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Belluno
29 ottobre | 09:43

Salta il riscaldamento e i pazienti con disturbi psichiatrici (e alcuni con problemi di dipendenze) vengono 'spediti' in ospedale o dalle famiglie. ''E' ora di cambiare struttura''

Dopo il recente guasto all’impianto di riscaldamento, che ha comportato il trasferimento degli ospiti in ospedale o presso le proprie famiglie, il Comitato feltrino per il diritto alla salute interviene nuovamente sulle condizioni della Ctrp di Borgo Ruga. Una struttura di cui, secondo le associazioni, si è già approfittato abbastanza e che va cambiata. Pronta la replica dell’Ulss 1 Dolomiti: “Consapevoli delle criticità. Avvieremo una riflessione condivisa”

Salta il riscaldamento e i pazienti con disturbi psichiatrici (e alcuni con problemi di dipendenze) vengono 'spediti' in

FELTRE. “Giovani fino ai 40 anni sono inseriti con un progetto personalizzato, periodicamente verificato da un’équipe. E fin qui potremmo essere tranquilli, se da anni associazioni, Comitato feltrino per il diritto alla salute e soprattutto familiari non si battessero per una sede più idonea”. A tornare sul tema della Ctrp feltrina (Comunità terapeutica riabilitativa protetta) è il Comitato feltrino per il diritto alla salute - Giù le mani dalla sanità bellunese, che riferisce di una situazione allo stremo ormai protratta da troppo tempo. La Comunità è un luogo residenziale extra ospedaliero nel quale disturbi psichiatrici, spesso associati a disturbi da sostanze o dipendenze comportamentali, sono trattati in interventi teraputici e riabilitativi prolungati.

 

La sede feltrina di Borgo Ruga è oggetto da anni di una volontà, almeno teorica, di trasferimento a un luogo che sia condiviso con gli interessati: eppure, sottolinea il Comitato, “c’è voluto un problema strutturale perché avvenisse e certo momentaneamente, visto che si contravviene alle norme previste per un luogo extraospedaliero".

 

Il riferimento è al recente guasto all’impianto di riscaldamento, comunicato dall’Ulss 1 Dolomiti solo pochi giorni fa. Nove degli ospiti della struttura sono stati trasferiti nel padiglione Guarnieri dell’ospedale, mentre altri due sono stati accolti dalle rispettive famiglie, che hanno concordato di tenerli nelle proprie abitazioni in costante contatto con i servizi sanitari. La misura è definita dalla stessa azienda sanitaria come di emergenza, dunque provvisoria. “La direzione è consapevole - scrive in una nota di aggiornamento - che la sede storica di Borgo Ruga presenta severe criticità e che il contesto ospedaliero non è la sede appropriata per un percorso riabilitativo di lungo periodo. Per questo, intendiamo cogliere questa sospensione per avviare una riflessione approfondita e condivisa con amministrazioni locali, famiglie e associazioni del territorio”.

 

Non c’è però al momento grande ottimismo. Il Comitato teme infatti che, passato il guasto, tutto torni come prima. “Chissà cosa avranno pensato i familiari dei pazienti - afferma - quando si sono sentiti dire che si chiudeva la struttura. Magari immaginavano una scelta più consona, più ospitale, più moderna, più umana. Abbiamo già approfittato molto della ‘resistenza’ della struttura di Borgo Ruga, che ci è andata bene in tutti questi anni: muri alti quattro metri, finestre con inferriate, pavimenti da ospedale e tutto marchiato dal tempo e dalla funzione originaria di contenimento delle persone”.

 

“Alle numerose richieste rivolte al precedente dirigente sanitario - prosegue - le risposte sono state evasive, quando non rimandavano all’amministrazione comunale, con promesse spot fatte con proclami sui giornali. Nel concreto, però, nulla. Speriamo quindi che tali giorni di sospensione provochino qualche riflessione innovativa nell’attuale dirigenza, perché dentro la parola speranza si racchiudono le attese di molti, la disponibilità a parlarne per trovare delle serie soluzioni”.

 

Il nuovo direttore Achille Di Falco fa però sapere di aver già manifestato l’intenzione di un incontro a breve, aprendo anche a famiglie e associazioni, per valutare tutte le soluzioni possibili partendo dalle strutture già pronte e trovare una sede stabile e accogliente. Confronto cui il Comitato è disponibile. “E che sia la volta buona”, sottolinea.

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