Dopo la festa olimpica la pista da bob è tornata un cantiere: "Grande richiesta di utilizzo delle nazionali". Ancora dubbi sui costi di gestione ma c'è un track manager
Per ora l'immediata legacy olimpica della pista da bob è un cantiere. I cartelli "vietato l'ingresso ai non addetti ai lavori" si trovano un po' ovunque, così come un senso di desolazione. A breve però potrebbero esserci novità, anche se non è ancora chiarissimo come l'impianto verrà mantenuto nel tempo. Viaggio nella discussa opera di Cortina

CORTINA D'AMPEZZO. "Vietato l'ingresso ai non addetti ai lavori". Ovunque ti giri gli accessi sono sbarrati. Un impianto ancora non segnalato lungo la via e, almeno per ora, l'eredità olimpica è piuttosto desolante con pure le vetrofanie Milano-Cortina che hanno visto momenti migliori. Chiaro ma non chiarissimo poi come verrà mantenuta nel tempo la pista da bob. I primi tre anni sono "garantiti", poi si capirà. Intanto Fondazione Milano Cortina ha scelto il track manager: Davide Dallago, già tenente colonnello dell'esercito, è chiamato a coordinare tutte le attività, compresa la sostenibilità dell'impianto tra iniziative e raccolta sponsor.
Alle spalle dei Giochi a cinque cerchi, la palestra di roccia è frequentata, ci sono i campi da tennis nelle zone limitrofe e il bar è aperto e lavora. Attualmente la legacy della pista da bob di Cortina è un cantiere e sembrano molto lontane le visite, più o meno regolari, di ministri e autorità durante la corsa contro il tempo per costruire il budello. Un'opera molto discussa fin da subito. Non sono mancate le polemiche e le difficoltà tanto che la costruzione dell'impianto che è stata messa in dubbio per ragioni di opportunità anche dal Comitato olimpico internazionale.

Il governo, la Regione Veneto e Fondazione Milano-Cortina a ruota hanno tirato dritto, il progetto è stato rivisto in forma light nelle strutture ma non nei costi. E così per circa 120 milioni sono stati conclusi, indubbiamente a tempo di record, quegli impianti funzionali per ospitare le Olimpiadi (Qui l'approfondimento sul campo de L'AltraMontagna). I risultati nello slittino, spedizione fortemente trainata proprio dagli altoatesini, decisamente più che per bob e skeleton sono stati notevoli: un contributo al medagliere azzurro di quattro medaglie (due ori e due bronzi).

Poi? Passata la festa olimpica? Nulla. Sono saltati i campionati italiani degli sport di scivolamento che avrebbero dovuto svolgersi piuttosto a ridosso dei Giochi invernali per rimediare a una serie di danneggiamenti registrati a competizioni concluse (Qui articolo).

Ora a che punto siamo? Il Cortina sliding centre "Eugenio Monti", riferisce a fine luglio Simico, è al 98% di completamento. Le ultime lavorazioni sono in corso all’area di partenza della pista: l'impresa Pizzarotti è ancora al lavoro per portare a termine "gli ultimi interventi con la stessa cura e precisione che hanno contraddistinto l’intero cantiere".

Le piantumazioni delle alberature, previste nel progetto di inserimento paesaggistico, sono in agenda per l'autunno, come da cronoprogramma, con l'obiettivo di completare la progressiva integrazione dell’impianto nel bosco circostante. Intanto è in progettazione anche il Memoriale dello Sliding Centre, un progetto culturale e architettonico che vuole unire e valorizzare la vecchia e la nuova pista “Eugenio Monti” per raccontare - sempre per Simico - la storia centenaria di questo sito con la visione innovativa che ha guidato la ricostruzione.

"Il Memoriale sarà il luogo in cui tradizione e innovazione si incontreranno fisicamente, esaltando la legacy culturale di un impianto che rispetta la propria comunità aprendosi al mondo intero", mentre Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario di governo e amministratore delegato di Simico, ha indicato il parametro con cui giudicare il successo delle infrastrutture olimpiche tra 20 anni: "La risposta potete osservarla già in questi giorni al pistino di Fiames, dove atleti di bob e skeleton si allenano. L’impatto positivo dei Giochi ha portato moltissimi giovani ad avvicinarsi a queste discipline. Anche solo permettere di coltivare e realizzare il sogno di uno di questi giovani di partecipare alle prossime Olimpiadi, allenandosi nella pista di casa, è il successo vero del nostro lavoro, che dedichiamo a questi giovani. La qualità di un’opera si misura quando smette di appartenere a chi l’ha costruita e diventa patrimonio di chi la vive".

