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Belluno
28 ottobre | 17:09

Aumentano le rette delle case di riposo, ma i soldi dell’idroelettrico sono fermi in Regione: “Serve una richiesta forte, altrimenti li vediamo col binocolo”

C’è l’incarico formale da parte di sindaca e Giunta di Feltre a sollecitare la Regione Veneto al trasferimento delle risorse della monetizzazione dell’energia idroelettrica spettanti alla Provincia di Belluno, come previsto dalla legge regionale. È stato infatti approvato all’unanimità l’ordine del giorno che sancisce l’impegno, grazie al lavoro congiunto di maggioranza e opposizione: il “pretesto” è il rischio di ulteriore aumento delle rette dei Centri servizi per i non autosufficienti

Aumentano le rette delle case di riposo, ma i soldi dell’idroelettrico sono fermi in Regione

FELTRE. “Assistiamo al paradosso che la Provincia di Belluno ha votato una delibera per anticipare soldi sulle case di riposo perché la Regione non glieli ha ancora trasferiti. Soldi fermi perché, sul piano politico, la Regione ha alcune questioni non indifferenti da sanare, tra cui le Olimpiadi. Attenzione quindi: se non facciamo una richiesta forte, rischiamo di vedere questi soldi col binocolo perché ce li spalmano in tanti anni, ma sono nostri”.

 

Con queste parole Alessandro Del Bianco, nella doppia veste di consigliere comunale e regionale, si è fatto portavoce di uno dei temi cruciali per tutto il territorio nella seduta di martedì 29 ottobre del Consiglio feltrino.

 

Quest’ultimo ha infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale sono confluiti i punti presentati da maggioranza e opposizione. Due le questioni: la necessità di aggiornare le quote socio-sanitarie regionali per gli anziani non autosufficienti ospitati nei Centri di servizio, ferme da anni mentre i costi di gestione lievitano, e il trasferimento alla Provincia di Belluno delle risorse derivanti dalla monetizzazione dell’energia idroelettrica (una parte dei quali andrebbe appunto a sostegno delle strutture per anziani).

 

Sul primo punto, la sindaca ha fatto sapere di aver inoltrato pochi giorni fa in Regione, a firma congiunta con il sindaco di Cesiomaggiore, una richiesta di incrementare le quote di almeno 10-15 euro al giorno per persona.

 

L’emergenza si fa infatti sempre più sentire: nel caso specifico, gli indirizzi di bilancio 2027 evidenziano la necessità che l’Azienda feltrina per i servizi alla persona (che gestisce il Centro “A. Brandalise” di Feltre e il Centro “Don G. Rostirolla” di Cesiomaggiore, essenziali per gli anziani non autosufficienti) persegua l’equilibrio economico della gestione. Il problema è che, senza contributi straordinari, potrebbe essere necessario aumentare le rette proprio per far fronte ai crescenti costi, soprattutto del personale, mentre in parallelo le quote riconosciute dalla Regione sono ferme da anni.

 

Eppure quei soldi, teoricamente, la Provincia (e dunque i suoi Comuni) già li dovrebbe possedere. Parliamo di oltre 48 milioni di euro totali per le annualità dal 2021 al 2024 versati alla Regione lo scorso luglio dai grandi concessionari (in primis Enel) a seguito di arretrati e battaglie legali (qui il punto), ma senza che ciò si sia tradotto nel loro spostamento nelle casse provinciali. Tuttavia, la legge regionale 27 del 2020 disciplina la monetizzazione dell’energia gratuita derivante dalle grandi derivazioni idroelettriche e prevede specifiche destinazioni delle relative risorse ai territori interessati, in particolare appunto il Bellunese.

 

Il tema non ha risparmiato nemmeno il Consiglio provinciale, svoltosi nella stessa giornata, dove però la richiesta del centrosinistra al presidente Staunovo Polacco di impegnarsi a chiedere con urgenza il trasferimento delle risorse è stata respinta. “Ci sono 48 milioni di euro in Regione - puntualizza ora Del Bianco - che questa non ha ancora trasferito alla Provincia. Inoltre c’è la quota del 2025, pari a circa 10 milioni (dei quali circa 8 riguardano Belluno) fermi nel fondo crediti di dubbia esigibilità nonostante il contenzioso con Enel sia finito. Nell'ultima legge di variazione dell’anno mi sarei aspettato di trovare il loro storno in spesa ordinaria ma non è accaduto, per cui c’è il rischio che si sommino agli altri e non ci siano trasferiti”.

 

Una scelta, secondo l’opposizione, tutta politica. “Il rischio è che le risorse siano trasferite molto lentamente alla Provincia - nota ancora - secondo i comodi politici della Giunta regionale. Non possiamo permettercelo perché sono soldi nostri, che ci spettano per una legge della stessa Regione che non ce li dà”.

 

Da qui la discussione, che ha portato all’approvazione di un documento che impegna sindaca e Giunta a sostenere formalmente, nei confronti della Regione, la richiesta di un aggiornamento delle quote socio sanitarie e, al contempo, a rappresentare la necessità di completare tempestivamente gli atti per il trasferimento delle risorse della monetizzazione dell’energia idroelettrica (compreso l’aggiornamento di quelle del 2025). Risorse che poi, sarà l’ulteriore sollecito, la Provincia dovrà destinare in parte al sostegno dei Centri per gli anziani del territorio.

 

“Un risultato di grande valore” lo definisce la sindaca Viviana Fusaro, soprattutto perché si è saputo “superare le appartenenze politiche e trovare una posizione comune per responsabilità verso i cittadini”.

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