Olimpiadi, la Corte dei conti: “Si monitori la realizzazione delle opere. Rischi per i conti pubblici”. E in Fondazione Milano Cortina il deficit supera i 176 milioni
Nell’esame della Corte dei conti sul rendiconto per l’esercizio 2025 di Regione Veneto non mancano i dubbi attorno alle Olimpiadi Milano Cortina. Dalle opere che gravano sul bilancio regionale al monitoraggio di Fondazione Milano Cortina: le criticità evidenziate spingono l’ente a chiedere attenzione alla realizzazione delle opere e ai costi, anche futuri (compresa la pista da bob)

CORTINA D’AMPEZZO. “Deve nuovamente richiamarsi l’attenzione della Regione affinché attui un costante monitoraggio sulla effettiva realizzazione delle opere e interventi, nonché sui costi, perché non abbiano a prodursi aggravi non preventivati per il bilancio regionale. Dato lo stato delle opere, la Sezione si riserva il monitoraggio sull’andamento degli interventi nei futuri cicli di controllo, chiedendo l’invio della relazione semestrale di bilancio 2026 della Fondazione Milano Cortina”. Così la Corte dei conti chiude la sezione relativa alle Olimpiadi all’interno del giudizio di parificazione sul rendiconto generale della Regione Veneto per l’esercizio 2025.
Un giudizio commentato in generale positivamente dal presidente di quest’ultima Alberto Stefani, che ha sottolineato come siano stati certificati “un Veneto con i conti in ordine e la bontà di un modello amministrativo che coniuga responsabilità finanziaria e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini”. Oltre le note positive, però, spiccano quelle che nella memoria del procuratore regionale Paolo Crea sono definite come “criticità” non risolte per l’evento a cinque cerchi, concernenti da un lato “la necessità di un monitoraggio sull’effettiva realizzazione di tutti gli interventi e sui loro costi, al fine di scongiurare che un loro eventuale aumento possa non trovare copertura nel bilancio regionale” e, dall’altro, “il deficit patrimoniale costante in cui opera la Fondazione Milano Cortina”.
Nello specifico, le opere citate come gravanti sul bilancio regionale sono: la ristrutturazione del trampolino e braciere, con oneri a carico della Regione per 10 milioni di euro e un ritardo di due mesi nella fase di progettazione (l’intervento doveva essere ultimato il 6 marzo scorso, ma risulta tuttora in esecuzione); il Cortina Olympic and Paralympic Stadium, con oneri per 6 milioni e uno scostamento di tre mesi sul cronoprogramma; e la “posa condotte e nuova opera di presa idrica dal fiume Boite”, che comporta oneri per 1.586.000 euro e uno scostamento di quasi un anno tanto per l’inizio quanto per la fine lavori.
Ci sono poi gli interventi di aggiornamento delle strutture alle nuove tecnologie e di adeguamento alle competizioni paralimpiche (qui la cifra è di 1.380.000 euro e oltre un anno di ritardo per la fine lavori) e il miglioramento dell'accessibilità dell’Arena di Verona (1.005.000 euro di oneri e lo scostamento di un mese nell’inizio e nella fine lavori), nonché la realizzazione del nuovo impianto a fune e la proposta di un partenariato pubblico privato per il sistema di mobilità intermodale a Cortina (per il quale si andrà a marzo 2028), con oneri per le casse regionali di oltre 12.5 milioni di euro.
Infine la pista da bob, dove la preoccupazione è per il futuro. “Seppur non siano previsti oneri a carico del bilancio regionale - nota il procuratore - va rilevato che gli oneri di gestione successivi all’evento olimpico potrebbero gravare sui bilanci degli enti pubblici a vario titolo coinvolti nell’obiettivo di lasciare un’eredità alle generazioni future”. A parziale consolazione, si ricorda che nel 2019 è stata approvata da Regione, Province autonome di Trento e di Bolzano e Comune di Cortina una lettera d’intenti per la collaborazione nella gestione post olimpica dell’impianto, nonché uno Schema di accordo di programma approvato nel 2024 fra questi enti più Provincia di Belluno, Fondazione Cortina, FISI e FISIP. Inoltre, alcune opere del Piano degli interventi e un programma di eventi sportivi e di accordi per gli allenamenti con le Federazioni “potrebbero” - secondo la Corte - azzerare le esigenze di contributo pubblico.
Infine Fondazione Milano Cortina, che nel 2025 ha registrato una perdita netta di oltre 39 milioni di euro (39.094.782): sommata agli esercizi precedenti, si arriva a un deficit patrimoniale al 31 dicembre 2025 di 176.455.559 di euro. Una cifra che, certo, deve tenere conto di fattori come l’anticipazione dei costi e il differimento dei ricavi tipici dei grandi eventi, per cui la Corte rimanda la valutazione definitiva dopo il bilancio 2026 (con la cui approvazione la Fondazione si scioglierà).
Nonostante ciò, “non possono ritenersi scongiurati i rischi - rileva il procuratore - legati alle tempistiche degli incassi programmati, alla chiusura dei rapporti contrattuali e alle attività post evento”. Da qui la possibilità che gli enti pubblici coinvolti si trovino a dover far fronte al deficit dell’ente e agli ulteriori impegni finanziari assunti nei suoi confronti.












