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Belluno
27 aprile | 11:54

''Olimpiadi, a pagare sono le famiglie: inflazione lievitata nel Bellunese, opere incompiute, costi a carico delle comunità''

L'allarme de Le Civiche Venete con la consigliera regionale Cendron: dalla pista da bob alla funivia Socrepes passando per il villaggio olimpico di Fiames qual è la legacy dei Giochi? ''Secondo i dati Istat aggiornati a febbraio 2026, l’impatto dell’inflazione ha comportato un aggravio medio di 1.121 euro annui per nucleo familiare, con un incremento dei prezzi pari al +4,3%, ben oltre di quasi 3 volte la media nazionale''

di Redazione

BELLUNO. Dalla pista da bob alla funivia Socrepes, passando per il villaggio olimpico di Fiames a una legacy che oggi, per ora, risponde al nome di inflazione aumentata di quasi 3 volte la media nazionale. “A pochi mesi dalla conclusione dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, emerge con chiarezza un dato allarmante: a pagare il prezzo più alto dell’evento sono le famiglie'', a lanciare l'allarme è la consigliera regionale de Le Civiche Venete, Rossella Cendron che spiega come nel ''Bellunese, secondo i dati Istat aggiornati a febbraio 2026, l’impatto dell’inflazione ha comportato un aggravio medio di 1.121 euro annui per nucleo familiare, con un incremento dei prezzi pari al +4,3%, ben oltre di quasi 3 volte la media nazionale''. 

 

“Ci era stata promessa una legacy fatta di sviluppo, turismo e opportunità. Invece, ci troviamo davanti a un’eredità fatta di conti in rosso e infrastrutture problematiche. Il deficit complessivo stimato dei Giochi raggiunge i 310 milioni di euro, causato da costi lievitati per oltre 230 milioni e da entrate inferiori alle previsioni per circa 80 milioni. Una gestione virtuosa? La situazione – commenta Cendron - è aggravata dal fatto che il Comitato Olimpico Internazionale ha già escluso qualsiasi intervento aggiuntivo, lasciando l’intero peso del disavanzo sulle spalle degli enti pubblici. Il 50% sarà coperto dallo Stato, mentre il restante graverà sugli enti territoriali. Per la Regione Veneto si stima una quota vicina ai 40 milioni di euro: risorse pubbliche che potevano essere utilizzate in settori fondamentali come la sanità, i servizi sociali e il sostegno alle comunità montane”.

 

“Il caso più emblematico – la consigliera continua la sua riflessione facendo riferimento ad alcune opere simbolo - è la pista da bob da 130 milioni di euro, di cui si è spesso parlato sulla stampa e nei dibattiti consigliari regionali anche nella precedente legislatura, oggi, già oggetto di contenziosi e segnalazioni di degrado. Un’infrastruttura voluta a tutti i costi, nonostante l’evidente sproporzione tra investimento e reale utilizzo. Oggi, è al centro di dispute tra enti locali e Fondazione, con ulteriori costi di ripristino che rischiano di ricadere ancora una volta su tagli ai servizi per i cittadini”.

 

“Non va meglio per altre opere, come la Funivia di Socrepes, costata 35 milioni e non ancora pienamente operativa, o per il villaggio olimpico di Fiames, il cui smantellamento comporterà ulteriori 39 milioni di euro di spesa. Oltre al peso economico, assistiamo a un danno sociale evidente: territori fragili come quello bellunese, invece di essere rafforzati, si ritrovano oggi più esposti e con meno risorse. È grave. Chiediamo con forza – conclude Cendron – che la Regione Veneto faccia piena chiarezza sui conti, sulle scelte compiute. I cittadini hanno diritto alla verità e a una gestione delle risorse pubbliche che sia finalmente orientata al bene comune delle comunità che vivono tutto l’anno in quei territori, non a operazioni di immagine che rischiano di lasciare gravosi debiti e problemi”.

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