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Belluno
29 luglio | 20:21

"I 'merenderos' paghino i soccorsi? Lo facciano anche gli 'incoscienti' che si ubriacano o provocano un incidente mentre corrono in moto a 160 km/h"

La riflessione di Fabio Bristot, già membro del direttivo del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico: "Non possiamo limitarci a biasimare sempre e solo lo sprovveduto escursionista. Se il principio è che chi assume consapevolmente comportamenti imprudenti o gravemente colposi debba rispondere, allora quel principio deve valere per tutti. Per il motociclista irresponsabile, per chi lavora violando le norme di sicurezza, per chi eccede volontariamente con alcol o sostanze"

I 'merenderos' paghino i soccorsi?
di Redazione

BELLUNO. Tanti, tantissimi interventi in quota per recuperare escursionisti illesi e tanti tantissimi commenti di chi, in particolare sui social, fa notare quanto importante sarebbe prestare attenzione evitando di chiamare in soccorsi dopo essersi messi in difficoltà 'da soli' (magari perché mal attrezzati o non allenati). Questo, soprattutto, perché il rischio è quello di "togliere" elicottero e personale competente a chi potrebbe averne più bisogno.

 

Della questione soccorsi in montagna si parla da tempo (visti anche i tanti interventi fatti ogni anno) ma poco si discute invece degli "altri interventi a valle", come fa notare Fabio Bristot, già membro del direttivo del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, che con Il Dolomiti ha voluto condividere la propria idea a riguardo. "Si dice spesso che l'elicottero impiegato per recuperare un illeso viene potenzialmente tolto a chi potrebbe averne più bisogno - anticipa -. Lo stesso discorso venga fatto anche per gli 'sprovveduti' che si mettono in pericolo in città".

 

 

RIPORTIAMO DI SEGUITO LA RIFLESSIONE COMPLETA SCRITTA DALLO STESSO BRISTOT

 

Leggo, ancora una volta, commenti secondo cui l’elicottero del servizio di elisoccorso sarebbe stato “tolto” o “potrebbe essere stato tolto” ad altri interventi più importanti per recuperare un escursionista o un alpinista in difficoltà. È un’obiezione che ricorre spesso e che merita una riflessione un po’ più ampia, più circostanziata e con i necessari paragoni, perché il principio invocato non può valere solo quando si parla di montagna, di escursionisti o alpinisti o merenderos. Certo gli abusi eventuali che spesso si sanno a posteriori vanno bloccati da un ottimo triage.

 

Spero che la stessa logica, però, per cui si afferma che “l’elicottero era impiegato al recupero di un soggetto privo di ramponi e magari sarebbe potuto servire da un’altra parte”… valga, infatti, anche quando si dice: “mentre l’elicottero era impiegato per recuperare un centauro uscito di strada a 160 km/h su un passo dolomitico”, oppure “mentre l’elicottero era impegnato, assieme all’ambulanza, a soccorrere un operatore infortunatosi perché privo dei necessari DPI”, o ancora “mentre l’elicottero stava trasportando in ospedale un ragazzo trovato in coma etilico alla sagra del paese”.

 

Perché non possiamo limitarci a biasimare sempre e solo lo sprovveduto escursionista o l’alpinista. Se il principio è che chi assume consapevolmente comportamenti imprudenti o gravemente colposi debba rispondere, allora quel principio deve valere per tutti. Per il motociclista irresponsabile, per chi lavora violando le più elementari norme di sicurezza, per chi eccede volontariamente con alcol o sostanze. Tutti, prima o poi, possono richiedere l’intervento del servizio sanitario a causa delle proprie scelte.

 

C’è poi un’ulteriore differenza che troppo spesso viene ignorata. La montagna è, per sua natura, un ambiente ostile, dove il rischio evolutivo, sanitario e non sanitario (ambientale, tecnico, ecc.), è sempre presente, anche quando tutto viene fatto correttamente con procedure corrette. La città, invece, non presenta quella stessa componente di rischio intrinseco. Piaccia o meno.

Le reprimende sono doverose. Lo sostengo da sempre. Tanto che ho scritto la prima legge regionale in Italia che rende onerose le attività non sanitarie effettuate con l’elicottero (L.R. 33/2007, poi confluita nella L.R. 11/2015).

 

Ma se si vuole introdurre un principio di responsabilità economica, esso deve essere applicato con coerenza in tutti gli ambiti. Altrimenti non si sta difendendo un principio: si sta semplicemente facendo pagare il conto soltanto alla montagna.

 

Infine, un suggerimento alla Regione Veneto, dopo 15 anni di applicazione della DGRV 1411/2011 e sue modificazioni (qualche riga concorsi a scriverla), credo vadano cambiati alcuni principi e chiarite alcune fattispecie che negli anni hanno provocato ricorsi e mancati incassi.

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