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Belluno
13 ottobre | 14:48

Liste d’attesa, la denuncia: "Oltre 100 km per una visita, anche per gli over 75". Già 150 firme contro i disagi della sanità pubblica

Al via una nuova raccolta firme in difesa della sanità pubblica: a promuoverla il Covesap, che punta al rispetto del Piano regionale di governo delle liste d’attesa. I singoli Comitati provinciali portano però sul tavolo anche i temi dei rispettivi territori: nel Bellunese la criticità principale è la prossimità tra residenza dei pazienti e luoghi di erogazione delle prestazioni

Liste d’attesa, la denuncia: "Oltre 100 km per una visita, anche per gli over 75"

FELTRE. “Per alcune tipologie di visita come oculistica e dermatologia i ritardi sono noti (i dati) e continuano, ma ora si è aggiunta una situazione molto grave. Dopo le Olimpiadi, con la ristrutturazione del Codivilla tanti pazienti sono mandati a Cortina a fare le visite anche se abitano a Feltre o a Setteville: compresi ultra 75enni, per i quali vige invece l’obbligo di erogare la prestazione dentro il distretto”.

 

Così un'attivista del Comitato feltrino per il diritto alla salute - Giù le mani dalla sanità bellunese, racconta a Il Dolomiti l’avvio di una raccolta firme promossa da Covesap (Coordinamento veneto sanità pubblica) e partita da Feltre nella mattinata di martedì 13 ottobre. Oltre 150 le firme già raccolte in questa prima giornata.

 

L’iniziativa nasce dai dati degli oltre 66 Sportelli regionali, che hanno registrato un aumento di quasi il 50% (49,4) dei ricorsi in un anno: istanze presentate con cittadini costretti ad esempio a rivolgersi alla sanità privata quando non a rinunciare alle cure. L’efficacia di tali ricorsi in autotutela arriva al 74,6%, con punte del 100% proprio in Ulss 1 Dolomiti. Tuttavia si tratta di uno strumento che non deve diventare strutturale, ma sensibilizzare le istituzioni e spingere i cittadini a mobilitarsi.

 

Nel Bellunese, la questione del momento è la distanza tra domicilio e sede di erogazione delle prestazioni. Tra Setteville e Cortina, ad esempio, ci sono oltre 100 km e tempi di percorrenza superiori alle due ore. “Se poi rifiuti la prestazione - prosegue l'attivista - vieni messo in coda. Un paziente ci ha segnalato lo spostamento della sua visita a gennaio, pur con priorità a 30 giorni, solo perché non può recarsi a Cortina”.

 

Molti anche gli “scambi” tra Belluno e Feltre, considerati accettabili anche se non è così scontato per chi fatica a spostarsi (parliamo comunque di circa 30 km tra i due ospedali). “Una signora feltrina - racconta - si è recata a Belluno per una visita dermatologica, per poi scoprire che una sua amica bellunese era stata mandata a Feltre per la stessa prestazione. Sono situazioni assurde e il sistema va rivisto: comprendiamo quando da Feltre sei mandato a Belluno, tanto che nel presentare i ricorsi chiediamo ai pazienti se sono disposti a farlo, tuttavia speriamo che Ulss e sindaci facciano le dovute analisi per migliorare la situazione".

 

Ogni Comitato provinciale ha infatti aderito alla raccolta firme portando una criticità specifica del territorio. A livello generale, il Covesap denuncia il continuo disattendere il Piano regionale di governo delle liste d’attesa: un problema, si sostiene, di carattere soprattutto politico. Da qui la richiesta di aumentare le assunzioni nelle professioni sanitarie, ristrutturare i sistemi Cup (Centro unico prenotazioni) per garantire trasparenza e omogeneità e una programmazione che vada incontro alle esigenze dei cittadini, seguendo i criteri di prossimità e reale presa in carico.

 

A ciò si aggiungono le difficoltà dei territori. “Nel basso vicentino - aggiunge l'attivista - c’è il tema delle medicine di gruppo sostituite con le Aft (Aggregazione funzionale territoriale). In pratica, anziché avere aggregazioni di pochi medici, già di per sé inique perché privilegiano chi ha lì il proprio ma comunque con una loro funzionalità, nelle Aftr ne sono inglobati una ventina: il che significa ulteriore distanza tra medico e paziente”.

 

“La nostra raccolta firme privilegia invece il tema della prossimità delle visite. Quando abbiamo manifestato nel 2023 - conclude - comprendevamo le difficoltà dei cadorini costretti a venire a Belluno a curarsi, ma qui parliamo di oltre 100 km: chiediamo quindi di garantire equilibrio territoriale nell’erogazione dei servizi, tenendo conto della residenza dei pazienti soprattutto fragili, anche per le prestazioni meno complesse come ecografie o raggi”.

 

Il tutto, chiaramente, sempre a tutela del servizio pubblico, perché una sanità che non presta attenzione a questi particolari, ribadisce il Comitato, spinge a una crescente privatizzazione del servizio - che indebolisce ulteriormente la sanità pubblica.

 

Chi vuole firmare può recarsi presso lo Sportello feltrino (Via Monte Cima 1 presso Lo.co.) il martedì mattina dalle 9 alle 13.

 

 

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