"Rifiuti, guadagni privati pagati dai cittadini e gestione raccolta dubbia". La denuncia delle associazioni: "In Cadore tariffe quadruplicate: servono controlli”
A spiegare le criticità sulla gestione dei rifiuti in provincia sono il Comitato cittadini di Feltre e l’associazione Vivaio Dolomiti, che hanno organizzato un ciclo di incontri

BELLUNO. I conti non tornano: un titolo esplicativo per la serata che il Comitato cittadini di Feltre e l’associazione Vivaio Dolomiti organizzano a San Vito di Cadore sul tema della raccolta rifiuti. Tema definito “controverso” e sul quale le incognite sembrano non mancare, dalle disparità create dal conteggio dei mq nel calcolo della tariffa all’esplosione dei costi oltre il consentito fino ai costi politici, che ricadono sui cittadini. Ai quali non è consentita nemmeno la trasparenza sui dati.
“Come Vivaio Dolomiti - esordisce il presidente Gianni Pastella - già una decina di anni fa abbiamo cercato di prevenire quanto sta succedendo, cioè l’aumento sostanziale delle tariffe e una gestione dubbia della raccolta. A suo tempo c’era il nodo Ponte nelle Alpi, il cui sistema porta a porta è clamorosamente naufragato con debiti poi ricaduti sul Comune di Belluno tramite l’Unione montana bellunese. In tutto ciò abbiamo fatto anche un’assemblea pubblica quando è nata Valpe: l’ingresso di Contarina con il porta a porta a Sedico aveva secondo noi problemi di costi, ma non furono considerati. Ora Valpe è praticamente resa in minoranza da Bellunum holding e si dice che lascerà la provincia con un cospicuo reddito: costituita con un intervento economico di 9.200 euro, pare se ne uscirà con milioni. Un buon guadagno, se non fosse pagato dai cittadini: una società partecipata che ancora una volta fa utili privati e debiti pubblici”.
In proposito ci sono già stati incontri da parte del Comitato cittadini con Regione, Provincia, Consiglio di bacino bellunese, sindaci e prefettura, anche dati alla mano. A lasciare perplessi sono infatti soprattutto i numeri della sintesi di bilancio di Bellunum holding: “In questo momento - spiega Pastella - è in attivo su Belluno, Borgo Valbelluna e Alpago, ma con aree critiche a Cortina (-415 mila), Feltre (-138 mila) e Setteville (-76mila), tutti comuni che fanno parte di una raccolta porta a porta”.
Non esattamente quindi l’entusiasmo espresso dal Consiglio di bacino su una provincia virtuosa (qui). Perciò si parte dalla Val Boite (l’incontro è martedì 27 ottobre, ore 20.15, in sala congressi Enrico De Lotto a San Vito), con l’obiettivo di iniziare un percorso in tutta la provincia. Proprio nel Cadore sono infatti denunciate tariffe anche quadruplicate: si parla di costi di raccolta passati da 1.000 a 6mila euro, un agriturismo ha pagato 8 mila euro per tre mesi in malga, mentre Andrea Fiori dell’omonimo panificio denuncia una crescita da 1.200 a 8.400 euro per la sua attività e da 4mila a 16 mila euro per un vicino albergo. “Chi quattro volte - sottolinea - chi cinque, due o tre: non c’è una regola, in più quando pagavo meno il servizio era migliore. All’ufficio di Valpe a Borca c’è la coda di gente che cerca spiegazioni, ma mancano trasparenza e chiarezza”.
Il Comitato ha perciò analizzato regolamenti, tariffe e Pef (piano economico finanziario). “Anzitutto i regolamenti sono stati scritti dai gestori e poi proposti ai Comuni - rileva la portavoce Nadia Forlin - quando dovrebbe essere il contrario. Poi ci sono i costi: il limite per l’aumento del servizio era dell’8%, ma in alcuni casi si è arrivati addirittura all’88% come a Lamon”. Da qui l’invio della segnalazione ad Arera, cui il Comitato ha sottolineato anche la mancanza di trasparenza nei siti istituzionali. Arera ha quindi chiesto chiarimenti al Consiglio di bacino: “A seguito di un’analisi - spiega - risulta che per il 2023 i Pef sono stati bocciati dal Consiglio e inviati ad Arera, mentre per 2024 e 2025 possono ancora essere pretesi ma servono le dovute verifiche”.
A ciò si aggiunge il tema dei metri quadrati delle abitazioni. “Affinché il rifiuto sia pagato da chi lo produce - nota Forlin - si dovrebbero prendere la casa e l’azienda come punto di riferimento per la tariffa, ma non per l’ampiezza come accade nella norma italiana. Oggi una persona sola con una casa grande paga molto più di cinque o sei in una casa piccola. Inoltre ogni Comune può fare un regolamento a sé, per cui in alcuni le seconde case hanno lo sconto del 30%, mentre in altri pagano interamente”. Per questo serve, secondo il Comitato, un Regolamento unico per la provincia, studiato affinché il cittadino non sia vessato dalle tasse.
Restano infine la questione Dolomiti ambiente (che gestisce l’impianto di trattamento dell’umido e fa stoccaggio del secco) e il futuro della discarica di Cortina. “Ora - conclude - la discarica è chiusa. Si prevede che lo stoccaggio sarà fatto ancora da Dolomiti ambiente, ma vediamo cosa succederà: ci sono enti che sembra non abbiano interesse a tenerla aperta, ma serve al territorio per non fare chilometri e portare fuori lo stoccaggio. Abbiamo sollecitato in Regione l’uso del sito anche da parte del settore agricolo: le idee sono arrivate a Venezia, bisogna capire se sono interessati a coglierle”.













