriva la nota congiunta di Provincia e Comune: "Tutte le corse saranno spostate lì"
"Ad oggi sono state definite le questioni patrimoniali, con la concessione dell'opera da parte del Comune a Trentino Trasporti. Ora dunque è possibile pensare al trasferimento delle corse che, come previsto dalla stessa Trentino Trasporti, avverrà per fasi: all'inizio di gennaio saranno trasferite nella nuova stazione le linee extraurbane provenienti da sud, poi progressivamente sarà effettuato lo spostamento di tutte le corse" spiegato Pat e Comune, chiudendo ogni polemica riguardo il futuro utilizzo della struttura

TRENTO. Non è ancora operativo, visto che ad oggi di "funzionante" - come da "crono programma" - c'è solamente il parcheggio da 150 posti, ma già oggetto di polemiche, dibattiti e scontri politici più o meno aspri
Non c'è che dire: il nuovo Hub intermodale di Trento, ribattezzato "Hub San Lorenzo", è oggetto di grandi discussioni, sia in piazza Dante, in consiglio provinciale (dove ad incalzare la Giunta è Onda), che nell'Aula del consiglio comunale di Trento, con Fratelli d'Italia e Onda in "prima linea".
Sulla vicenda è intervenuta la presidente di Fratelli d'Italia e assessora provinciale all'istruzione e cultura Francesca Gerosa, che ha espresso perplessità riguardo alcuni aspetti dell'opera, unendosi alle proteste avanzate da tempo a Palazzo Thun dal gruppo consiliare del suo meloniano. Con una "piccola" differenza, cioè che in Provincia Fdi è al governo.
"Un progetto del Comune di Trento (anche se qualcuno cerca di fare credere che non sia così) con scarsa visione e con criticità evidenti che ricadono sui cittadini - scrive Gerosa -. Il dibattito del nuovo Hub intermodale di Trento, con le perplessità espresse dal presidente Fugatti sul trasferimento totale delle corriere, che trovano la mia piena condivisione, riporta al centro una questione che Fratelli d'Italia a livello sia cittadino che provinciale solleva da tempo: un’opera strategica per la mobilità progettata dal Comune senza valutare le ricadute negative su viabilità e servizi. Oggi ci troviamo di fronte a criticità evidenti, tra le quali: la distanza dalla stazione ferroviaria, che rischia di rendere meno agevole l'interscambio tra treno e autobus, una viabilità problematica, che parte già da Lung’Adige e aggravata dalla riduzione da due a una corsia nel tratto antistante l’area, l’insistenza nella chiusura al traffico del ponte di San Lorenzo verso Piazza Dante, che inciderà ulteriormente sulla circolazione e sugli spostamenti in città, gli spazi limitati per le attività economiche all’interno dell’Hub".
Ebbene, non è proprio così. Nel 2022, durante la prima Giunta Fugatti (all'epoca Francesca Gerosa non era ancora in Provincia), proprio piazza Dante annunciava con un comunicato stampa (Leggilo qui) che "la Giunta provinciale, con un provvedimento proposto dal presidente Maurizio Fugatti, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Trento e Trentino Trasporti S.p.A. per la realizzazione del nuovo “Hub di Interscambio della mobilità” presso l’area “ex SIT” a Trento. L’accordo avrà validità dalla data di sottoscrizione fino al 31 marzo 2026, in linea con il termine di conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e sarà eventualmente rinnovabile d’intesa tra le parti".
E, ancora: "L'area di intervento è di proprietà del Comune di Trento ad eccezione di una porzione che è di proprietà della Provincia autonoma di Trento. Al Comune di Trento è stato assegnato un finanziamento statale di 20.000.000 di euro, di cui 400.000 euro per spese di progettazione esecutiva (che viene erogato tramite il bilancio della Provincia). Le spese di progettazione definitiva ed esecutiva e di realizzazione dell’intervento, così come riportate nello schema di accordo, sono pari a 22.730.000 euro complessivi e sono finanziate come segue: per 22.400.000 euro dal Comune di Trento, di cui 20.000.000 di euro finanziati dallo Stato, per 330.000 euro dalla Provincia Autonoma di Trento per la quota parte di progettazione definitiva (somma impegnata con il provvedimento di approvazione dello schema di accordo)".
L'assessora provinciale all'istruzione, che negli ultimi mesi si è ritrovata nell' "occhio del ciclone" (qualcuno ipotizza: non è che stia cercando di spostare il "focus" viste le continue difficoltà di gestione del proprio assessorato? Intanto il discorso "mozione di sfiducia" è ancora in ballo: il centro sinistra avrà il "coraggio" di andare sino in fondo, come annunciato, o farà l'ennesimo passo indietro?), ha comunicato le proprie perplessità alla Giunta (forse un po' "tardino"), in attesa di discuterne con il Governatore Fugatti.
