Miniere Darzo, una grande festa di comunità per la riapertura del sito: "La memoria storica come motore di sviluppo culturale e turistico per le nostre valli"
Inaugurati i lavori di restauro agli edifici storici e alla galleria Santa Barbara al Museo delle miniere: "E' anche l’occasione per ricordare le generazioni di lavoratori e le famiglie che hanno contribuito alla crescita della nostra comunità, assieme alle attività artigianali che all’epoca nacquero attorno a questo sito"

STORO. La Festa della montagna quest'anno è coincisa con l'inaugurazione ufficiale dei lavori di ristrutturazione che hanno riqualificato alcuni storici edifici e la galleria Barbara del sito minerario in località Marigole a 1.100 metri di quota. L'evento, ideato e promosso dall’Associazione Miniere Darzo, ha visto la partecipazione di cittadini, ex lavoratori, istituzioni, imprese e partner culturali, tutti uniti nel celebrare lo sviluppo di un patrimonio unico che ha segnato la storia socio-economica del Trentino sud-occidentale.
“Siamo molto soddisfatti perché questa inaugurazione segna la riapertura di un sito che ha dato tanto alla comunità di Darzo e di Storo, creando sviluppo economico e opportunità di lavoro in un territorio allora prevalentemente contadino", dice Nicola Zontini, sindaco di Storo. "E' anche l’occasione per ricordare le generazioni di lavoratori e le famiglie che hanno contribuito alla crescita della nostra comunità, assieme alle attività artigianali che all’epoca nacquero attorno al sito minerario. Con l’apertura del polo museale si aggiunge inoltre una nuova proposta culturale e turistica per la Valle del Chiese e l’intero ambito Campiglio Dolomiti, valorizzando ulteriormente l’offerta del territorio".

Il recupero del sito delle Miniere di Darzo "dimostra come la memoria storica possa trasformarsi in un motore di sviluppo culturale e turistico per le nostre valli", dice l'assessora Francesca Gerosa. "La Provincia crede fortemente in questi progetti, che sanno mettere in valore, anche per le future generazioni, le specificità dei territori, inserendoli in una rete museale d’eccellenza. Qui si concretizza un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che innova le pratiche e diffonde il senso di responsabilità di custodire in modo attivo il patrimonio comune. Tutto questo, però, non sarebbe stato possibile senza l’instancabile passione delle volontarie e dei volontari dell’Associazione Miniere Darzo. A loro, che da anni difendono con una tenacia straordinaria la memoria del duro lavoro che si svolgeva in questi luoghi, va il grazie più sincero. Un valore aggiunto fondamentale è poi la collaborazione con il Polo Veronesi di Rovereto: l’installazione permanente svelata oggi non è solo uno splendido manufatto di design, ma il simbolo tangibile di un vero passaggio di testimone tra generazioni".
Un traguardo raggiunto con una sinergia pubblico-privata che ha coinvolto la Provincia di Trento, il Comune di Storo, la Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella – determinante con il Bando Crowdfunding –, l’Azienda per il turismo Campiglio e l’Asuc Darzo.

L’intervento di ristrutturazione, del valore complessivo di 752 mila euro, è stato finanziato con 457 mila euro (60%) dalla Provincia di Trento attraverso l’assessorato alla cultura, 245 mila euro (33%) dal Comune di Storo, 20 mila euro (3%) dalla Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella e i restanti 30 mila euro (4%) dall’Associazione Miniere Darzo attraverso autofinanziamento, raccolta fondi e donazioni.
"Questo momento è importante per almeno due ragioni: da un lato la chiusura di un cerchio che oggi connette le attività a forte impatto sociale e ambientale del secolo scorso con il presente e futuro di un luogo culturale orientato alla sostenibilità. Dall’altro il concretizzarsi di un 'modello Chiese' basato sullo sviluppo locale dal basso che a partire dai numerosi poli culturali, dal Parco Fluviale, dall’imprenditorialità artigiana e dalle attività che fanno vivere la montagna può proporre un disegno unitario di valorizzazione e nuova occupazione per questa preziosa area del Trentino”, commenta Massimo Bernardi, direttore del Muse, mentre Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione museo storico del Trentino, aggiunge: "Come ente abbiamo avuto il privilegio di seguire fin dalle origini il progetto di valorizzazione del sito minerario di Darzo. Una valorizzazione portata avanti con tenacia e competenza dall’Associazione Miniere Darzo e dall’intera comunità. Il patrimonio di memorie e di storie che è stato recuperato negli anni è straordinario. Permette di rileggere la storia del lavoro in miniera e con essa le trasformazioni economiche e sociali che hanno caratterizzato il territorio. Ci sono tutte le condizioni per sviluppare attorno alle ‘miniere di Darzo’ un modello di gestione e di valorizzazione del patrimonio che veda protagonista la comunità, l’associazionismo e la rete delle istituzioni museali del Trentino. Come Fondazione Museo storico del Trentino ci impegniamo, in questo contesto, a fare la nostra parte”.

Presenti al taglio del nastro, tra gli altri, il presidente dell’Apt Madonna di Campiglio, Tullio Serafini, il vicepresidente della Cassa Rurale Agvp, Marco Baccaglioni, e il presidente dell’Asuc Darzo, Davide Donati. Al termine la benedizione di don Andrea Fava, parroco di Darzo.
Accanto alla memoria, c’è stato spazio per l’arte e l’innovazione: è stata infatti svelata l’installazione permanente realizzata dagli studenti dell’istituto Polo Veronesi (indirizzo Made design industriale di Rovereto) nell’anno scolastico 2025-2026, un’opera d’arte nata per ringraziare pubblicamente tutti i donatori del progetto. La giornata è stata arricchita da intermezzi musicali e dalle degustazioni di prodotti locali curate dal punto ristoro.

“Oggi è stata una tappa fondamentale per l’epopea delle miniere di barite della nostra zona, attive dal 1894 al 2009. Da due decenni la comunità di Darzo è coinvolta nella preservazione di questi luoghi di lavoro e di vita. Vedere oggi questo sito così accogliente e confortevole per i turisti ci riempie di orgoglio e ci spinge a guardare avanti con fiducia", dice Emanuele Armani, presidente dell’Associazione Miniere Darzo, mentre la vicepresidente dell'ente Marisa Marini, conclude: "Il motto che guida la nostra Associazione è ‘Se uno ricorda da solo è solo un ricordo. Se molti ricordano insieme, è l’inizio di una nuova comunità’. La risposta della cittadinanza e dei partner a questa giornata dimostra che questo legame è più vivo che mai e che la memoria dei nostri minatori è un patrimonio condiviso e proiettato nel futuro".











