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10 giugno | 15:46

Un'ancora enorme riaffiora dal fiume: un cimelio rimasto ricoperto dalla ghiaia per almeno cent’anni (VIDEO)

Il Tagliamento, il “re delle Alpi”, non smette di sorprendere: fiume impetuoso e in continuo movimento, questa volta ha deciso di restituire dalla ghiaia uno dei suoi tesori. A notare un elemento metallico affiorare dall’acqua è stato un cittadino di Ragogna che, temendo potesse rappresentare un pericolo per bagnanti e canoisti ha iniziato a liberarlo da alghe e ramaglie. Poco dopo la sorpresa: un’enorme ancora risalente ad un’epoca passata

di Margherita Tomadini

RAGOGNA. Il fiume Tagliamento, il "re delle Alpi", ha riportato alla luce con i suoi spostamenti e lavorii sull’alveo, un reperto di eccezionale interesse: un'enorme ancora di circa due quintali, rinvenuta all’altezza del Comune in Provincia di Udine e recuperata grazie all'intervento dell'associazione culturale del Reunia APS.

 

Questo fiume, col suo carattere torrentizio e indomabile, continua a custodire e restituire frammenti della propria storia: in questo caso, il ritrovamento è avvenuto lunedì 25 maggio, in maniera del tutto casuale.

 

A notare l'oggetto è stato Alessandro Agostinis, cittadino di Ragogna, mentre passeggiava lungo il fiume in una zona solitamente frequentata sia da bagnanti che da canoisti. In un primo momento sembrava un semplice oggetto metallico affiorante dall'acqua, poi pulendo alghe e ramaglie, si è rivelata la reale tipologia e dimensione del reperto: “Colui che l’ha trovata inizialmente pensava fosse una sorta di attrezzo agricolo o una specie di arpione, ma dopo aver ripulito tutto, ha capito che si trattava di un’ancora. Ha quindi fatto la segnalazione alla nostra associazione e una volta raggiunto da due volontari, ci si è resi conto che si trattava di un oggetto molto grande, ma ricoperto da ghiaia e sommerso dall'acqua” racconta a Il Dolomiti la presidentessa dell’associazione Reunia Stefania Agostinis.

 

Nel giro di poche ore è stata poi fatta la segnalazione alle autorità competenti: “Per noi volontari che da anni ci occupiamo della ricerca e della salvaguardia del patrimonio storico, archeologico, artistico e naturalistico del territorio di Ragogna, è apparso subito chiaro che si trattasse di una scoperta importante – racconta sempre Stefania Agostinis -. La nostra comunità è cresciuta e cresce tutt’ora a fianco del Tagliamento e questo episodio ci ha subito meravigliati. Viviamo in simbiosi con un fiume che non smette mai di sorprenderci”.

 

Le operazioni di recupero si sono poi svolte molto rapidamente. Nelle giornate di fine maggio, infatti, la Protezione civile aveva diramato un'allerta meteo e con l'aumento della portata del fiume poteva essere difficile riuscire a recuperare il reperto: “Bastano poche ore di pioggia perché l'acqua si alzi, la visibilità diminuisca e la ghiaia ricopra nuovamente tutto. Dovevamo agire in fretta altrimenti, proprio per le caratteristiche di questo fiume, potevamo non ritrovarla più” spiega la presidente dell’associazione.

 

Ottenuto il via libera dalle autorità competenti, il 27 maggio è stata recuperata "d'emergenza" con l'ausilio di un mezzo meccanico messo a disposizione da un imprenditore locale: l'enorme ancora è stata così estratta dal letto del fiume senza subire alcun danno. Ricoperta da sassi e depositi accumulati nel corso del tempo, conserva ancora perfettamente la propria struttura originaria

 

 

Successivamente è stata trasferita nella località Tabine e poi trasportata presso il Museo di Ragogna, dove dopo pulizia, restauro e studio, verrà esposta e mostrata al pubblico: “Non capita tutti i giorni di recuperare un oggetto simile. Si è creato un bellissimo clima di collaborazione tra cittadini, associazioni, istituzioni e operatori del territorio – continua Stefania Agostinis - e tutto ciò mette in risalto come un’associazione piccola, ma ben organizzata e volenterosa possa preservare, sensibilizzare e far conoscere il nostro territorio”.

 

Le ipotesi sull’origine di questo reperto? Sono due.

Il primo ponte che attraversava il Tagliamento venne fatto saltare nel novembre del 1917 e per garantire comunque il passaggio tra le due sponde (tra il Comune di Ragogna e quello di Pinzano), fu realizzata una passerella, un ponte provvisorio costituito da imbarcazioni collegate tra loro: l’ancora potrebbe quindi, secondo la prima ipotesi, essere appartenuta a questa struttura temporanea e utilizzata per mantenerla salda.

 

La seconda ipotesi la colloca invece più indietro nel tempo, cioè a cavallo tra Ottocento e Novecento. Prima della costruzione del ponte (inaugurato nel 1906 e distrutto appunto nel 1917), il collegamento tra le sponde di Ragogna e Pinzano era garantito da un traghetto che trasportava persone, animali e merci. L’ancora potrebbe anche appartenere a quell’antico “sistema di traghettamento”.

Per le risposte precise sarà comunque necessario attendere il sopralluogo della Soprintendenza e il restauro.

 

La presidente dell'associazione, Stefania Agostinis, ci tiene a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al recupero dell'ancora: i volontari Adelio Granzotti, Alberto Zucchiatti, Livio Leonarduzzi, Riccardo Marcuzzi e Sandro Ceccone, il Sindaco di Ragogna Claudio Maestra per il coordinamento delle operazioni, Arturo De Monte per aver messo a disposizione il mezzo necessario all'estrazione, il Comando Stazione dei Carabinieri di San Daniele del Friuli e la Soprintendenza.

 

Un ringraziamento speciale, infine, va proprio al Tagliamento “perché ancora una volta ha dimostrato di essere non soltanto un corso d'acqua da tutelare per la sua unicità, ma un autentico custode della memoria del territorio” conclude la volontaria.

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