"No alla pista da bob, anche se light", le associazioni ambientaliste: "Non cambiano le criticità e Cortina non ha bisogno di questa opera per essere rilanciata"
Il ministro Salvini insiste sulla possibilità di costruire una pista da bob light ma le associazioni ambientaliste restano compatte e non cambiano posizioni: "La pista da bob non la vogliamo"

CORTINA D'AMPEZZO. "La pista da bob non la vogliamo", le associazioni ambientaliste ribadiscono il messaggio lanciato a Cortina il 24 settembre scorso dalle centinaia di persone che hanno manifestato contro la realizzazione dell'opera. "Non la vogliamo perché inutile e impattante, oltre a essere una voragine sotto l'aspetto economico".
L'annuncio di Giovanni Malagò, presidente del Coni, in occasione della 141esima sessione del Comitato olimpico internazionale a Mumbai, così come le dichiarazioni del ministro Andrea Abodi e del presidente Cio Thomas Bach deciso a spostare le gare all’estero in una pista già esistente e funzionante, sembrava aver scritto la parole fine sulla pista da bob a Cortina d'Ampezzo.
A tenere accese le speranze di realizzare la pista da bob il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il ministro Matteo Salvini, quest'ultimi ha ipotizzato la possibilità di costruire una struttura light (Qui articolo).
"Purtroppo, dopo circa 2 mesi, si è messa di mezzo la politica a ribaltare la situazione e a resuscitare il progetto di costruzione della nuova pista di Cortina, ridimensionandolo nei materiali e nelle infrastrutture accessorie e con un cronoprogramma dei lavori di ridotto a 600 giorni, sufficiente secondo i progettisti dell’ultima ora, per consegnare l’impianto per i collaudi nell’autunno 2025, sempre che il Cio conceda la deroga".
Resta il "No" deciso delle associazioni Italia Nostra nazionale, Italia Nostra Consiglio Regionale Veneto e Italia Nostra – Sezione di Belluno, Mountain Wilderness, Federazione Nazionale Pro Natura, Cai Veneto, Cai T.A.M Veneto e Friuli Venezia Giulia, Cai Alto Adige, Libera Veneto e Libera Cadore Presidio "Barbara Rizzo" Ecoistituto Veneto Alex Langer, Comitato Civico di Cortina, Peraltrestrade Dolomiti e Gruppo Promotore Parco del Cadore.
"Su questa dilazione temporale contano il presidente Luca Zaia, il Ministro Matteo Salvini e la Simico (Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026), come se l’istituto della deroga così frequente in Italia fosse una prassi normale anche per il Cio. Tuttavia, se le regole precedentemente imposte fissavano la data del 15 novembre 2024 per la consegna dell’impianto da sottoporre al precollaudo, un motivo valido c’era: testare preventivamente la sicurezza della pista e eventualmente apportarvi i correttivi necessari. Facendo slittare i termini di un anno, questo importante requisito non è garantito e neppure la possibilità di apportare modifiche al tracciato, totalmente nuovo e inedito per le Federazioni".
In tema di sicurezza "dovrebbe essere valutata anche quella del cantiere, nel quale per rispettare i tempi si dovrà lavorare di giorno e di notte, compresi i giorni di festa, e con ogni condizione meteo, con la probabilità di subappalti 'a cascata' permessi dalla scellerata recente riforma del codice degli appalti voluta dal ministro Salvini, che espone i lavoratori a concreti rischi per la salute e a forme di sfruttamento, favorendo infiltrazioni della criminalità organizzata. Comunque, anche se 'light', il nuovo progetto mantiene tutte le criticità a suo tempo evidenziate, in particolare: l’assenza delle valutazioni ambientali previste dal Codice dell’Ambiente, dalla direttiva Ce e dalla direttiva Ce Habitat, Vas-Valutazione ambientale strategica necessaria perché il progetto ha comportato variante urbanistica, Via (Valutazione Impatto Ambientale) in quanto sono previsti interventi di deforestazione e di viabilità e VIncA (Valutazione Incidenza Ambientale) prevista per legge laddove ci sono aree di protezione speciale".
Inoltre, "sono d’obbligo una nuova autorizzazione paesaggistica e una nuova approvazione in Conferenza dei servizi, prima della messa a Bando Europeo. Tutte condizioni che, visti i tempi stretti del cronoprogramma, la Simico sembra ignorare, comportandosi come se avesse completa 'licenza di uccidere' paesaggio e ambiente".
Le associazioni aggiungono poi che "questo accanimento nel voler a tutti i costi costruire la pista da bob di Cortina viene motivato dalla volontà di far valere l’orgoglio Veneto e di evitare una 'figuraccia planetaria' se il dossier di candidatura non sarà rispettato. Una figuraccia, secondo noi, sarebbe piuttosto iniziare i lavori della pista e non portarli a termine in tempo utile; una figuraccia sarebbe realizzare la pista in fretta e non riuscire a mantenerla in funzione negli anni successivi per gli insostenibili costi di gestione riproponendo il degrado di Cesana Torinese. Questo sarebbe il vero danno d’immagine per l’Italia e per Cortina, e su questo vogliamo attirare l’attenzione additando le responsabilità dello scempio che si vuole ostinatamente perpetrare".
La pista da bob espone il territorio a possibili danni d'immagine e non è necessaria. "Per il mondo intero, Cortina è la Regina delle Dolomiti, è ammirata e universalmente conosciuta per la bellezza delle sue montagne, del suo inimitabile paesaggio. Il suo nome è già inserito nei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 e non ha bisogno di una pista da bob per essere rilanciata", concludono Italia Nostra nazionale, Italia Nostra Consiglio Regionale Veneto e Italia Nostra – Belluno, Mountain Wilderness, Federazione Nazionale Pro Natura, Cai Veneto, Cai T.A.M Veneto e Friuli Venezia Giulia, Cai Alto Adige, Libera Veneto e Libera Cadore Presidio "Barbara Rizzo" Ecoistituto Veneto Alex Langer, Comitato Civico di Cortina, Peraltrestrade Dolomiti e Gruppo Promotore Parco del Cadore.