Nonostante le difficoltà e gli intoppi per il budello di Cortina ci potrebbero essere novità a breve. "C'è grande richiesta per usare l'impianto, ora i lavori sono concentrati nei dintorni della pista", dice Alex Tabarelli, presidente del Coni Alto Adige. Sarà nuovamente pronta per l'inverno? "Certamente, per la prossima stagione è già prevista una tappa di coppa del mondo. Questi lavori erano previsti fin dall'inizio e procedono come da cronoprogramma".

Comitato altoatesino che ha seguito da vicinissimo la partita e che ha supportato dal punto di vista tecnico e di alcune indicazioni la realizzazione dell'impianto (Qui articolo). L'Alto Adige si è messo, infatti, a disposizione per cercare di garantire un futuro a slittino, skeleton e bob, nazionali azzurre altrimenti costrette a spostarsi in Austria, Lettonia e Norvegia per raduni e allenamenti. Una fonte di discussione è relativa ai costi di gestione, stimati in 1,5 milioni all'anno. "La gestione è affidata a Cortina", spiega Tabarelli. "Ci sono aiuti pubblici per coprire le spese e le nazionali che utilizzano l'impianto pagano. Poi deve essere sostenibile da sola". Nelle intenzioni indotto, sponsorizzazioni e turismo (come il taxi bob) dovrebbero coprire i costi gestionali. A Bolzano non erano stati esclusi sostegni economici. "L'Alto Adige e il Trentino - aggiunge Tabarelli - compartecipano attraverso il Fondo dei Comuni confinanti".

Un'ipotesi di coprire in questo modo i costi di gestione e deficit previsti per almeno 15 anni che era stata messa in stand by per la contrarietà dei territori in attesa di valutare un piano industriale più dettagliato ma anche perché ci sono problemi di natura giuridica: il meccanismo attualmente prevede di poter utilizzare quelle risorse per investimenti e non in cassa corrente (Qui articolo). Una possibilità che è stata messa nero su bianco nel 2024 con la pubblicazione del Bollettino ufficiale della Regione Veneto del 2024 (Qui articolo).
"Adesso non si possono usare le risorse per la gestione degli impianti ma il cambio normativo dovrebbe essere questione di tempo e quasi pronto per sbloccare la questione", conclude Tabarelli.
Ma su questo punto è più dubbioso Dario Bond, assessore alla Regione Veneto ma in questo caso soprattutto presidente del Fondo dei Comuni confinanti: "Non c'è nulla", il commento a il Dolomiti.
Intanto ci si affida ai soldi in provenienti da Venezia, sempre stanziati nel 2024, per le coperture, almeno parziali, di alcuni costi (Qui articolo). La Regione "in riscontro alla nota del Commissario Straordinario prot. n. 5257 del 7.10.2024 - si leggeva nella delibera - si è impegnata a contribuire al finanziamento della valorizzazione e della gestione delle opere sportive site nel Comune di Cortina d’Ampezzo, connesse ai Giochi, tenendo presente che è prevista la pre-omologazione delle stesse nell’anno 2025, stanziando, nella manovra di Bilancio 2025-2027, una posta per ‘contributi agli investimenti’ per euro 500.000,00 (per ciascuna annualità 2025, 2026 e 2027) e una posta per ‘trasferimenti di spesa corrente’ per euro 500.000,00 (anch’essi per ciascuna annualità 2025, 2026 e 2027)".
C'è un accordo tra Regione, Belluno, Trento, Bolzano, Fondazione Cortina e Fisi che con impegni diversi dovrebbero far diventare il designato Centro federale per bob, slittino e skeleton un punto di riferimento europeo. Gli enti locali sono incaricati più per gli aspetti promozionali, mentre Federsci dovrebbe mettere anche mano al portafoglio. La gestione è invece in capo a SeAm, società di sistema del Comune di Cortina per un modello in grado di garantire la fruizione sportiva ma anche quella ludico-turistico. Ma di cifre si parla ancora poco, si vedrà. Intanto c'è un cantiere da chiudere.


















