Pista da bob, "Il timore? E' che i lavori inizino ma restino incompiuti". Il comitato Peraltrestrade: "Opera non necessaria per il prestigio di Cortina"
Secondo i referenti del comitato ambientalista, "non si può pensare che siano senza fondamento le dichiarazioni di imprese specializzate secondo cui è impossibile realizzare in meno di un anno l’impiantistica di un’opera particolarmente complessa come la pista da bob. Quello che temiamo è che i lavori inizino, ma che non vengano portati a termine in tempo utile per i Giochi, lasciando un’incompiuta che forse sarà terminata con comodo, sempre che ci siano i finanziamenti per farlo"

BELLUNO. "La pista da bob di Cortina non è necessaria per il prestigio della Perla delle Dolomiti". A dirlo, i referenti del Coordinamento associazioni ambientaliste Alto Bellunese che in una missiva dichiarano: "Dopo l’annuncio di Giovanni Malagò in occasione della 141esima Sessione del Comitato Olimpico Internazionale a Mumbai, le dichiarazioni del Ministro Andrea Abodi e del Presidente del Cio Thomas Bach deciso a spostare le gare di scivolamento all’estero in una pista già esistente e funzionante, sembrava che il progetto della nuova pista da bob di Cortina fosse stato definitivamente abbandonato, invece il Ministro Matteo Salvini, per la soddisfazione del Presidente del Veneto Luca Zaia e di Confindustria Belluno, l’ha rimesso in gioco prospettando la possibilità di realizzarlo".
Secondo i referenti delle associazioni, "non si può pensare che siano senza fondamento le dichiarazioni di imprese specializzate secondo cui è impossibile realizzare in meno di un anno l’impiantistica di un’opera particolarmente complessa, quale è una pista da bob - tengono a sottolineare -. Da considerare che lavorare in montagna è notoriamente molto più costoso che in pianura. Inoltre in montagna è pressoché impossibile lavorare nei mesi invernali. Quello che temiamo è che i lavori inizino, ma che non vengano portati a termine in tempo utile per i Giochi, lasciando un’incompiuta che forse sarà terminata con comodo dopo l’evento per il quale era stata progettata, sempre che ci siano i finanziamenti per farlo".
Un po' come quanto è avvenuto per la "Pedemontana Veneta e che probabilmente avverrà per le varianti stradali di Cortina e della Statale 51. Sarebbe questo il modo di far valere l’orgoglio veneto e di evitare la figuraccia planetaria che tanto temono i vertici politici nazionali e veneti? Una figuraccia sarebbe piuttosto iniziare i lavori della pista e non portarli a termine in tempo utile". Questo, secondo Peraltrestrade Dolomiti, "il vero danno d’immagine".
"A questo proposito - concludono - è utile citare alcune parti di un’intervista a Franco Carraro, ex presidente del Coni e membro del Comitato Olimpico Internazionale: I dossier cambiano quasi sempre. Vengono approvati e poi modificati. I veneti si disperano ma dimenticano che dal 2019 parliamo di Olimpiadi di Milano e di Cortina. Si faranno gare importanti in Valtellina ma anche sul piano del feedback e del ritorno turistico si parla sempre e solo di Milano e Cortina. Che ci sia o non ci sia la pista, cambia poco secondo me".
E ancora: "Il patrimonio più grande di Cortina è quello naturale. Negli anni sono sempre riusciti ad assicurare lo sviluppo turistico ma preservando le bellezze naturali. Ogni medaglia ha il suo rovescio, quindi mettiamola così: 700 larici non saranno tagliati. E una volta finite le Olimpiadi non ci sarà il problema di milioni di passivo per gestire l’impianto".


















