Brucia il rifugio alpino di Hitler (VIDEO), un'alta colonna di fumo visibile a chilometri di distanza si alza dalla montagna innevata: fermato un 33enne
Un 33enne fortemente sospettato di incendio doloso è stato arrestato dalla polizia bavarese mentre si cerca di domare definitivamente le fiamme che hanno divorato lo storico edificio a quota 1.800 metri

BERCHTESGADEN (Germania). Nessun ferito, ma milioni di euro di danni e un rifugio storico in gran parte distrutto: sono state domate le fiamme ma continua a far discutere l'incendio che a partire dalla serata di ieri, venerdì 23 ottobre, ha divorato il Kehlsteinhaus, il "Nido dell'Aquila" costruito per Adolf Hitler alla fine degli anni '30 (qui l'articolo).
Secondo quanto riferito dalla polizia, un uomo di 33 anni, fortemente sospettato di incendio doloso, è stato arrestato.
"Su richiesta della procura - si legge nel comunicato delle forze dell'ordine bavaresi -, è comparso oggi davanti al giudice e, a causa di una diagnosi di disturbo mentale, è stato temporaneamente ricoverato in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza. La procura e la polizia criminale di Traunstein stanno conducendo le indagini".
L'uomo sarebbe stato individuato nelle vicinanze del rifugio poco dopo lo scoppio dell'incendio, e avrebbe tentato la fuga a bordo di una moto prima di essere bloccato dalle forze dell'ordine intervenute: nel corso della giornata sarebbero quindi emersi ulteriori elementi a suo carico, tanto da rafforzare i sospetti degli investigatori.
Le indagini della procura e della polizia sulle cause dell'incendio e sull'eventuale movente del crimine sono in corso.
L'area intorno al luogo dell'incidente intanto è stata completamente interdetta al traffico aereo, ed è anche in vigore una zona di divieto di volo per i droni. La raccomandazione agli escursionisti e agli alpinisti è quella di evitare la zona.