"L’opera ormai c’è, doveroso quindi interrogarsi prima che ci siano altri errori sulle ricadute dello spostamento totale delle linee nel nuovo Hub e sulle interlocuzioni da avviare con urgenza con il Comune sulla viabilità - conclude -. Questo il tema che ho voluto mettere sul tavolo della Giunta venerdì mattina, rappresentando le forti perplessità di Fratelli d’Italia, rimandandolo alla prossima settimana, quando sarà presente il presidente. Non basta realizzare un’infrastruttura, bisogna capire come farla funzionare davvero, quali collegamenti garantire e come agevolare chi ogni giorno utilizza il trasporto pubblico per andare al lavoro, a scuola o per raggiungere i servizi, e anche per i turisti, senza danneggiare chi utilizza l’auto per gli spostamenti. Tutte queste criticità devono essere affrontate con serietà, come sempre ha provato a fare il nostro gruppo consiliare di Trento ma senza essere ascoltato, attraverso un confronto concreto tra Comune, Provincia e soggetti coinvolti, senza pregiudizi ideologici e senza difendere a ogni costo decisioni già prese. Non è una questione di polemica politica, ma di responsabilità verso i cittadini. Le risorse pubbliche devono produrre opere funzionali, accessibili e capaci di migliorare davvero la mobilità del nostro territorio. La mobilità si progetta partendo dalle esigenze degli utenti, non chiedendo agli utenti di adattarsi a scelte progettuali discutibili, che oltre a generare complessità creeranno inquinamento a causa del traffico che sarà più congestionato, come già vedo la mattina in Lung’Adige. Che poi un dubbio mi viene: che sia strategia? D’altronde la sinistra ci vorrebbe tutti in bicicletta….".
Con un'evidente contraddizione, affermando prima che "non è una questione di polemica politica" e chiudendo poi il suo intervento con un "che poi un dubbio mi viene: che sia strategia? D'altronde la sinistra ci vorrebbe tutti in bicicletta...". Insomma, un gran "pastrocchio" a livello di comunicazione e, decisamente, non è la prima volta.
Ma da dove nasce l'ulteriore polemica degli ultimi giorni? Dal fatto che, nei giorni scorsi, Fugatti ha ipotizzato che non tutte le corse sarebbero state trasferite al nuovo "Hub San Lorenzo" con il rischio concreto per il capoluogo di ritrovarsi con ben due stazioni. Un'eventualità "mica da poco", che andrebbe a ridimensionare notevolmente la nuova struttura (e non giustificherebbe, a quel punto, l'investimento) e creerebbe non pochi problemi, in primis agli utenti.
E, allora, a fare chiarezza sulla vicenda sono la Provincia Autonoma di Trento e il Comune di Trento che, stavolta, hanno "unito le forze" (capita anche questo, ogni tanto) e fatto chiarezza sulla "road map" verso la piena efficienza della nuova struttura costruita in Lung'Adige Monte Grappa.
"In merito alle notizie apparse in questi giorni sulla stampa riguardanti l'Hub intermodale nell'area ex Sit - si legge nella nota ufficiale congiunta - è opportuno fare alcune precisazioni:
- il progetto di realizzare la nuova stazione delle corriere nell'area ex Sit non nasce con il Pnrr: la previsione è stata elaborata da Trentino Trasporti già nel 2016. Con il "Progetto per la realizzazione di un nuovo polo intermodale nell'area ex Sit", si legge nella relazione che accompagnava l'elaborato, "Trentino Trasporti intende migliorare il proprio servizio". L'area ex Sit, prosegue la relazione, "ben si presenta a tale scopo, collocandosi a ridosso del centro storico, a ridosso del sistema ferroviario, in asse con i principali percorsi veicolari e pedonali, nonché direttamente collegata con Sardagna mediante trasporto funiviario". Dunque non è il Pnrr, varato dall'Unione europea nel 2021, ad aver determinato lo spostamento della stazione ma il contrario: il fatto che ci fosse uno studio di fattibilità commissionato a tecnici esterni da Trentino Trasporti ha permesso all'Amministrazione comunale di elaborare il progetto da candidare al finanziamento europeo.
- ad oggi sono state definite le questioni patrimoniali, con la concessione dell'opera da parte del Comune a Trentino Trasporti. Ora dunque è possibile pensare al trasferimento delle corse che, come previsto dalla stessa Trentino Trasporti, avverrà per fasi: all'inizio di gennaio saranno trasferite nella nuova stazione le linee extraurbane provenienti da sud, poi progressivamente sarà effettuato lo spostamento di tutte le corse".
Una nota che non è interpretabile in alcun modo. Il progetto del nuovo Hub parte da "molto lontano" (lo certifica anche il verbale della commissione urbanistica del comune di Trento datato 23 febbraio 2016, a cui parteciparono diversi esponenti politici e tecnici della Provincia), il Pnrr è arrivato molto dopo e, soprattutto, tutte le corse verranno spostate nella nuova struttura.














