Dal caso A22 alle Olimpiadi Milano-Cortina: tra consigli di amministrazione maxi, ritardi e nodi irrisolti, Pat e Regione nel mirino della Corte dei Conti
Di fronte a un “andamento positivo nella sana e corretta gestione della finanza pubblica” sono stati fatti diversi lievi. Sotto la lente dei giudici il consiglio di amministrazione dell'Autostrada del Brennero che ha 15 componenti grazie alla deroga regionale quando a livello nazionale la normative ne prevede solo 5. E' stata rilevata la lentezza nell’utilizzazione dei fondi destinati alla realizzazione del Polo Ospedaliero Universitario Trentino, per la quale sono stati destinati 490 milioni di euro

TRENTO. Dalle proroghe dei contratti diventate ormai prassi al nodo irrisolto di Autostrada del Brennero riguardante il consiglio di amministrazione, fino ai 490 milioni destinati al nuovo polo ospedaliero ancora rallentati e al richiamo sulle Olimpiadi.
Sono queste le principali criticità rilevate dai giudici della Corte dei Conti in occasione della parificazione del Rendiconto generale della Regione autonoma Trentino - Alto Adige / Südtirol per l’esercizio finanziario 2025.
Difronte a un “andamento positivo nella sana e corretta gestione della finanza pubblica” i rilievi mossi non sono pochi.
IL NODO A22
In riferimento alla Regione autonoma Trentino – Alto Adige / Südtirol è stato rilevato come continui a non essere rispettato da parte della società partecipata Autostrade del Brennero S.p.A. il limite di cinque componenti del consiglio di amministrazione, imposto dal decreto legislativo 175/2016.
Una situazione, quest'ultima, che va avanti da ormai diversi anni. La normativa nazionale prevede che per le società pubbliche controllate ci debba essere un massimo di 5 membri nel consiglio di amministrazione. Questo da un lato per semplificare la gestione e dall'altro anche per contenere i costi.
Su questa normativa a livello regionale è stata fatta una deroga. La prima nel 2019 e poi successivamente prorogata con due successive leggi regionali, adottate, rispettivamente, nel 2022 e nel 2024. Un'anomalia, già da anni segnalata, diviene ancora più attuale in ragione dello stato di incertezza sull’affidamento della concessione oggi oggetto di una complessa procedura concorrenziale. Oggi, ancor più di ieri, non si giustifica quindi la violazione del limite legale di cinque membri nonostante sia stato sostenuto i costi non superino il tetto di remunerazione previsto per una composizione legale a 5 membri. Questo non basta per non seguire la normativa nazionale.
Altro aspetto evidenziato è il massiccio ricorso da parte della Regione allo strumento delle proroghe contrattuali, che, anche per il 2025, si sono attestate a 24. Tali proroghe, spiegano i giudici, viene rappresentano “indice di una inidonea capacità di programmazione da parte dell’Ente”, relativamente all’approvvigionamento di beni e servizi e costituiscono un vulnus a una politica negoziale che consenta all’amministrazione la scelta, attuale, imparziale e oculata, del miglior contraente.
Nello specifico, per quanto riguarda la Provincia autonoma di Trento, è stata rilevata la lentezza nell’utilizzazione dei fondi destinati alla realizzazione del Polo Ospedaliero Universitario Trentino, per la quale sono stati destinati 490 milioni di euro.
LE OLIMPIADI
C'è poi il tema delle garanzie economiche legate alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026. In particolare, viene fatto riferimento all'accordo “Garanzia 1.5”, attraverso il quale alcuni enti pubblici (tra cui la Provincia di Trento) si sono impegnati a coprire eventuali problemi di soldi della Fondazione Milano Cortina 2026.
Tale agire amministrativo spiegano i giudici - appare di certo porsi in controtendenza rispetto al principio di prudenza nella gestione delle risorse pubbliche provinciali. Il sistema di garanzie, infatti, si riferisce a passività di un evento futuro e incerto, “con possibile variabilità dell’onere e concentrazione degli effetti finanziari in un orizzonte temporale limitato”.
Pertanto, viene spiegato, anche se nell’ultimo riscontro la Provincia abbia affermato l’assoluta inapplicabilità della garanzia 1.5, essendo state onorate le condizioni degli incassi relativi ai diritti “media” anticipati dai broadcaster, al momento si sta comunque ancora aspettando una comunicazione ufficiale del CIO che confermi formalmente che questa garanzia non è applicabile.”
Il Procuratore regionale ha inoltre rivolto un monito sempre alla Pat perché specifichi, in chiave antielusiva, il divieto per i titolari di cariche elettive in comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti di ricevere compensi per incarichi ricevuti in ragione del proprio mandato politico, prevedendo che anche i rimborsi derivanti da tali incarichi debbano essere connessi a spese effettivamente sostenute e documentate e che in assenza di documentazione, gli stessi debbano essere restituiti. Tale monito, viene spiegato, è stato originato da un caso concreto che la Procura erariale ha esaminato, in cui un sindaco ha ricevuto a titolo di rimborso spese, da parte una società a capitale misto che gestisce impianti sciistici e partecipata dal comune, la somma di 17.800 euro solo in minima parte documentate.












