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Bolzano
23 ottobre | 11:59

Bruno Bertoldi, l’ultimo testimone di Cefalonia, compie 108 anni: la storia dell'uomo sfuggito due volte alla morte

L’Anpi Alto Adige Südtirol: “La Città di Bolzano dovrebbe trovare il modo di ricordare in modo permanente gli altoatesini della Divisione Acqui, gli Internati Militari Italiani e i militari e i civili caduti negli scontri seguiti all'8 settembre. Storie, troppo spesso dimenticate, che, invece, devono trovare il giusto spazio, in particolare, tra le nuove generazioni”

Bruno Bertoldi, l’ultimo testimone di Cefalonia, compie 108 anni: la storia dell'uomo sfuggito due volte alla morte
di Maria Vittoria Letrari

BOLZANO. "Le scelte della sua vita straordinaria ci parlano anche oggi. Bruno Bertoldi è testimone dell'eccidio nazista di Cefalonia, nel quale persero la vita, su ordine diretto di Adolf Hitler, oltre 8.000 soldati italiani". Il ricordo dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) della provincia di Bolzano a Bruno Bertoldi che oggi compie 108 anni.  

 

Nato il 23 ottobre 1918 a Mitteldorf (Austria) e cresciuto a Carzano (Trento) nell’allora Tirolo austriaco, Bertoldi viene arruolato a Bolzano nel 1937 come comandante dell’autodrappello della Divisione Acqui. 

Inviato prima in Albania e poi a Cefalonia, si ritrova al centro di uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale, sopravvivendo miracolosamente all’eccidio dell’Isola. A salvarlo dalla fucilazione è un soldato austriaco, un optante sudtirolese che già in passato gli aveva risparmiato la vita e che sceglie di farlo scappare. 

 

Dopo la strage trova riparo presso una famiglia greca, ma decide di consegnarsi alla Wermacht per evitare ritorsioni sul villaggio che lo ha nascosto. Si rifiuta di arruolarsi con i tedeschi e viene quindi deportato verso est: a Minsk (Ucraina) lavora per sei mesi come meccanico, prima di essere consegnato all’Armata Rossa dei partigiani, che ha sostenuto senza però impugnare le armi. 

Divenuto prigioniero dei russi, riesce a fuggire da un treno merci ed evita ancora una volta la morte. Segue una camminata stremante di due mesi nella steppa gelata fino al lager di Tambov (Russia). Da qui viene trasferito in Turkestan, dove trascorre sei mesi nei campi di cotone di un gulag sovietico. 

 

La libertà arriva finalmente nell’ottobre del 1945. Dopo un viaggio in treno lungo 17mila chilometri che lo porta a Vienna e poi il Valsugana, riesce finalmente a riabbracciare la madre. Molti anni dopo, nel 2013, la sua vicenda torna sotto i riflettori: Bertoldi testimonia al Tribunale di Roma nel processo contro l’ex caporale novantenne Alfred Stork, accusato dell’uccisione di “almeno 117 ufficiali italiani” a Cefalonia. 

 

“Tutti i compleanni di Bruno Bertoldi rappresentano un'occasione di riflessione e di impegno civile per le istituzioni, per tutte e per tutti – commenta l’Anpi Alto Adige Südtirol -. Le scelte della sua vita straordinaria, infatti, ci parlano anche oggi. Bruno Bertoldi, infatti, è testimone dell'eccidio nazista di Cefalonia, nel quale persero la vita, su ordine diretto di Adolf Hitler, oltre 8.000 soldati italiani, e, successivamente, del NO degli Internati Militari Italiani (IMI) all'arruolamento nell'esercito della Repubblica di Salò. Tutto ciò fa parte a pieno titolo della Resistenza e della riconquista della dignità e delle libertà del nostro Paese. Di fronte ai pericoli che minacciano, oggi, la pace, la libertà, i diritti umani i valori espressi da Bruno e tante persone come Lui restano un punto di riferimento fondamentale per non rassegnarsi e costruire concretamente nuove speranze”.

 

L’associazione continua con un invito diretto alla Città di Bolzano: “La Città di Bolzano dovrebbe trovare il modo di ricordare in modo permanente gli altoatesini della Divisione Acqui, gli Internati Militari Italiani e i militari e i civili caduti negli scontri seguiti all'8 settembre. Storie, troppo spesso dimenticate, che, invece, devono trovare il giusto spazio, in particolare, tra le nuove generazioni”.

 

Nella giornata di oggi Bruno Bertoldi festeggerà insieme ai suoi famigliari e, nei prossimi giorni, una delegazione dell’Anpi condividerà con lui, come tradizione, una torta per consegnargli la tessera d’onore dell’associazione. 

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