"Elisoccorso? Viene usato troppo, anche quando non serve: costa di più e a volte è persino più lento delle ambulanze. In Veneto lavorano meglio"
L'ex direttore del pronto soccorso di Cattinara critica l'impiego degli elicotteri anche per interventi non urgenti: "Così si rischia di sottrarre risorse alle emergenze"

TRIESTE. “Noi siamo l'unica nazione al mondo in cui paghiamo di più i soccorsi per vederli arrivare più tardi, e le cause di questo disservizio sono da attribuirsi a scelte scellerate sia nazionali che regionali, a cominciare dall'impartizione del Nue112 che è un obbrobrio”.
Inizia così l'amara considerazione che Walter Zalukar, già direttore del dipartimento di emergenza e accettazione di 2° livello dell'ospedale di Cattinara di Trieste nonché consigliere regionale del Gruppo Misto fino al 2023, ha rilasciato a il Dolomiti a proposito delle gravi criticità che quotidianamente si trova a riscontrare a proposito del servizio di soccorso sanitario, in particolare dell'elisoccorso. Una riflessione che arriva a stretto giro del recupero della coppia di turisti israeliani rimasta bloccata sul Tagliamento (qui l'articolo).
I due avevano tentato di guadare il fiume con il proprio fuoristrada, e l'operazione di soccorso ha visto complessivamente l'impiego di ben due elicotteri. Tutto questo è stato valutato dall'ex consigliere come l'ennesimo spreco, in un caso di salvataggio di persone incolumi in ambiente ostile utilizzando sia l'elicottero sanitario della Sores che quello dei vigili del fuoco.
Un utilizzo a sproposito che, secondo Zalukar, non deve passare inosservato, poiché impiegato anche per codici bianchi e verdi al fine di evidenziare maggiormente i numeri degli interventi compiuti, dimenticando il ruolo chiave che il mezzo può e deve avere nelle emergenze. “In Veneto un intervento in elicottero lo ritengono valido a partire dai 50-60 chilometri di distanza – osserva il dottore – , mentre qua in regione vedo elicotteri Sores decollare da Udine Nord per atterrare a Udine Sud, con il ferito più lieve che viaggia in ambulanza arrivare venti minuti prima di quello più grave in elicottero, ho documentato anche alcune morti. Avevo interrogato a suo tempo la Regione sulle ragioni di questo spreco, mi venne risposto che impiegando l'elicottero anche fuori dalle emergenze si avevano più ambulanze pronte a partire, ma ritengo che l'elicottero in caso di emergenza, specie nelle lunghe distanze sia estremamente più utile e necessario dell'ambulanza".
"Certo è - riprende Zalukar - che oggi i numeri degli interventi effettuati dall'elicottero hanno consentito l'implementazione di un ulteriore elicottero secondario che a maggior ragione viene impiegato nei codici bianchi e verdi perché è sprovvisto di personale medico e infermieristico a bordo, è lecito chiedersi come venga gestita un'emergenza se il primo elicottero è già impegnato, mi chiedo se così facendo non si rischi di sottrarre risorse preziose alle emergenze”.
Un altro aspetto che emerge anche nel caso recente dei due turisti salvati dal Tagliamento, è l'impiego dei due elicotteri che erano presenti contemporaneamente sul campo, corrispondenti a quello sanitario e quello dei vigili del fuoco decollato da Venezia, che evidenzia una sinergia non molto virtuosa tra le parti.
“Il problema - prosegue Zalukar - è che oggi assistiamo troppo spesso a una sovrapposizione di mezzi e competenze. Due elicotteri nella circostanza del Tagliamento non erano necessari, ma erano lì perché l'attivazione dei vigili del fuoco avviene tramite linee separate rispetto al resto, sono andati in loco senza sapere che avrebbero trovato l'elisoccorso. Nel caso del specifico parliamo fortunatamente di due persone illese, ma il rischio è quello di utilizzare strumenti pensati per le emergenze più gravi in situazioni che potrebbero essere gestite diversamente, mentre quando si verifica un evento realmente tempo-dipendente ogni minuto può fare la differenza”.
Secondo l'ex direttore del pronto soccorso di Cattinara, la necessità odierna è quella di riportare l'elicottero sanitario alla sua funzione originaria, vale a dire quella di intervenire prioritariamente nelle situazioni critiche, senza distoglierlo dalla combinazione di fattori in cui rapidità, distanza e gravità clinica rendono il trasporto aereo realmente in grado di fare la differenza.












