Riportato alla luce il prezioso Castello di Castellino: custode di una storia che attraversa i secoli, dal 1200 all'incendio che lo distrusse nel 1703
Concluso l'intervento di riqualifica del Castello di Castellino che torna alla luce dopo anni in cui è stato sommerso dalla vegetazione. L'associazione Monte Velo: "Oggi questa testimonianza della nostra storia è di nuovo visibile perfino dalla Busa restituendo valore a un luogo che merita di essere conosciuto, tutelato e valorizzato"

ARCO. "Il prezioso castello di Castellino in località Castil, rimasto per anni nascosto dall'abbandono e dalla vegetazione, è finalmente tornato alla luce".
Con queste parole l'associazione Monte Velo plaude a quello che definisce "un piccolo grande traguardo" per la comunità di Arco: l'intervento della Provincia, sostenuto dall'assessore del comune arcense Massimiliano Floriani e richiesto dall'associazione stessa, che ha permesso di riqualificare la fortificazione di grande interesse storico.

Ripercorrendo in breve la storia del Castello di Castellino, questo compare per la prima volta nelle fonti nel 1255 e sorge sulle pendici occidentali del Monte Stivo, in una posizione strategica tra il Garda e la Valle di Gresta.
Feudo dei principi vescovi di Trento, fu affidato alla famiglia degli Arco e svolse per secoli un'importante funzione di controllo del territorio e dei confini ma poi, con il venir meno delle esigenze difensive nel Rinascimento, venne trasformato in casino di caccia, prima di essere incendiato e distrutto nel 1703 dalle truppe francesi del generale Vendôme.
Quel che resta oggi è parte della cinta muraria, alcuni edifici di servizio e l'imponente torre quadrata che ora, dopo l'intervento, tornano ad essere visibili.

"Oggi questa testimonianza della nostra storia è di nuovo visibile perfino dalla Busa – scrive l'associazione Monte Velo – restituendo valore a un luogo che merita di essere conosciuto, tutelato e valorizzato".
Questo, viene rimarcato, è solo il primo passo. "Continueremo a impegnarci – conclude l'associazione – affinché il patrimonio storico e culturale di Monte Velo venga preservato e reso sempre più fruibile a tutti. Un sentito grazie a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e hanno contribuito a renderlo possibile".














