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Trento
07 ottobre | 12:24

Tariffe delle palestre comunali esagerate, la minoranza all'attacco: "Criteri completamente sbagliati che penalizzano gli utenti. Il regolamento va riscritto"

"Sotto l'aspetto economico, preso atto che il peso maggiore nelle voci di costo della tariffa oraria deriva per ben il 49,33 % dal riscaldamento risultano inappropriati i criteri adottati nel momento che si equipara il costo di un'ora di riscaldamento di una palestra al costo di un'ora di riscaldamento dell'intera struttura scolastica e la tariffa oraria rimane invariata per tutto l'anno senza distinguere se l'utilizzo è in stagione di riscaldamento o meno" rilevano gli esponenti del Pd Poli, Chistè e Matteotti"

Tariffe delle palestre comunali esagerate, la minoranza all'attacco

DRO. Differenziare le tariffe in base all'utilizzo o meno del riscaldamento e non penalizzare i gruppi e le società che utilizzano le palestre gli altri spazi coperti di proprietà del comune che, pur non avendo sede nel comune, sono formate per la maggior parte da residenti a Dro.

 

E' battaglia all'interno del consiglio droato per la questione riguardante i costi che gruppi, associazioni e società devono sostenere per l'utilizzo delle strutture comunali. La richiesta di modificare quanto prima il regolamento arriva dai consiglieri Sergio Poli, Nicoletta Chistè e Lucio Matteotti.

 

"Che una costante ed equilibrata pratica motoria produca benefici per la salute psicofisica e sia un pilastro della prevenzione è oggi una comune consapevolezza - scrivono gli esponenti del Pd -. Per garantire anche nelle stagioni invernali continuità, è fondamentale la presenza di spazi disponibili coperti. In questo contesto assumono centralità le palestre pubbliche comunali, quali luoghi per praticare in orario extrascolastico, svariate attività sportive e al contempo creare momenti di socialità. L' amministrazione comunale mette a disposizione degli interessati questi ambienti e il loro utilizzo è disciplinato da un Regolamento Comunale che determina tariffe orarie e condizioni. Gli ultimi aggiornamenti, integrazioni e modifiche del Regolamento in materia, del dicembre 2025, hanno catturato la nostra attenzione e prodotto una interrogazione avente ad oggetto "Tariffe e condizioni per l'utilizzo delle palestre comunali in orario extrascolastico".

 

Quali le problematiche individuate? In primis i criteri di definizione della tariffa oraria, che resta invariata per tutto l'anno, indipendentemente dall'utilizzo - o meno - del riscaldamento.

 

"Le risposte ai quesiti posti hanno evidenziato limiti nella costruzione della tariffa oraria e nei parametri utilizzati per definire le diverse fasce di utenza - proseguono -. Sotto l'aspetto economico, preso atto che il peso maggiore nelle voci di costo della tariffa oraria deriva per ben il 49,33 % dal riscaldamento risultano inappropriati i criteri adottati nel momento che si equipara il costo di un'ora di riscaldamento di una palestra al costo di un'ora di riscaldamento dell'intera struttura scolastica e la tariffa oraria rimane invariata per tutto l'anno senza distinguere se l'utilizzo è in stagione di riscaldamento o meno. Inoltre non è tenuta in considerazione la condizione che gli ambienti sportivi sono utilizzati abitualmente a temperature inferiori (17/18 gradi) ad altri come classi ed uffici e l'installazione di un misuratore di energia dedicato a questi ambienti garantirebbe valori molto attendibili e tariffe più puntuali".

 

C'è poi un'altra questione: i gruppi che hanno sede all'esterno del comune, pur essendo formati per la maggior parte da residenti sul territorio, sono estremamente penalizzati dal punto di vista economico.

 

"Sul fronte dei parametri presi in oggetto per la differenziazione delle tariffe in relazione al soggetto fruitore, ci soffermiamo sulla condizione che discrimina e penalizza economicamente gruppi costituiti in forma del tutto spontanea o associazioni con sede fuori dai confini comunali, pur se formati per la stragrande maggioranza da cittadini residenti nel comune di Dro - concludono Poli, Chistè e Matteotti -, per la sola e unica colpa di non essere un gruppo costituito ufficialmente o per non avere la sede associativa dentro i confini comunali. Su entrambi i capitoli, delle tariffe e dei parametri indicatori, il confronto con numerosi Enti Locali Trentini, porta a scoprire che i più, hanno nei propri regolamenti valori dei canoni differenziati con riscaldamento attivo o spento, cosi come per favorire gli aspetti e i valori della socialità e della comunità, in assenza di scopo di lucro, ritroviamo fasce con tariffe economiche riservate anche a soggetti non costituiti in gruppi o di gruppi con la sede fuori dai confini comunali, a condizione che i partecipanti siano per la maggior quota cittadini di quel comune".

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