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Trento
24 ottobre | 17:22

"Multe inaccettabili: i cittadini non sono il bancomat dell'Amministrazione Ianeselli". La "sparata" di Demattè (Fdi), ma i mezzi sanzionati erano tutti in divieto di sosta

L'intervento in via San Francesco d'Assisi degli agenti della Polizia Locale di Trento e Monte Bondone è arrivato in seguito alla segnalazione fatta pervenire in comando dall'amministratore di uno dei condomini della zona, che ha raccolto le lamentele di tantissimi residenti che lamentano il parcheggio" selvaggio" all'esterno dei posti dedicati, che impedisce il passaggio a pedoni, carrozzine e passeggini, costringendo chi transita a piedi a salire sull'aiuola per aggirare gli ostacoli

"Multe inaccettabili: i cittadini non sono il bancomat dell'Amministrazione Ianeselli"

TRENTO. Diciassette multe staccate in via San Francesco d'Assisi - a Trento - in poche ore per divieto di sosta, a due passi dal centro cittadino, con gli agenti della Polizia Locale Trento Monte Bondone che sono intervenuti in seguito ad una segnalazione.

 

Per il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Daniele Demattè che, ipotizziamo, evidentemente non ha approfondito la vicenda (altrimenti non si spiega il senso della nota inviata: non è la prima volta che succede), si tratta però di un qualcosa di "inaccettabile", con cittadini e lavoratori che "si ritrovano a fare i conti con una raffica di sanzioni che lascia quantomeno sconcertati".

 

E poi, allargando il discorso, l'esponente di Fdi a Palazzo Thun ipotizza che dietro le multe vi sia un disegno "politico" ben più ampio perché "con un disavanzo comunale di 750 mila euro, vedere raffiche di sanzioni elevate nello stesso luogo alimenta interrogativi". Chiudendo con: "i cittadini non sono il bancomat dell'Amministrazione Ianeselli".

 

"E' inaccettabile quanto accaduto ieri, venerdì 23 ottobre - questo il testo integrale della nota dell'esponente di Fratelli d'Italia -, in via San Francesco d'Assisi, dove almeno una quindicina di proprietari di moto e ciclomotori si sono ritrovati una multa sul manubrio dei propri mezzi. Cittadini e lavoratori che, invece di trovare un'Amministrazione attenta alle loro esigenze, si ritrovano a fare i conti con una raffica di sanzioni che lascia quantomeno sconcertati. Ormai quella dell'Amministrazione Ianeselli è una vera e propria crociata contro il trasporto privato! Auto, moto o ciclomotori non fa differenza: tutto sembra concorrere a rendere la vita impossibile a chi ha necessità di spostarsi con un mezzo proprio anche e soprattutto per lavoro. L'obiettivo pare essere quello di costringere tutti a muoversi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, mentre la viabilità viene sempre più complicata da strade ridotte a veri e propri "budelli" e scelte che penalizzano quotidianamente gli spostamenti dei cittadini. E allora il sospetto diventa inevitabile: si vuole davvero migliorare la mobilità oppure si è trovato nelle multe un altro modo per fare cassa? Perché, con un disavanzo comunale di 750 mila euro, vedere raffiche di sanzioni elevate nello stesso luogo alimenta interrogativi ai quali l’Amministrazione deve dare risposte chiare. A rendere la vicenda ancora più grave è il fatto che diversi stalli presentano righe ormai sbiadite, sebbene la segnaletica verticale sia ben visibile proprio davanti ad uno dei mezzi sanzionati. Le regole vanno rispettate, ma il Comune ha il dovere di garantire una segnaletica chiara e leggibile, non di limitarsi a sanzionare. I cittadini non hanno la sfera di cristallo per vedere se prima c’erano delle righe che oggi non si vedono più. Porterò la questione in aula e chiederò conto direttamente al Sindaco di quanto accaduto. Ora è il tempo delle spiegazioni, non delle multe a raffica e dei silenzi istituzionali. Perché amministrare non significa trasformare ogni criticità in un’occasione per sanzionare. I cittadini non sono il bancomat dell’Amministrazione Ianeselli! È ora di smetterla di penalizzare chi lavora e ha bisogno di utilizzare il proprio mezzo, come se spostarsi in auto, in moto o in ciclomotore fosse diventato un lusso da punire".

 

Questa la ricostruzione da parte del consigliere comunale di Fratelli d'Italia ma, in realtà, le cose sono andate in maniera ben diversa.

 

Ad essere sanzionati sono stati solamente i mezzi parcheggiati all'esterno degli stalli (segnaletica sbiadita o meno, quelli posizionati all'interno non sono stati ovviamente multati), cioè in divieto di sosta: ieri, venerdì 23 ottobre, sono state staccate 14 multe, mentre nella mattinata odierna, sabato 24 ottobre, sono state tre le contravvenzioni staccate.

 

L'intervento degli agenti della Polizia Locale di Trento e Monte Bondone è arrivato in seguito alla segnalazione fatta pervenire in comando dall'amministratore di uno dei condomini della zona, che ha raccolto le lamentele di tantissimi residenti che lamentano il parcheggio" selvaggio" all'esterno dei posti dedicati, che impedisce il passaggio a pedoni, carrozzine e passeggini, costringendo chi transita a piedi a salire sull'aiuola per aggirare gli ostacoli.

 

"Siamo intervenuti in seguito alla segnalazione presentata dall'amministratore di un complesso - spiega Alberto Adami, comandante della Polizia Locale Trento e Monte Bondone -, ricevendo anche i ringraziamenti di diversi esercenti della zona che, a causa dei mezzi parcheggiati all'esterno degli stalli, avevano difficoltà a svolgere la propria attività. Ovviamente sono stati multati esclusivamente i ciclomotori che si trovavano in divieto di sosta. La segnaletica verticale presente è chiara".

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