Stati generali dei Domini collettivi, al via il percorso partecipativo per la riforma: "Momento storico per il Trentino"
L'assessore Mattia Gottardi: "La sfida oggi è accompagnarle nell’evoluzione, attraverso un percorso di ascolto e partecipazione che permetta di individuare strumenti normativi e gestionali adeguati alle esigenze contemporanee". Tra i temi messi sul tavolo dalle Asuc c'è la gestione delle risorse idriche

TRENTO. "Le proprietà collettive sono una testimonianza concreta della capacità delle comunità di autogovernarsi e gestire responsabilmente le proprie risorse". Così l'assessore Mattia Gottardi nell'aprire gli Stati generali sui Domini collettivi. "La sfida oggi è accompagnarle nell’evoluzione, attraverso un percorso di ascolto e partecipazione che permetta di individuare strumenti normativi e gestionali adeguati alle esigenze contemporanee. È un’ambizione alta, un percorso anche identitario a cui teniamo particolarmente, perché crediamo in un’autonomia capace di evolversi insieme alle comunità che la esprimono".
L’iniziativa prosegue il percorso avviato nel 2019 con gli Stati generali della Montagna e rinnova l’impegno della Provincia nel promuovere l’ascolto e il confronto sul futuro delle comunità montane. Realtà come Regole, Comunità e Consortele custodiscono da secoli forme di gestione condivisa dei beni e delle risorse, contribuendo alla cura del territorio e alla costruzione dell’identità delle comunità.
Con gli Stati Generali dei Domini collettivi la Provincia si confronta con queste realtà per cercare di individuare gli strumenti normativi e gestionali che consentano di guardare al futuro in modo costruttivo, affinché essi siano eredità delle prossime generazioni.
La giornata di sabato 24 ottobre alla Gallerie di Piedicastello rappresenta solo una prima tappa di un percorso più ampio. Si è partiti dagli approfondimenti sui profili giuridici, economici, antropologici e storici dei Domini collettivi a una tavola rotonda con rappresentanti di diverse realtà territoriali.
E' stato presentato il laboratorio partecipativo, che si svolgerà tra novembre 2026 e marzo del prossimo anno: il gruppo di lavoro, composto da dieci rappresentanti di diritto e dodici rappresentanti dei Domini collettivi eletti nel corso della giornata odierna, avrà il compito di elaborare le Linee guida da sottoporre alla Giunta provinciale in vista della revisione della legge provinciale n. 6 del 2005. Il percorso consentirà di mettere a confronto le esigenze dei Domini collettivi e le proposte di intervento sul piano normativo e gestionale, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa per il futuro di queste realtà.
"Avviamo un percorso estremamente rilevante per il futuro del territorio della nostra provincia", spiega Giovanni Gardelli, dirigente generale del Dipartimento urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale. "In continuità con il percorso avviato la scorsa legislatura, gli Stati generali della Montagna, andiamo verso una declinazione più territoriale e anche più comunitaria. Una declinazione che consenta di ampliare la visione da una mera tutela formale del territorio a una relazione ecosistemica tra tutti i portatori di interesse, con particolare attenzione alle nuove generazioni".
Una sfida messa sul tavolo dalle Asuc è relativa alla gestione delle risorse idriche.
"E' un percorso importante anche per tutti i Comuni trentini, chiamati a confrontarsi sulla gestione del patrimonio collettivo anche con queste importanti realtà delle nostre comunità", aggiunge Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo e presidente del Consiglio delle Autonomie locale. "Credo sia un passaggio storico, perché avvia un percorso di dialogo e collaborazione per la gestione condivisa di un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità delle nostre comunità".
I domini collettivi "sono istituzioni antiche che pongono questioni di straordinaria attualità come il rapporto tra comunità e territorio, la gestione responsabile delle risorse e la responsabilità nei confronti delle generazioni future. La sfida non è soltanto conservarli, ma creare le condizioni perché possano continuare a esistere ed evolversi, rispondendo alle esigenze del presente. Gli Stati Generali rappresentano in questo senso un’occasione importante di ascolto e confronto, e Tsm, e in particolare Step, intende contribuire mettendo in relazione conoscenza scientifica, istituzioni ed esperienza dei territori, affinché il percorso partecipativo avviato oggi in vista della riforma provinciale possa partire dalle comunità che queste realtà le vivono, le amministrano e le conoscono", conclude Francesco Barone, presidente di Tsm.














